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Arrivederci Roma!

Seimila Km in auto in un mese. Milano, Roma, Rimini, Forli, Firenze, Siena, Borghi medievali, Taranto. Ma soprattutto Roma. Un tempo Roma era nota per il Ponentino e la bonomia dei suoi abitanti. Oggi sia il Ponentino che la bonomia sono spariti. A Roma si trova solo gente incavolata, il traffico e' sempre di piu' una bolgia dantesca, tipico specchio di microcomportamenti all'insegna della volgarita', prevaricazione, arroganza. Ma il fenomeno non e' solo un'esclusiva della Capitale. Con percentuali variabili si riscontrano ormai questi atteggiamenti in tutte le regioni italiane ed uno si chiede cosa stia succedendo. Il Paese da' la sensazione di avere perduto la capacita' di orientamento. E' come un pugile suonato. Le polemiche del pollaio della politica, le paginate riservate al sesso dei potenti, gli scandali a ripetizione, il menefreghismo di tanta parte della popolazione che non accetta il diverso di pelle e di cultura, l'egoismo prorompente, sono tutti modi di essere di una societa' schizzoide. Poi c'e' l'Italia dei ristoranti, sempre pieni nonostante la crisi, dove si mangia benissimo. E l'Italia piena di stile, di bella gioventu', di musei favolosi. Ma questa Italia superiore per qualita' della vita all'America, non riesce a stare al passo con le piu' importanti democrazie del mondo quando si tratta di applicare un po' di educazione civica. Gli Italiani, dispiace dirlo, sono fondamentalmente maleducati. Tutto e' gestito all'insegna della furbizia, della violenza verbale, della sopraffazione, della voglia di fottere il vicino anziche' aiutarlo. Ovviamente i cittadini dello Stivale non si rendono conto della spirale al basso nella quale stanno precipitando. E le testimonianze di chi in Italia ci viene spesso e per lunghi periodi non sono prese in considerazione, tutti presi come siamo nel contemplare il nostro ombelico e credere che siamo ancora il centro del mondo. Contiamo poco, ragazzi. Sveglia. Cerchiamo di darci tutti quanti una regolata provando ad essere una nazione all'altezza della nostra incredibile tradizione culturale. Qualcuno sostiene che ormai e' troppo tardi. La senectute ha travolto il corpo fisico della popolazione italiana, dove la componente dei minori di 40 anni e' ridotta al 29 per cento. Tutto il resto e' in la' con gli anni. Da un popolo di anziani e vecchi non si puo' pretendere che schizzi fuori l'energia per cambiare quello che non funziona. I vecchi sono conservatori. Non vogliono sommovimenti, ma vivere in tranquillita', facendosi sciacquare le meningi dalla televisione, parlando con le parole degli altri perche' avere idee proprie e manifestarle in autonomia e' una fatica terribile. E' un compito che spetta ad ognuno di noi. La restituzione di un ruolo di civilta' non puo' esserci regalata dal potere costituito. Ce la dobbiamo costruire giorno per giorno, seminando con la nostra testimonianza quotidiana testimonianze di civismo. Prima che sia troppo tardi.