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La politica di accerchiamento di Monti

(The Financial Review) I risultati cominciano a emergere. L'euro recupera quota 1,29 sul dollaro e le emissioni di titoli sovrani di Italia, Spagna e Francia riscuotono grande successo con differenziali nettamente più bassi nonostante il pesante downgrading di Standard & Poor's. Tutto ciò ha due motivazioni. Primo: la politica di Mario Monti di "accerchiamento europeo", (rafforzato dal successo ottenuto a Londra) nei confronti del Cancelliere tedesco sta avendo successo a tal punto che la Merkel ha preferito annullare il vertice a Roma del 20 gennaio. Secondo: la liquidità immessa un mese fa dalla Bce (come suggeriva Geitner nel settembre scorso) ha salvato le banche europee ed ha rimesso in moto la liquidità tanto da meritare il commento soddisfatto dello stesso Mario Draghi. Le Borse festeggiano indicando una possibile svolta nel feeling dei mercati internazionali. Anche perchè vi è un dato tecnico che sovrasta ogni considerazione. I prezzi azionari delle banche sono scesi a livelli così bassi da rappresentare appena un terzo o un mezzo del loro patrimonio netto. Una cosa mai vista e del tutto ingiustificata. Tuttavia, prima di lasciarsi prendere da incauto ottimismo è bene analizzare quanto è successo. Da quel 21 dicembre in cui le banche hanno ottenuto dalla Bce 489 miliardi di euro all'1%, i tassi di interesse a breve su Bot, Btp sono scesi di circa 150 basis points. Due giorni fa è entrata in vigore la riduzione delle riserve obbligatorie dal 2% all'1% presso le rispettive banche centrali nazionali. Ciò ha liberato liquidità per altri 100 miliardi di euro che possono servire a comprare titoli di Stato o finanziare l'economia reale. Non a caso l'enorme liquidità pari a 508 miliardi, depositata presso la Bce (remunerata allo 0,25%), si è ridotta lo stesso giorno,18 gennaio, di 113 miliardi. Dunque, l'obiettivo del carry-trade previsto dal "funding" della Bce è stato realizzato. Con quali effetti sulle banche italiane? Per le più piccole, fuori dal mirino Eba, tutto ciò assicura di fatto nuovi utili da trading finanziario. "Le maggiori banche - calcola Morgan Stanley- con questa iniezione di liquidità hanno già pre-finanziato il 50%-150% delle necessità finanziarie di tutto il 2012". Unicredit ha prelevato in Bce 12,5 miliardi, Intesa San Paolo 12 miliardi e Montepaschi 10 miliardi. In totale i big italiani hanno ottenuto dalla Bce 50 miliardi di euro. La Banca d'Italia ha ora il compito di mediare tra più esigenze: da un lato confermare il rigore nel garantire l'affidabilità del sistema, dall'altro evitare che l'eccesso di prudenza finisca per soffocare l'economia. Peraltro, emergono due segnali a livello europeo: Il primo riguarda l'Eba, l'autorità regolatrice bancaria, che ha dato segnali di ripensamento sul buffer previsto per l'esposizione sul debito sovrano fotografato ai livelli di settembre. Il secondo riguarda l'archivio europeo del rating deciso dall'Esma al fine di contrastare lo stillicidio di disinvolte anticipazioni condotto dalle agenzie di rating a mercati aperti. C'è uno sviluppo nuovo. A Milano, la Guardia di Finanza ha sequestrato i computer della Standard & Poor's sotto la pesante ipotesi di reati di aggiotaggio, abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato, per aver "elaborato e diffuso nei mesi di maggio, giugno e luglio 2011 a mercati aperti, notizie non corrette, comunque esagerate e tendenziose sulla tenuta del sistema economico-finanziario-bancario italiano". Analoghe le accuse riguardo al downgrade all'Italia di venerdì scorso. Immediata la reazione dell'agenzia Standard Poor's, che si dichiara "sorpresa e costernata" da queste indagini e considera le accuse "del tutto prive di fondamento". Giova ricordare che il 6 maggio dello scorso anno, quando Moody's, a mercati aperti, emise un report allarmante sullo stato di salute delle banche italiane a seguito del tracollo della Grecia, Adusbef e Federconsumatori mandarono un esposto alla procura di Trani. L'inchiesta (anche la procura di Milano ora sta indagando) è sfociata, due giorni fa, con l'ispezione negli uffici milanesi di S& P. Forse, la festa è finita per un certo tipo di speculazione internazionale. (Guido Colomba)