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I privilegiati Alitalia

Le diverse sigle sindacali dell'Alitalia sono sul piede di guerra per difendere i privilegi che personale di terra , piloti e assistenti di volo hanno sempre avuto rispetto ai dipendenti delle altre compagnie aeree di altri paesi. Qui negli Stati Uniti piloti ed hostess vanno agli aeroporti con il proprio mezzo. La maggior parte delle compagnie impone al personale di cabina di sostenere le spese per il lavaggio e stiratura dell uniforme. Alcune compagnie come la nuova Virgin America, che utilizza aerei nuovi con interni e tecnologie nelle cabine di avanguardia, fa volare assistenti e piloti vestiti tutti nella stessa maniera: un paio di pantaloni neri e camicia scura, senza gradi per i piloti. Una hostess guadagna in media non piu' di 35mila dollari al lordo delle tasse da pagare. L'assenteismo e' ridotto quasi a zero, perche' la spada di Damocle dei 'lay off' ovvero licenziamento del personale quando l'azienda ha il fiato corto e' sempre incombente. Le ferie in America sono in media 12 giorni all'anno, con l'eccezione del presidente Bush che ha inaugurato il mese di riposo nel suo ranch in Texas dove gli arrivarono gli avvertimenti sul possibile attacco terroristico che ne' lui ne' i suoi piu' diretti collaboratori presero sul serio. E domani, 9 settembre, e' l'anniversario di quella tragica data del 2001 che e' stata la scusa per attaccare l'Iraq e scatenare una guerra che non ha fine.
Quanto all'Alitalia abbiamo detto e ripetuto che la soluzione piu' sana avrebbe dovuto essere il fallimento della azienda senza accollare ulteriori spese alla tasca dei cittadini italiani. Non si e' voluta seguire la strada della vendita ad AirFrance che si sarebbe accollata i debiti e ridotto a 2150 gli esuberi. Il progetto Berlusconi che ha portato alla nascita di CAI ed allo scorporo della 'bad company' con ulteriore aggravio alle casse dello stato italiano, e' una solenne presa in giro che portera' vantaggi solo ai pochi imprenditori che si sono impegnati a rilevare per cinque anni la societa' 'sana'. Passato il quinquennio l'azienda andra' nelle mani dei francesi che da tutto questo casino sono quelli che traggono un vero guadagno. Avevamo anticipato questa ipotesi nei giorni scorsi e l'abbiamo vista confermata da articoli apparsi sulla stampa francese, nonostante le smentite di comodo da parte dei protagonisti, soprattutto di parte italiana. Ma non e' detta l'ultima parola perche' se non saranno i francesi a comprare Alitalia, alla fine sara' l'Unione Europea a giudicare improprio il progetto Fenice. Ed il fallimento sara' l'unica strada percorribile.

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