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IL PACCHETTO MONTI

Ho passato 32 anni con incarichi di responsabilità istituzionale all’Unione Europea. Come rappresentante dei Consumatori, il Commissario al Mercato Interno, Mario Monti, era il mio interlocutore, mentre il supporto del Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo, Giorgio Napolitano, è stato essenziale al fine di portare al successo il mio impegno per il riconoscimento del ruolo della Società Civile nella Revisione dei Trattati di Roma (art. 257 – Nizza 2000), prioritario per realizzare una democrazia partecipativa e avvicinare l’UE ai cittadini. A Bruxelles c’è la buona abitudine americana di riunirsi la mattina presto al breakfast per discutere i problemi sul tappeto nel Parlamento Europeo o nelle altre Istituzioni. Un gruppo di giornalisti italiani aveva chiesto di incontrare il Commissario Mario Monti. Ho avviato il dibattito dicendo che avevo compreso il sistema Monti per far approvare le sue proposte. Ne presentava un pacchetto nel quale erano presenti iniziative che per alcuni Paesi erano essenziali e che, pur di ottenerle, erano disponibili ad approvarne altre poco gradite. Con un sorriso il Commissario disse: “Non è proprio così, ma riconosco che c’è del vero”. Credo che la grande maggioranza degli italiani sia consapevole di quanto grave sia la situazione dell’Italia nell’ambito di una Europa in crisi e di un Occidente travolto dai cosiddetti “mercati”, cioè la speculazione finanziaria e le banche. Il Governo Monti nasce in un periodo paragonabile a quello dell’Italia del dopoguerra; secondo alcuni non siamo sull’orlo di un baratro, siamo già nel baratro. Le macerie sono quelle dei valori, dei principi, del rispetto delle leggi, dell’etica nella politica. l 90% degli italiani ha fiducia nel Presidente della Repubblica; il 70% nel Professor Mario Monti: se queste percentuali potessero applicarsi a tutti i rappresentanti politici, si potrebbe sperare nella piccola luce che si è accesa in fondo al tunnel.

Beatrice Rangoni Machiavelli