Translate

Sicurezza sanitaria alla Casa Bianca

La Casa Bianca ha emanato norme di sicurezza sanitaria dopo che un dipendente, appartenente allo staff del ministro per l’energia Steven Chu, è stato colpito da influenza al suo rientro a Washington dopo il viaggio in Messico del Presidente Obama. Questo funzionario, del quale non è stato fatto il nome, ha contagiato anche moglie e figlio, ma sembra avere recuperato e adesso è di nuovo al suo posto di lavoro. I giornalisti hanno chiesto a Rober Gibbs, ministro per l’informazione di Obama, se questo funzionario fosse stato vicino alla distanza di sei piedi dal Presidente in occasione di una cena di lavoro alla quale aveva partecipato. E la risposta è stata negativa. Resta comunque il fatto che a livello di White House si respira molta irritazione nei confronti della presidenza messicana che, pur essendo a conoscenza della diffusione della peste suina, ha comunque dato assicurazioni tranquillizzanti a Washington che il viaggio sarebbe stato sicuro. L’influenza suina ha un periodo di incubazione di due settimane e quindi se non si sono manifestati sintomi sino ad ora, sia nel presidente che nei suoi più stretti collaboratori è assai difficile che possa esservi stato un contagio.  

Papi...

I miei figli mi chiamano 'Papo' o 'Papi' anche se sono giovanotti stagionati. Sono i miei figli.
Le figlie dei miei amici chiamano il genitore 'Papi'. Sono le loro figlie.
Di norma, quando qualche amico e' molto vicino alla famiglia si merita il nome di 'zio'.
Ma ci rendiamo conto che in Italia usi e costumi stanno rapidamente cambiando.

Votate e fate vincere il coro italiano in Cile

GARA MUSICALE DELLA TV NAZIONALE DEL CILE:

IL CORO “LOS ITALIANOS" IN FINALISSIMA! 

A decidere il vincitore sarà il pubblico, attraverso messaggini SMS con la parola “Italianos” (al numero 7777  in Cile , o +567777 da altri Paesi).

Si può “votare” da oggi fino il prossimo sabato 2 maggio.

 

SANTIAGO – Con un appello a  tutti gli italiani nel mondo ad enviare messaggini SMS d’appoggio alla rappresentanza italiana al numero +567777 (scrivi “Italianos”), il coro "ITALIANOS" arriva alla finalissima del programma “Todos A Coro” della TV Nazionale del Cile dopo sette puntate trasmesse in orario Prime.

 
“Los Italianos” è stato l’unico coro ad ottenere il puntaggio perfetto di 40 punti dalla Guiria di 4 esperti corali e musicali composta dal professore Waldo Aránguiz, la giornalista e cantante Tati Penna, il direttore dell’orchestra del Festival di Viña del Mar, Horacio Saavedra, ed il musicista e cantautore Pablo Herrera.

 

All’ultima puntata, trasmessa ieri domenica 26, la proposta italica ha presentato due eccellenti  interpretazioni dei brani  "Maledetta Primavera" di Loretta Goggi ed il mitico "Hotel California" della band statunitense Eagles.

 

Il Coro, composto da italiani e discendenti, ha dimostrato una grande versatilità musicale, vale dire, un repertorio composto da grande successi italiani come “Con Te Partiró” (Bocelli), “Solo Tu” (Matia Bazar), “L’Italiano Vero”(Cutugno), assieme a classici del Rock come “Dust in the Wind” (Kansas), “Caifas – Hossanna” (Jesus Christ Superstar), “Pray a Little Pray for You” (Aretha Franklin), “Aquarius – Let the Sunshine In” (“Hair”- -Fifth Dimenssion) e la grande opera musicale “Sube a Nacer Conmigo Hermano” (Las Alturas de Macchu Picchu) del Nobel cileno Pablo Neruda ed il gruppo Los Jaivas.

 

ITALIANI NEL MONDO, VOTATE!

INVIATE MESSAGGINI SMS SCRIVENDO LA PAROLA “ITALIANOS” AL NUMERO +567777.

 

I PARTECIPANTI DEL CORO “LOS ITALIANOS” SONO:
ANA MARIA LANZA
ANDREA TESSA (Directora)
ATILIO COLOMBO
CLAUDIA LICIOTTI
CONSTANZA FORNO
CORRADO GIORDANO
CRISTINA
FORNO
EGIDIO BONFANTI
FRANCESCA MARCONI
GABRIELA PERLO
GIANFRANCO MALINCONI
JUAN VARELA BARBAGELATA
LORENA MONTEVERDE
MARIA SOLEDAD MARASSO
MICHELE MARQUEZ INSERRATO
ROBERTO
ORSINI
ROCCO DE ANGELIS
ROMINA ODONE
SILVANA BRIGNOLE
WILMA ROBINO
MICHELLE SACCO
LAURA RIQUELME SCANABISSI
ELÍAS CANTILLANA INSERRATO

 

Conferenza stampa dei primi 100 giorni

Qualcuno degli analisti politici che hanno partecipato ai commenti del post conferenza stampa ha detto: "Finalmente abbiamo un Presidente!". 

Questa e' la sensazione e l'opinione di chi scrive, nonostante il malanimo dimostrato nei commenti dai parlamentari repubblicani (un atteggiamento del resto scontato, visto che la defezione del senatore Specter passato nelle fila democratiche,  ha messo in luce l'intima difficolta' del GOP a recitare una attendibile e razionale posizione nello scenario politico sconvolto dalla rivoluzione di uno sconosciuto nero chiamato Barack Hussein Obama). 

E nonostante lo stitico apprezzamento di tanti democratici di Capitol Hill.

Obama ha dimostrato di essere un uomo di cultura, (dopo otto lunghi anni di un dislettico ignorante e incompetente), articolato (come si dice da queste parti), con una grande capacita' di interlocuzione che gli consente di essere convincente ed al tempo stesso prudente nei giudizi e nelle valutazioni.

Due i piccoli  gioielli di comunicazione usati dal giovane presidente.

Quando il giornalista del New York Times gli ha chiesto se si sentisse umile, esterrefatto, sorpreso, etc. Obama ha tirato fuori la penna e si e' fatto ripetere gli aggettivi rispondendo con arguzia e intensita' ad ognuno di queste domande. Quanto al termine 'enchanted' ha preferito cambiarlo in 'grateful' , grato agli uomini e donne americani che stanno lottando in questa difficile fase congiunturale, ognuno al proprio livello di responsabilita'.

E quando un giornalista gli ha chiesto un giudizio sulle pratiche di tortura usate dal precedente governo, Obama ha cercato di svicolare, ma stretto alle corde dall'incalzare della domanda ha ammesso che si e' trattato di un 'mistake', un errore.

Tutti quelli che si sono sintonatizzati su CNN per dare il proprio voto (compreso chi scrive) hanno totalizzato un B+ nel definire la conferenza stampa del presidente.

Per quanto ci riguarda gli abbiamo dato un 'A' in piena convinzione. 

Obama non parla a schiovere. Ma risponde su ogni tematica con dovizia di particolari, considerazioni e propositi. 

Abituati come siamo a vedere e rigettare i tromboni di casa nostra, seguire questo giovane missionario della ricostruzione dell'America, ci riempie di ottimismo.

Per favore, qualcuno puo' darci una spiegazione?

How Many People Die From the Flu Each Year


About 30,000 to 40,000 deaths occur due to the flu eachyear in the United States. That number could equate to 300,000 to 500,000 deaths worldwide. The majority of flu-related deaths occur in people over the age of 65.
_______________________________________________________________________________

C'e' qualcosa che non capisco: questi 30-40mila morti all'anno di influenza negli Stati Uniti non contano.
Contano, invece, le previsioni catastrofiche della peste suina. Boh. 

Sen. Spencer passa ai democratici

Veteran Pennsylvania Sen. Arlen Specter will announce today that he's leaving the Republican Party to become a Democrat, sources tell POLITICO.

Noi: spaghetti people!

Chrysler e Fiat

Ai denigratori antitaliani, negli Stati Uniti e del Canada dove “Fiat” significava fino a ieri: “Fix It Again, Tony”, il progetto di acquisizione della Chrysler da parte della marca automobilistica italiana deve apparire come un miserabile “calcio dell’asino” inferto dai mangiatori di spaghetti alla supremazia americana. La Fiat, infatti, era vista da loro come un fabbricante barzelletta di vetture bidone.

Per capire questo tronfio spirito di superiorità dell’abitante medio nordamericano verso la fabbrica d’automobili di Torino, basterà leggere gli articoli apparsi sui vari giornali  in Nord America in cui si riesuma lo slogan anti-Fiat, basato su comodi pregiudizi, che oggi però cedono il passo all’ apprensione: “Deciderà la Fiat di salvare la moribonda Chrysler?” “Funzionerà l’alleanza Fiat-Chrysler?” “Il tocco magico di Marchionne salverà la Chrysler?”

La Fiat, da simbolo di fabbricante di macchinette-giocattolo incapaci di competere con le vere auto (guidate da veri uomini), diviene il rappresentante, oggi, di una tecnologia automobilistica europea avanzata, capace di sfornare modelli molto funzionali dai bassi consumi, al passo coi tempi.

Un altro paradosso: l’eroe senza macchia, alias “Man from Glad”, Sergio Marchionne, è un italo-canadese di Toronto, ovvero un appartenente a quel gruppo etnico su cui fino a non molto tempo fa i “veri” canadesi storcevano la bocca.

Claudio Antonelli (Montréal) 

Stefania Prestigiacomo a Washington

video 

Intelligente, preparata ed anche bella. Il che non guasta quando si tratta di rappresentare l'Italia nel mondo massmediatico.

Giornata nera per il Presidente Obama

Lunedi' 27 aprile giornataccia per il presidente Obama.
Durante il suo discorso alla Accademia delle Scienze, il massimo consesso di ricercatori americani,  il teleprompter su cui Obama leggeva ed interpretava il testo si e' inceppato (oppure hanno invertito delle pagine, non si e' bene capito) ed il Presidente ha dovuto annaspare per ritrovare un filo logico e concludere alla meno peggio il suo intervento che sino ad allora era stato di grande e appassionato spessore.
A completare il disastro comunicativo e' stata la notizia, corredata da infiniti video amatoriali, che il suo Boeing 747 scortato da due caccia, era stato fatto volare a bassa quota su Manhattan, proprio intorno allo spazio del tragico 9-11, scatenando le apprensioni di una moltitudine di newyorkesi che vivono da sempre nell'angoscia del secondo grande attentato.
E, stando alle voci che trapelano dalla Casa Bianca, il presidente Obama e' infuriato e cadranno sicuramente molte teste.

Forte terremoto a Acapulco, Mexico

Acapulco: terremoto di intensita' 5.6 della scala Richter, profondita' 30 KM.
Acapulco e' una citta' di due milioni d abitanti.
Il sisma, molto violento, e' stato avvertito nettamente anche a Citta' di Messico che si trova a 250 KM da Acapulco.
Stando alle prime informazioni di agenzia cittadini e turisti che affollano i grandi alberghi di Acapulco si sono riversati nelle strade. Nessun morto o ferito.

 

I giornali in caduta libera negli USA

Questi sono i dati sulla caduta della circolazione e vendite dei giornali americani a conferma che la situazione delle testate, grandi e piccole, e' disastrosa. Ma non si intravedono soluzioni valide per raddrizzare i conti delle aziende editoriali. Anche le edizioni web non riescono a coprire le perdite quanto ad apporto della pubblicita'. L'imposizione di far pagare i collegamenti Internet con qualche centesimo sembra non essere la migliore via d'uscita dalla crisi. Qualcuno dice che potrebbe scoraggiare ulteriormente i potenziali lettori, molti dei quali si rivolgono solo ai blogs per avere notizie e commenti dal mondo.

_____________________________________________

 
Editor and Publisher
Powered by 
 
Click Here to Print
 SAVE THIS | EMAIL THIS | Close 
 
New FAS-FAX Shows (More) Steep Circulation Losses


By Jennifer Saba

Published: April 27, 2009 7:45 AM ET 

NEW YORK The Audit Bureau of Circulations released this morning the spring figures for the six months ending March 31, 2009, showing that the largest metros continue to shed daily and Sunday circulation -- now at a record rate.

According to ABC, for 395 newspapers reporting this spring, daily circulation fell 7% to 34,439,713 copies, compared with the same March period in 2008. On Sunday, for 557 newspapers, circulation was down 5.3% to 42,082,707. These averages do not include 84 newspapers with circulations below 50,000 due to a change in publishing frequency.

The percent comparisons are for the same period ending in March 2008. (All daily averages are for Monday through Friday.)

Daily circulation at The New York Times dropped 3.5% to 1,039,031. The Times' Sunday circ was down 1.7% to 1,451,233.

The Washington Post lost 1.6% of its daily circ to 665,383 and 2.3% to 868,965.

USA Today, as reported earlier this month, lost 7.4% of its daily circulation to 2,113,725 due to a decline in hotel copies.

Daily circulation at The Wall Street Journal was up a fraction 0.6% to 2,082,189, but this was certainly the exception, not the rule.

Daily circulation at The Boston Globe skidded 13.6% to 302,638 copies. Sunday decreased 11.2% to 466,665.

New York's Daily News was off 14%, but rival New York Post lost even more, at minus 20%. The Star-Ledger of Newark shed over 16%. Newsday, by comparison, lost 3%*.

Daily circulation at The Miami Herald fell 15.8% to 202,122. Sunday is down 13.1% to 270,166.

San Francisco Chronicle shed 15.7% of daily copies to 312,118. Sunday fell 16.5% to 312,118.

Tribune Co. papers rolled out highly touted redesigns in this period, but lost readers. The Chicago Tribune lost 7.4% of its daily circulation to 501,202 and 4.5% on Sunday to 858,256 copies. Circulation plunged at the Los Angeles Times at 6.5% of its daily circulation (Monday through Friday) to 723,181 copies. Sunday was down 7.4% to 1,019,388.

The Philadelphia Inquirer lost 13.7% of its daily circulation to 288,298. Sunday was hit just as hard, down 12% to 550,400. Daily circulation at its sister publication the Daily News fell 7.6% to 99,103. (At the end of March the Inquirer started distributing the Daily News within its pages. The change does not affect the circulation for this period.)

Daily circulation at The Atlanta Journal-Constitution plummeted almost 20% to 261,828. Sunday decreased 7% to 462,011.

The Star Tribune in Minneapolis and the Chicago Sun-Times took very slim losses -- a victory of sorts.

The Houston Chronicle was down almost 14% of daily circulation to 425,138. Sunday fell 7.8% to 583,364 copies.

The Arizona Republic in Phoenix was down 5.7% in daily circulation to 389,701 while the paper gained 0.2% on Sunday with a total of 516,562 copies.

The Plain Dealer, Cleveland lost 11.7% of its average daily circulation to 291,630. Sunday was down 8.15 to 393,352.

For our ranking of the top 25, go here.

Il governo pakistano in combutta con i talebani. E poi?


The New York Times
Printer Friendly Format Sponsored By


April 27, 2009
EDITORIAL

60 Miles From Islamabad

If the Indian Army advanced within 60 miles of Islamabad, you can bet Pakistan’s army would be fully mobilized and defending the country in pitched battles. Yet when the Taliban got that close to the capital on Friday, pushing into the key district of Buner, Pakistani authorities sent only several hundred poorly equipped and underpaid constabulary forces.

On Sunday, security forces were reported to be beginning a push back. The latest advance by the Taliban is one more frightening reminder that most Pakistanis — from top civilian and military leaders to ordinary citizens — still do not fully understand the mortal threat that the militants pose to their fragile democracy. And one more reminder to Washington that it can waste no time enabling such denial.

Pakistanis don’t have to look far to see what life would be like under Taliban rule. Since an army-backed peace deal ceded the Swat Valley to the militants, the Taliban have fomented class revolt and terrorized the region by punishing “un-Islamic” activities like dancing and girls’ attending school. The more territory Pakistan cedes to the extremists, the more room the Taliban and Al Qaeda will have to launch attacks on American and NATO forces in Afghanistan.

And — most frightening of all — if the army cannot or will not defend its own territory against the militants, how can anyone be sure it will protect Pakistan’s 60 or so nuclear weapons?

Secretary of State Hillary Clinton was right last week when she warned that Pakistan was “abdicating to the Taliban.” American military leaders in recent days have also begun to raise the alarm, but for too long they insisted that Gen. Ashfaq Parvez Kayani, chief of staff of the army, did recognize the seriousness of the threat. We certainly have not seen it.

On Friday, even as Mr. Kayani insisted “victory against terror and militancy will be achieved at all costs,” he defended the Swat deal. On Sunday, government officials insisted again that the deal remained in force despite obvious Taliban violations. Mr. Kayani complains that his troops lack the right tools to take on the militants, including helicopters and night-vision goggles. The army should have used some of the $12 billion it received from Washington over the last seven years to do just that, instead of spending the money on equipment and training to go after India. The next round of aid should include these items but also require that they be used to fight the militants.

Pakistan’s weak civilian leaders, including President Asif Ali Zardari and the opposition leader Nawaz Sharif, are complicit in the dangerous farce, wasting energy on political rivalries. They must persuade General Kayani to shift at least part of his focus and far more resources away from the Indian border to the Afghan border.

Things are not going smoothly on the American side either. President Obama was right to recognize the need for an integrated strategy dealing with both Afghanistan and Pakistan. But his team has a lot more work to do, including figuring out ways to strengthen Pakistan’s government and its political will.

Congress is mulling two different bills increasing aid to Pakistan. Whichever prevails should set clear benchmarks, especially on military spending. Like Pakistan, Washington cannot afford to waste any more time figuring out the way forward — not with the Taliban 60 miles from Islamabad.


Come ci vedono...

Italy's Mafia thrives in global financial meltdown

FRANCES D'EMILIO
Associated Press Writer

NAPLES, Italy (AP) - While businesses around the world are hunkering down for survival, the Italian mob is living a golden moment.
Italy's various organized crime syndicates—often lumped together colloquially as Mafia Inc.—are gobbling up gas stations, muscling in on supermarket franchises, making loans to cash-starved businesses, taking over trattorias and acquiring buildings in swank neighborhoods in Rome and Milan, investigators say.
These mobsters have lots of what is in short supply for many businesses these days—liquidity—as well as centuries-honed expertise in preying on the vulnerable, whose ranks are swelling in the current financial crisis.
It all means the mob is free to sink cash into two areas that lie at the heart of the global meltdown: real estate and credit markets.
The crime syndicates are flush with billions of euros from extortion rackets, drug trafficking and booming sales in fake designer clothing made in China expressly for the Italian mob—an increasingly lucrative trade as hard-hit consumers search for bargains, prosecutors and police said in recent interviews.
For the mob bosses, the global economic meltdown "is only an advantage," said anti-mafia prosecutor Franco Roberti, in his office in Naples, the chaotic port city that is home to the Camorra, one of the Italy's major crime syndicates.
Italy has scored some spectacular successes in its decades-long fight against the Mafia, capturing top bosses, persuading turncoats to testify, and encouraging ordinary citizens to resist shakedowns.
But the mob keeps growing—and its drive in recent years to grab chunks of legitimate business is paying off big time in the financial crisis.
In Rome, in the high-rent neighborhoods around the Spanish Steps, Piazza Navona and Trevi Fountain, mobsters are snapping up real estate, anti-Mafia prosecutor Giancarlo Capaldo said in a courthouse interview.
In probes of what Capaldo described as "indications" that mobsters have taken over hotels, restaurants and cafes in Rome, police seized assets of some of these businesses, although the establishments remain open.
"These places are well run because they want to make money," Capaldo said. He declined to identify the establishments because the probe is still being conducted, saying only that "you'll find some of them in tourist guide books."
Capaldo's office also confiscated auto dealerships in Rome from suspected Camorristi or their allies.
"The Camorra makes the money here in the south, but it invests it in legal activities up north," customs and tax police Gen. Giovanni Mainolfi said in his Naples office.
If the mobsters built posh places in the largely undeveloped south "they would stand out, but do it in Milan ... and they blend right in," Mainolfi said.
In an operation code-named "Easy Money," police this year seized a hotel in the exclusive Tuscan sea resort of Punta Ala, as well as a supermarket, two Ferraris, a gas station in the wealthy northern Reggio Emilia region and other properties, altogether totaling euro30 million (about $40 million). All were believed to be owned by the Camorra, flush with drug profits.
The revenues raked in by Italy's crime syndicates would be more than respectable for many a stock market-listed company these days—although, of course, the mobsters hardly issue annual reports.
The Rome-based Eurispes think tank has estimated that in 2008, "Mafia Inc." earned euro130 billion (then $167 billion), or about 8 percent of Italy's GDP, from its criminal activities, nearly half of that from drug trafficking.
Eurispes, which analyzes social, economic and criminal trends, said loansharking brought in an estimated euro12.6 billion ($17 billion) of that income. It calculated that some 180,000 merchants and other businessmen got their loans, directly or indirectly, through organized crime in Italy.
With much of the world financial crunch making its impact in Italy in the first months of this year, it's too early to tell how much more profit organized crime might make.
Government probes have found that as they launder illicit revenues, mob bosses are increasingly moving their money out of the underdeveloped south where the syndicates are rooted and into affluent central and northern Italy.
In March, Italy's intelligence services warned in a report that rising unemployment and the credit crunch could help crime syndicates tighten their tentacles around vast swaths of the nation's business sector, including supermarkets, real estate and tourism.
A main engine of the mob's recent strength—the age-old practice of loan-sharking—is thriving as banks hoard cash, allowing the Mafia to elbow in on legitimate businesses.
The mobsters are poised to "acquire control of businesses in difficulty, especially through their consolidated practice of loan-sharking," as well as to "snap up assets put on the market by enterprises experiencing liquidity crises," the intelligence report said.
The dire predictions seem borne out by businessmen's complaints.
SOS Impresa, an Italian business lobby dedicated to fighting organized crime, estimated in a report late last year that in the Camorra has "multiplied by 10, 100, perhaps 1,000 times, its penetration of the economic and social fabric, stepping up its business presence in our country, in Europe and the world."
In Rome, Camorra men or those in their employ have been spotted hanging out at pawnbrokers' auctions to learn which businesses might be in financial straits, said Carabinieri Lt. Col. Roberto Casagrande. Those businesses would then be approached—and offered a loan they could scarcely refuse.
The Camorra offers shaky businesses attractive interest rates, calculating that the businesses will end up part of its economic empire if the owner falls behind on payments, Roberti said. The mobsters sometimes leave the original owner as a figurehead to thwart suspicion, police said.
The 'ndrangheta crime syndicate—based in Calabria, the "toe" of Italy's boot—is also brazenly taking over struggling businesses and snapping up prime northern Italian property at a bargain during the real estate slowdown, investigators say.
Genoa Mayor Marta Vincinzi told a rally against organized crime in Naples late this spring that Mafia bosses, particularly from the 'ndrangheta, were "gobbling up entire neighborhoods" and pressuring merchants to pay "protection money" in the gritty, northwestern port city.
Investigators believe that flourishing ties with Colombian cocaine cartels have helped the 'ndrangheta to surpass Sicily's Cosa Nostra in international drug dealing.
Cosa Nostra has taken blows in recent years. Longtime fugitive bosses have been captured and a rebellion by island businessmen against paying "protection money" is starting to take root. But the anti-extortion revolt is not widespread enough to significantly reduce the Sicilian Mafia's coffers, the intelligence services' report noted.
Particularly tempting to the mob is Italy's recent explosion of supermarkets, a boon to consumers long frustrated by the often limited hours and selection offered by mom-and-pop stores.
In Sicily last year, authorities seized euro$700 million (then worth $900 million) in assets, including supermarket outlets, from a businessman who was known as the island's "king of supermarkets" and was suspected of letting Cosa Nostra use his businesses to launder money.
Prosecutors in Palermo said the owner's name turned up on handwritten notes scribbled by Bernardo Provenzano, the longtime fugitive "boss of all bosses" who was captured in 2006.
The intelligence services report predicts that mobsters would step up production of counterfeit name-brand goods given consumers' apparently increased appetite for fake designer items. The Eurispes think tank estimated this growing business earned the mob euro6.3 billion ($8.5 billion) last year.
Naples anti-organized crime prosecutor Roberti said the Camorra has pumped up what once was a kind of cottage industry, with crime clan bosses knitting closer ties with mobsters in China, where fake designer clothing, shoes and accessories are now churned out in factories for the mob.
Trafficking in fake designer goods—which investigators suspect the Camorra is also peddling in the United States, France, Britain and Germany—is now becoming more profitable for the Neapolitan syndicate that dealing in cocaine and hashish, said Mainolfi, the customs and tax police general.
He has calculated that for every euro it costs to manufacture the counterfeit designer goods, the Camorra earns 10 euros, while for every euro spent to run drug trafficking, it earns six or seven euros.
The fakes, sold in street stalls and clothing shops in the Naples and Rome areas, arrive by the tons in Naples' sprawling, chaotic port, where custom officials manage to check only some 5 percent of the shipping containers being unloaded, Mainolfi said.
Copyright 2009 The Associated Press.

Influenza suina: consigli pratici

L'influenza suina che sta preoccupando le autorita' messicane ed in particolare quelle della megalopoli Citta' di Messico, sta allertando anche il governatore della California e degli stati vicini al Messico.

Si consiglia alla popolazione di:
non scambiare strette di mano;
non abbracciare e baciare amici e conoscenti.

Quanto al sesso, non ci sono esplicite indicazioni e suggerimenti. Ma si fa capire che e' meglio tornare ad un sano autoerotismo.

I figli del vescovo presidente

Si chiama Fernando Lugo ed è il presidente del Paraguay. Nel dicembre 2006 ha rinunciato al suo status di vescovo cattolico della diocesi di San Pedro, una provincia centrale del Paraguay, per poter partecipare alla competizione elettorale per la nomina a presidente dello stato. Il Papa Benedetto XVI ha accettato le sue dimissioni solo lo scorso luglio prima che prendesse possesso della carica presidenziale. 57 anni, esuberante e piacente, l’ex vescovo Fernando Lugo, oggi presidente, si è trovato sbattuto per ben tre volte nel giro di un mese sui giornali locali ed ormai su quelli di tutto il mondo. Viviana Carrillo, oggi 26nne, ha dichiarato che il presidente è il padre del suo piccolo nato da una relazione quando lei aveva 17 anni. E il presidente Lugo ha riconosciuto la paternità e si è dichiarato pronto ad assumere le sue responsabilità. Non l’avesse mai fatto: sono spuntati gli avvocati di Benigna Lenguizamon che imputano a Lugo la paternità di un bambino avuto sei anni fa, quando anche lei frequentava il vescovado ed era in stato di grande necessità. Le gazzette si sono occupate poi di una signora, Damiana Moran, divorziata che ha detto che suo figlio di 16 mesi è stato concepito con il presidente Lugo. Ma la signora Moran non avanza alcuna richiesta economica e afferma che la relazione con l’ex vescovo è stata sensazionale. La Moran ha costituito un team per aiutare le madri di figli del presidente che sembra siano almeno sei.

Riflessioni del Dr. Stranamore

I Talebani sono a 60 miglia da Islamabad, la capitale del Pakistan.
I Talebani conquistano la capitale e, forti degli appoggi che hanno tra la popolazione pakistana, instaurano un governo totalitario in nome del piu' assolutistico credo musulmano.
I Talebani si impadroniscono dell'arsenale nucleare pakistano.
Il governo talebano del Pakistan si appresta a lanciare una bomba atomica su Israele.
Israele anticipa colpendo con testate nucleari il Pakistan e l'Iran.
Il mondo sta a guardare.

Ambasciatori che vanno e altri che vengono

Michele Valensise a Berlino, Massolo a Washington.

Chi è rimasto totalmente estraneo (almeno in apparenza) alle trattative di Marpionne con Chrysler è Gianni Castellaneta, l'ambasciatore italiano in America che sta preparando le valigie per lasciare il posto a Giampiero Massolo, l'attuale Segretario generale della Farnesina.

(Dagospia)

Aerei parcheggiati nel deserto

Nella landa di Marana, in Arizona e in altre località desertiche del New Mexico e della California sono parcheggiati 800 aerei che le linee aeree e le società di leasing mandano al ritmo di 30 al mese. E non si tratta solo di vecchi aerei che mai più voleranno, ma anche di B.737 e addirittura 777, il gioiello di molte compagnie a cominciare dall’Alitalia. La corsa a parcheggiare aerei è iniziata la scorsa estate quando il prezzo del carburante ha raggiunto punte estreme. Ma adesso che il costo del petrolio si è assestato intorno ai 45 dollari a barile, le motivazioni che spingono le compagnie aeree a disfarsi dei loro aerei sono da ricercare nella necessità di ridurre la capacità di posti in offerta. La domanda di biglietti aerei è calata drasticamente a seguito della crisi economica e il parcheggio degli aeroplani è l’unica manovra che i dirigenti delle aziende hanno, sperando, al momento della ripresa della domanda, di rialzare i prezzi dei biglietti. Per il mese di luglio si profila già un aumento del 10% perché la richiesta del mercato si sta rivitalizzando in vista delle prossime vacanze estive.

La saggezza del dopo terremoto

Da Claudio Antonelli (Canada) riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il terremoto che ha colpito l’Abruzzo ha permesso alla popolazione italiana di mostrare il suo volto migliore: mobilitazione senza risparmio, aiuti tempestivi, governo e partiti d’opposizione uniti e non più divisi secondo le linee ideologiche, ampia solidarietà nazionale, piani di rinascita dei luoghi colpiti... Ed infine questi interessanti programmi televisivi che riversano, su un’opinione pubblica apprensiva e commossa, le analisi, le discussioni e le proposte di stuoli di personaggi celebri e di esperti...
Secondo questa edificante tesi, il terremoto avrebbe avuto come conseguenza di maturare gli italiani. L’attenzione, il tono drammatico, le lacrime che accompagnano l’intensa fase mediatica in corso in Italia proverebbero questa conquistata maturità, da parte degli abitanti del Belpaese, nel trattare i gravi problemi di sicurezza cagionati dall’alto rischio sismico del territorio.
Io dico invece che questa Italia divenuta improvvisamente matura e responsabile è solo un’illusione. La teatralizzazione del terremoto fatta dai mass media, Tv in testa, non è altro che la conferma del carattere nazionale e del suo gusto per un eccesso di parole, di emozioni, di propositi, di moralismo, di buone intenzioni, di accuse agli altri; e della sua straripante passione per l’attualità, ossia per l’attimo presente. Il tutto a vantaggio delle chiacchiere e delle polemiche, e a scapito della sobrietà, della concretezza e dei veri piani a lunga scadenza.
L’attualità e le mode tiranneggiano gli italiani. Oggi al centro dell’attualità c’è una calamità degna senz’altro di lacrime, di discussioni, di denunce, di recriminazioni, di polemiche... Ma non dimentichiamoci che questa stessa Tv – dove tutti urlano, piena di tromboni superpagati, e di tronisti, e cubiste e veline scosciate e con le labbra rifatte – tornerà ben presto ai temi imposti dall’ora: le interminabili chiacchiere del dopo-partita, i “gossip”, le polemiche tra esponenti delle varie caste (soprattutto le polemiche pro- e anti-Berlusconi), il sensazionalismo sui fatti di cronaca nera suicidi inclusi, e gli altri mille microavvenimenti su cui gli italiani desiderano sapere tutto. Ritornano poi sempre, in una sorta di bolero di Ravel: il delitto di Perugia, Cogne, Erba, Garlasco, Pippo Baudo, Mike Bongiorno, il festival di San Remo...
I rischi sismici e le tecniche di costruzione sono oggi al centro dell’attenzione. Ma domani non lo saranno più. Invece, accanto all’imprevidenza antisismica, occorrerebbe mettere in un ordine del giorno permanente i mali cronici italiani: abusivismi in ogni campo, cementificazione e scempi edilizi “à gogo”(vedi anche gli agglomerati urbani costruiti proprio sotto la bocca del Vesuvio), corruzione, gestione di una parte del territorio da parte della malavita organizzata...
Bisognerebbe anche, una volta per sempre, affrontare il tema della grave confusione che molti fanno in Italia tra le parole e i fatti. Perché, anche in questo caso, non erano le parole che mancavano – le parole delle norme antisismiche, in vigore in Italia – ma la loro messa in atto. Il tema dei controlli, anzi della mancanza di controlli, dovrebbe poi essere posto in cima alla lista. Infatti, nel paese in cui si stipendiano legioni di “controllori” d’ogni ordine e grado, a controllare sul serio sono in pochissimi.

A settembre il nuovo libro di Dan Brown sulla massoneria

Dan Brown to publish long-awaited new novel, The Lost Symbol

(Chris Harris/The Times)

Dan Brown, who said that writing his latest novel had been "a strange and wonderful journey"
Ben Hoyle, Arts Correspondent
Literary stylists and Christian groups can prepare to have their protests drowned out in a stampede to bookshops: Dan Brown, the author of The Da Vinci Code and Angels & Demons, has finally written a new book.
The Lost Symbol, Brown's first new book since The Da Vinci Code burston to an unsuspecting world five years ago, was announced at the London International Book Fair today.
It is scheduled for publication on September 15, when it will inevitably sparking the sort of hysterical scenes last witnessed with the publication of the seventh and final Harry Potter book, Harry Potter and the Deathly Hallows, in 2007.
The Lost Symbol will have a global English-language print run of 6.5 million copies, and it will once again feature Brown’s protagonist, the Harvard symbologist Robert Langdon.
Sonny Mehta, chairman and editor-in-chief of the Knopf Doubleday Publishing Group, said: “This is a great day for readers and booksellers. The Lost Symbol is a brilliant and compelling thriller. Dan Brown’s prodigious talent for storytelling, infused with history, codes and intrigue, is on full display in this new book.
"This is one of the most anticipated publications in recent history, and it was well worth the wait.”
The plot of the book is a fiercely guarded secret but Jason Kaufman, Brown's US editor, said that the entire story unfolded over a 12-hour period.
"From the first page, Dan’s readers will feel the thrill of discovery as they follow Robert Langdon through a masterful and unexpected new landscape. The Lost Symbol is full of surprises."
Brown said: “This novel has been a strange and wonderful journey. Weaving five years of research into the story’s 12-hour timeframe was an exhilarating challenge. Robert Langdon’s life clearly moves a lot faster than mine.”
Booksellers immediately declared that it would be the year’s bestselling novel.
Waterstone’s launched a pre-order campaign in stores and online this afternoon and Toby Bourne, Waterstone’s head of fiction predicted that it would be “2009’s biggest book”.
“We have been hearing rumours about this for years, and customers constantly ask our booksellers when the new Dan Brown is out. It’s incredibly exciting that we now have an answer.”
The Da Vinci Code’s UK paperback edition (published in March 2004) spent more than two years (120 weeks) in the Sunday Times Top 10 bestsellers list with 68 weeks at No1 and is the UK’s bestselling paperback novel of all time. The novel has been translated into 51 languages.
The film of The Da Vinci Code was a No 1 box office smash when it was released by Columbia Pictures in May 2006, with Ron Howard directing and Tom Hanks starring as Robert Langdon. Box office receipts were $758 million.
The same team will release Angels & Demons on May 15.
After the publication of The Da Vinci Code, Brown’s earlier novels Angels & Demons, Deception Point and Digital Fortress have all gone on to become multimillion international bestsellers, and rank as the UK’s 2nd, 3rd and 4th bestselling adult paperback novels of all time.

Lettera aperta al Presidente Montezemolo

Gentile Presidente:

Questa mattina alle 2:00AM, ora di Washington DC, mi sono messo alla televisione per seguire il Gran Premio di Cina. Qui lo riceviamo su Speed Channel, uno dei tanti canali di Rupert Murdoch.

E, per quanto riguarda la Ferrari, si e' trattato del terzo e consecutivo disastro dopo Australia e Malaisia.

La caduta verticale delle prestazioni di questa bandiera nazionale del motorismo italiano e' inspiegabile. Almeno per noi poveri appassionati d'oltre Atlantico.

Ferrari si e' opposta all'adozione da parte della Brawn GP e di altre scuderie inglesi delle nuove configurazioni effetto suolo. Ma la Federazione ha dato loro ragione.

Prima domanda: nel mondo della Formula Uno tutti sanno tutto di tutti. Il caso di spionaggio della Mclaren di due anni fa a danno della Ferrari e' illuminante.

Possibile che nessuno a Maranello fosse informato che l'ex dirigente Ferrari Ross Brawn stava allestendo una macchina gia' ampiamente studiata alla galleria del vento dalla Honda che poi gli ha venduto il team per una sterlina (sic!)?

Forse, se erano a conoscenza della modifica, nella Sua azienda speravano che la Federazione avrebbe bocciato senza appello lo 'sporco' gioco del Suo ex mega Collaboratore?

Ipotesi peregrina, perche' da parte di chi dirige la Formula Uno vi e' sempre stata la volonta' di interrompere il noioso susseguirsi di successi della Ferrari ed introdurre a livello competitivo altre scuderie che potessero rinfocolare l'audience a vantaggio della pubblicita'.

Non posso pensare invece che una Casa come la Ferrrari fosse all'oscuro di quanto stava accadendo da altre parti.

Colpa forse del fatto che, una volta usciti Brawn e Todd, i suoi dirigenti italiani hanno ricominciato ad esercitarsi nello sport nazionale preferito: ovvero beccarsi tra di loro perche' incapaci di lavorare in team?

Quanto a Todd ha fatto una certa sensazione vedere in TV questo piccolo uomo, che e' stato l'artefice della resurrezione Ferrari, avvicinarsi con la mano tesa a qualcuno del team ed essere ignorato platealmente.

Con molta stima,

Oscar Bartoli
Washington DC

Guerra ai grassoni

Le compagnie aeree americane hanno dichiarato guerra ai passeggeri obesi (che non riescono a contenere gli avambracci sugli striminziti braccioli delle poltroncine). Le persone obese (negli Stati Uniti sono un terzo della popolazione) sono invitate a acquistare due biglietti, uno dei quali potrà essere rimborsato se l’aereo non viaggia completo. Nel caso invece di un volo molto affollato, il grassone potrà essere invitato a scendere e gli verrà offerta la possibilità di imbarcarsi su un altro volo. Le compagnie aeree si sono decise a scendere in guerra contro gli obesi a causa delle centinaia di reclami fatti da viaggiatori normali costretti a volare in condizioni miserevoli per la presenza in un sedile a fianco di un passeggero sovrabbondante. Gli americani si riempiono di cibo. Quello che conta è la quantità più che la qualità. Ci sono delle catene di presunti ristoranti italiani famosi per servire mezzo chilo di pasta scotta a porzione, piatti enormi di carne annegata in sughi dai nomi vagamente nostrani. La gente esce trascinando borse di plastica fornite dal ristoratore piene degli avanzi. I cosiddetti ‘doggy bag’, la borsetta per il cane, che consentono invece a tutta la famiglia di continuare a mangiare per qualche giorno.

Voglio morire!

Le "dichiarazioni anticipate di trattamento" approvate dal Senato tolgono valore all'eventuale documento posto in essere da chi, in caso di stato vegetativo permanente, non voglia essere sottoposto a terapie?
L'idratazione e l'alimentazione artificiale vengono dalla scienza medica ritenute terapia?
Esistono elementi di incostituzionalità nella legge attualmente in gestazione?
Quale libera scelta per il fine vita?
Questi argomenti verranno trattati in una relazione/dibattito previsto a Predazzo (Trento), il 24 aprile alle 20,30 presso il cinema teatro comunale ed a cui prenderanno parte, in qualità di relatori il prof. Riccardo Chieppa, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, il
Prof. Avv.Vittorio Angiolini, docente di diritto costituzionale alla statale di Milano e legale della famiglia di Eluana Englaro e il dottor Guido Piazza, primario dell'U.O. di medicina dell'Ospedale di Cavalese
(Trento).

In carcere meno neri

In America la guerra per combattere la droga è iniziata nel 1986 con l’approvazione dello Antidrug Abuse Act per combattere la violenza associata al consumo di crack cocaine. La legge ha permesso di mettere subito in prigione 400mila spacciatori, ma non ha contrastato il fenomeno della diffusione delle droghe leggere e pesanti negli Stati Uniti. Uno studio pubblicato da Sentencing Projects dimostra che negli ultimi cinque anni la composizione della popolazione carceraria è cambiata. Il numero di neri che costituiva la stragrande maggioranza sta calando mentre aumenta quello dei bianchi che si dedicano allo spaccio ed al consumo di metanfetamine. Stabile la percentuale di ispanici che si attesta sul 20% della popolazione carceraria. Stando a quanto pubblicato da Justice Statistics l’anno scorso 7.2 milioni di persone erano in carcere, oppure agli arresti domiciliari e con obbligo di firma su un totale di 300 milioni di cittadini e con un costo globale di 45 miliardi di dollari ogni anno. Il calo del numero dei neri incarcerati viene interpretato da qualche analista come la conseguenza del fatto che dalle strade il commercio di droghe pesanti si è trasferito nelle abitazioni rendendo più difficile per la polizia la scoperta del narco traffico.

Fesso no!

La commedia europea

di Beppe Severgnini,

Forse rassegnato, certo allibito, vagamente nauseato. Fesso, no. Non voterò alle europee il 7 giugno. Se le elezioni per il parlamento nazionale sono state un'umiliazione - liste bloccate, nostro compito era ratificare le nomine dei partiti - quelle per l'Europarlamento s'annunciano come una provocazione. Dico, avete visto chi vogliono candidare? Vecchi delusi, giovani amiche, soliti trombati, parenti invadenti, ex-potenti indigenti, funzionari sconosciuti. I ristoranti di Strasburgo e Bruxelles li aspettano a braccia aperte: ammesso che ci vadano, una volta eletti. I siti lo scrivono, i giornali lo riportano, le radio ne accennano. Ma davanti ai fotogrammi dall'Abruzzo - diciamolo - chi ha voglia di discutere l'opportunità della candidatura Mastella? Così Clemente sarà nelle liste PDL, segno e simbolo del nuovo. E chi s'azzarda a dire che hanno voluto saldare il debito per aver silurato Prodi - tuona l'interessato - "è un farabutto!" Il partito, com'è noto, sarà guidato ovunque da Silvio Berlusconi - sebbene la carica di eurodeputato sia incompatibile con l'incarico di governo. Ma se qualcuno avesse il coraggio d'affermare che il partito non guarda avanti, ecco Barbara Matera, 28 anni, scelta personalmente dal leader (curriculum: finalista a Miss Italia, annunciatrice RAI, «letteronza» a «Mai dire gol», «letterata» in «Chiambretti c'è», intepretete di «Carabinieri 7» e «pattinatrice vip» a «Notti sul ghiaccio»). A Strasburgo se la vedrà con la coetanea Elena Basescu, bella figliola del presidente della Romania, Traian Basescu. La ragazza ha competenze incerte, ma splendide foto. Memorabile quella sopra un cavallo deceduto o molto stanco. A sinistra Dario Franceschini tuona contro le scelte della maggioranza e assicura: "Noi manderemo a Strasburgo solo persone autorevoli che ci resteranno per tutto il mandato!". Bene: allora non si capisce perché candidano Bassolino (sicuri sia autorevole?) e Cofferati (non voleva lasciare la politica per la famiglia?). E gli alleati? Si presenta Di Pietro (la carica di eurodeputato è incompatibile con quella di deputato nazionale) e si presenta Vendola (ma non è il governatore della Puglia?). Diciamolo: in fondo la scelta di Berlusconi di candidarsi ovunque - pur sapendo che all'Europarlamento non metterà mai piede - è sfacciatamente sincera. Vuol dire: "Queste elezioni non contano un fico secco, sono soltanto un sondaggio ufficiale dell'elettorato. E poiché ai sondaggi tengo, voglio esserci". L'entusiasmo del 1979 - primo Parlamento Europeo a elezione diretta - lascia il posto a questa commedia. Non in tutti i Paesi accade: pensate che qui e là, in campagna elettorale, parleranno di Unione Europea e poi eleggeranno gente che, a Straburgo e Bruxelles, ci andrà. E noi? Non capisco perché dobbiamo prestarci a questo gioco. Anzi, lo capisco. Siamo la plebe democratica, e fanno di noi ciò che vogliono. Vuoi vedere che un po' fessi siamo davvero?

Grazie da Washington DC!!!!!!!!!!!

Grazie al Presidente Napolitano che ha detto ai fotografi, cameramen e giornalisti : "Non sono qui per farmi fotografare. Non rompete!".

Il nostro (vostro) Presidente ha con il suo comportamento confermato che un uomo di stato deve saper dominare le emozioni vere (e quelle finte) dedicate alla platea di coloro che soffrono per le sofferenze degli altri.

Un uomo di stato e' un' immagine simbolo vivente ed il suo 'body language' parla alla massa attraverso appunto i massmedia molto piu' di un discorso.

Grazie a quella dottoressa dell'Aquila che ha detto al presidente del senato Schifani: "Meno strette di mano!".

Grazie ai giornalisti di Repubblica che hanno scoperto quanto tutti avevano immaginato, ovvero che dietro e a monte del dramma del terremoto in Abruzzo vi fosse la pesante responsabilita' dell'uomo.

Gli italiani contro gli italiani, i furbi che trovano le scorciatoie per fare quattrini alla faccia degli altri, corrompendo stuoli di professionisti pronti a farsi corrompere a basso prezzo, mettendo sabbia di mare al posto di quella delle cave per la costruzione dei piloni in calce struzzo di ospedali, case degli studenti e via citando. E la sabbia del mare corrompe a sua volta il tondino di ferro ed il calcestruzzo diventa una polpetta. E le costruzioni si sono accartocciate mentre quelle medievali in gran parte hanno resistito.

L'inchiesta di Repubblica e', vivaddio, "news you can use".

Grazie a tutti gli italiani che si sono attivati immediatamente per aiutare la popolazione dell'Abruzzo, grazie a quelli che, nonostante la crisi economica, hanno aperto il portafoglio, offrendo al mondo intero l'immagine vera di un'Italia in cui i buoni sentimenti hanno ancora un diritto di cittadinanza.

Buona Pasqua!

La Pasqua normalmente rappresenta la celebrazione della gioia, dell'amore generoso, del donarsi e del donare. Quest'anno ho riflettuto molto prima di mandare i miei auguri. Mi risulta difficile provare gioia pensando al dolore di chi ha perso gli affetti più cari, mi coinvolge la sofferenza di chi ha perso tutto, il passato, il presente e forse anche la speranza del futuro. La coincidenza della Pasqua con la tragedia occorsa in Abruzzo rende più faticoso il sorridere. Eppure questa non è che una delle tante, infinite tragedie che costantemente affliggono l'umanità. Per colpa degli uomini, per colpa della natura, per la combinazione di entrambe le cose. Nondimeno, proprio in questa dolorosa circostanza, abbiamo visto un fiorire di iniziative che sono l'espressione della parte più nobile e generosa dell'essere umano: la solidarietà, l'abnegazione, il sacrificio della propria vita in favore dell'altro. Questa è la Pasqua. Il saper amare, il saper donare e donarsi, il saper essere compassionevoli, il saper consolare..... Tante vite, tante storie..... Sono emerse le cose più belle che l'essere umano sa compiere; forse sono meno visibili nella quotidianità, ma sgorgano come limpide sorgenti in momenti straordinari come questo.
Allora la speranza ha pieno titolo d'esistere. Allora il sorriso può farsi strada anche nel cuore di chi oggi fatica a credere nel futuro; perché la Pasqua, che rappresenta la resurrezione dell'anima e dello spirito, apre ai sentimenti di amore per il prossimo, alla solidarietà, alla comunione con l' Altro. Entra nei nostri cuori con la speranza, la fede, la fiducia, l' amore. Allora possiamo aprirli i nostri cuori e lasciare che vi fluiscano la gioia, l'amore, l'altruismo l'allegria, la semplicità, il dono. Sorridiamo al nostro prossimo, tendiamogli le nostre mani, accogliamolo, forse così riusciremo a capire meglio noi stessi e a comprendere più' profondamente i valori della vita.
Buona Pasqua con tanto affetto e con l' augurio di serenità, pace e armonia,

Silvia Castorina
Roma (Italia)

Prevedere le calamita' naturali

Guido Cervone, 30 anni, insegna e lavora alla George Mason University in Virginia. Ha creato due corsi, unici negli Stati Uniti: il primo si chiama Remote Sensing of Natural Hazard e l’altro Satellite Data Analysis and Product Generation. La sua foto campeggia nella pubblicità che la sua università pubblica sulle principali riviste. Guido Cervone è conosciuto a livello internazionale perchè insegna come si possono utilizzare i dati dei satelliti per studiare le calamità naturali. Ci dice: “ È solo analizzando i dati passati che possiamo studiare i fenomeni fisici per poi cercare di prevedere scientificamente i casi futuri. I nostri studi sono finalizzati solo alla ricerca. È compito, invece, degli enti governativi di dare informazioni al pubblico e pianificare evacuazioni spesso basandosi sulla ricerca e i dati scientifici delle università. Per quanto riguarda i terremoti non siamo ancora in grado di dare degli allarmi preventivi perchè si tratta di un problema molto difficile e molti scienziati negli Stati Uniti credono che sia impossibile da risolvere.” Questo ci ha detto il professor Cervone. Quanto alle autorità, in California da almeno settanta anni vengono organizzate più volte all’anno esercitazioni che coinvolgono tutta la popolazione, dai bambini agli anziani, per imparare come salvarsi nel caso di terremoti. A Los Angeles e nelle altre città californiane che sorgono sopra la Faglia di Sant’Andrea l’attesa è per il Big One il mega terremoto che dovrà sconvolgere tutta la regione.
Presidenza della V Commissione Consiliare

La S.V. e` invitata alla presentazione del libro

Ed anche questa e' America


di Oscar Bartoli

con la prefazione di Walter Veltroni

Mercoledi` 8 aprile 2009
ore 18.00

Sala della Miniatura
Palazzo Vecchio
III piano
Piazza della Signoria
Firenze

Intervengono.
Dario Nardella
Presidente della V Commissione Consiliare
Marco Carrai
Consigliere Comunale

Sara` presente l`Autore

Obama e la cancellazione dei SUV

Il Presidente Obama ha deciso di dare un contributo a chi decide di cambiare il SUV o il truck con una vettura che consumi meno di questi mostri da 5mila centimetri cubi che percorrono in media meno di 13 miglia con un gallone di benzina. Scopo di questa legge è il rilancio dell'industria americana dell'auto e un deciso tentativo di ridurre la dipendenza americana dagli approvvigionamenti di petrolio mediorientale.
Il contributo varia da 2000 a più di 5mila dollari a seconda del modello del veicolo. I critici fanno notare che non ci sono molti vantaggi per il consumatore se si tiene conto che queste macchine 'ingolla benzina' (come le definiscono in America)sono valutate sul mercato dell'usato poche migliaia di dollari che corrispondono, più o meno'al previsto contributo statale. C'è poi la difficoltà di far cambiare mentalità all'americano medio che decenni di lavaggio del cervello fatto dalle case automobilistiche hanno convinto che 'grande è bello'.
Unica nazione in controtendenza secondo le statistiche internazionali è l'Italia, paese nel quale la vendita dei SUV è ancora vivace, nonostante il prezzo della benzina sia quasi il doppio di quello americano.

Per il GR2
Oscar Bartoli
Washington DC

Mario Maraviglia: 'omen nomen', come dicevano i padri romani.


Mario Maraviglia a 17 anni se ne va in Svizzera a lavoare come commis di ristorante all'Hotel Du Rhone di Ginevra. Non è che gli svizzeri fossero particolarmente ospitali nei confronti dei giovani lavoratori stranieri di cui, comunque, avevano un gran bisogno. Mario dopo un anno decide di andare a lavorare in Inghilterra a Oxford sempre come aiuto cameriere. Rientra in Italia per il servizio militare, una parentesi di grande esperienza come la definisce insospettatamente Mario Maraviglia, perchè ha prestato servizio prima come responsabile del magazzino viveri che dispensava tremila pasti al giorno e poi come responsabile di sala qando la Corte Costituzionale si riunì per il Caso Lookeed.
Alla fine del servizio militare Mario prepara nuovamente i bagagli e se ne va Reinbek un paese vicino ad Amburgo in Germania.Unico italiano tra 50mila abitanti impara a servire la birra alla tedesca e nel frattempo impara anche la lingua.
Il più grande rimpianto professionale, dichiara Mario, è quando il famoso Sirio Maccioni, proprietario del Le Cirque di New York, lo vede e lo apprezza al bar del Grand Hotel La Pace di Montecatini. Gli offre di andare con lui a New York e Mario con la morte nel cuore declina perchè innamorato.
Il suo scoramento viene mitigato dalla vittoria del Campionato mondiale junior Barman.
Inizia la sua nuova carriera al ricevimento dei Grandi alberghi.
Nel 2000 Mario Maraviglia decide di scommettere contro se stesso e di ripartire nuovamente da zero. Ristruttura e avvia un hotel boutique, il Palazzo Alexander di Lucca, che è oggi uno dei più apprezzati alberghi della stupenda città toscana, meta di un turismo culturalmente selezionato.
Dal 2005 insieme a due soci, Mario Maraviglia ha ristrutturato e riaperto lo storico bar Stella Polare situato sulla piazza Napoleone di Lucca.

Il dramma del terremoto in Abruzzo

Questa mattina a Rimini all'hotel Le Meridien siamo stati svegliati da strani rumori e dal letto che si stava muovendo come se fossimo stati su una nave da crociera. Immediatamente abbiamo capito che da qualche parte doveva essersi manifestato un tremendo terremoto. E i primi notiziari hanno confermato di quale gravita' fosse la tragedia che si e' abbattuta sull'Aquila ed una vasta porzione della regione Abruzzi. Man mano che le ore passavano diventava sempre piu' allarmante la dimensione del dramma vissuto da quelle popolazioni.
Quello che continua a stupire e' il fatto che l'Italia, paese sismico ed in particolare le regioni ad alto pericolo di sismiscita', non abbiano adottato quelle misure che in altri paesi, e ci riferiamo in modo particolare al Giappone, riescono a contenere in un numero limitato le perdite umane e le devastazioni dovute all'evento naturale. Si dice che molti dei nostri centri abitati sono di origine medievale e che non e' possibile affrontare le spese derivanti dalla messa in sicurezza di palazzi e chiese.
Ma la tecnologia e' andata molto avanti anche in questo settore della sicurezza e lo dimostra quanto fatto ad Assisi per il restauro e la messa in opera di sistemi antiterremoto per la basilica pesantemente danneggiata dal terremoto di anni fa.
Adesso si tratta di piangere e seppellire i morti, ma anche di programmare interventi razionali per prevenire finalmente il massacro di vite umane che le vicende geologiche dei nostri terreni fanno ritenere che siano facili, non dico da preventivare, ma certo da contenere.