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Battaglia di Anghiari: "Ecco le prove" Rilevata un'altra intercapedine

Maurizio Seracini a 14 anni serviva i caffe' nella nota bar-latteria di suo padre in piazza ss. Annunziata. Un punto obbligato per chi scrive quando, finito di suonare in qualche localaccio fiorentino, dovevo poi andare a dormire sui banchi della Facolta' di Giurisprudenza in via Laura per la firma obbligatoria. Seracini al liceo dichiaro' a qualche professore che non era in grado di occupare quella cattedra perche' impreparato. Venne in America e si laureo' a San Diego in ingegneria astronautica. Ma volle tornare in Italia perche' aveva nel sangue e nella mente la voglia di lavorare al restauro del patrimonio artistico italiano adottando alcune delle tecnologie che aveva studiato negli Stati Uniti. Riusci' a farsi nemici stuoli di critici d'arte che attribuivano un quadro a questo o quel pittore basandosi sul loro infallibile fiuto. Primavera del Botticelli, l'Ultima Cena, sono alcune delle opere su cui si e' cimentato il talento scientifico di Maurizio Seracini e dei suoi collaboratori. Ma la sua ossessione, che dura da trenta anni, e' l'affresco di Leonardo conosciuto come la Battaglia di Anghiari che sarebbe stato coperto da quello del Vasari nel Salone dei 500 in Palazzo Vecchio a Firenze. Oggi, grazie alla flessibilita' culturale delle autorita' di Firenze, Maurizio Seracini e' arrivato a coronare un sogno di decenni. Almeno stando a quanto riporta La Nazione. Glielo auguriamo di cuore con antica amicizia.

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(Da La Nazione-Firenze)

Firenze, 3 dicembre 2011 - La scoperta di una nuova intercapedine alimenta la speranza di ritrovare il leggendario affresco di Leonardo. Continuano le ricerche dietro una parete del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio dove, con una sonda si cerca laBattaglia di Anghiari.

Nelle ultime due notti la microcamera usata per studiare l'interno del muro ha evidenziato altri tre vuoti, di un'ampiezza apparente tra uno e due centimetri, dando così altre conferme - dopo il primo saggio positivo del 29 novembre scorso - alla teoria di Maurizio Seracini circa l'esistenza di uno spazio lasciato da Giorgio Vasari proprio per salvare l'affresco di Leonardo.


''Sono stati esplorati punti situati nella parte centrale dell'affresco di Vasari che vediamo oggi; sono antiche stuccature, fessure naturali del muro, perdite di colore, fenditure millimetriche da cui la sonda può passare senza problemi per la conservazione del dipinto'', ha spiegato Marco Ciatti dell'Opificio delle Pietre dure, istituto che affianca lo staff di Seracini. In totale, dopo il primo saggio, ora sono diventati quattro i punti di 'attacco', dei sette autorizzati dal ministero e dalla soprintendenza, dove la sonda mostra che c'è un vuoto tra la parete più recente e quella precedente. La ricerca prevede che la notte prossima la sonda 'esplorera' altre due fessure; successivamente l'ultima.