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Come (e' possibile) cambiare gli italiani?

In un editoriale magistrale pubblicato dal Corriere della Sera, Beppe Severgnini sostiene :

"Noi italiani non dobbiamo diventare qualcos'altro
. Possiamo tenerci tutte le nostre virtù, frutto di secoli di storia, e lavorare sulle nostre debolezze, figlie di recenti sciatterie. Le prime sono inimitabili, e ci vengono invidiate nel mondo. Le seconde sono correggibili, e quasi sempre frutto di furbizie, ingordigia, pressapochismi e disonestà, denunciate sempre con squilli di retorica, ma sostanzialmente impunite. Le sanzioni italiane infatti sono sempre spaventose, lentissime e improbabili; quando dovrebbero essere moderate, rapide e certe."

Per quanto ci riguarda vogliamo offrire a Severgnini la testimonianza di una vicenda familiare che forse puo' essere illuminante.

Nostro figlio ha studiato in uno degli istituti religiosi piu noti e costosi di Roma. Il giorno della prova scritta di greco alla maturita' classica il commissario interno ha preso la traduzione fatta dal piu' bravo della classe, e' andato in segreteria e ha consegnato poi agli altri studenti la fotocopia.

Il secondogenito arrivato a Washington e iscrittosi alla Georgetown University dopo anni persi nelle universita' italiane si e' trovato immerso in un ambiente competitivo e meritocratico. Nell'aula della facolta' di business vi sono alcuni cartelli che dicono: "Chi viene scoperto a fare 'cheating' (copiare, suggerire, fregare il prossimo, insomma) viene espulso." Il cartello e' stato messo quando uno studente e' stato sorpreso con dei pizzini nel polsino della camicia . Lo hanno portato in presidenza e ha assunto un atteggiamento del tipo: "Ma che c'e' di tanto grave?!"
E' stato espulso.
Provate ad immaginare di quale nazionalita' fosse quello studente.
Qui a Washington viviamo nella preoccupazione che se superiamo le 25 miglia con l'auto e veniamo colti sul fatto da una delle centinaia di autovelox fisse rischiamo il ritiro della patente oltre ad una multa molto pesante. Nella mia zona sono 300 dollari.
Si chiama 'law enforcement', ovvero: 'applicazione della legge' senza scorciatoie, senza atteggiamenti furbi, senza cercare di fottere gli altri.
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Caro Bartoli.
La sintesi di Savergnini è quasi corretta; non è centrata quando asserisce che le nostre debolezze sono frutto di una recente sciatteria. Hanno invece radici nel nostro passato medio e remoto. Direi che sono talmente vecchie che sono ormai fortemente radicate nel ns. DNA. Serve una rieducazione lunga lunga nel tempo per correggerle . Come praticarla e farla assorbire è però tutto un problema da risolvere.
Anonymous
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Egregio Signore,

Mi dispiace che il messaggio che stavo scrivendo le sia giunto incompleto e in fase di bozza. La qualità che sto coltivando, non specificata nella lettera, è la curiosità, quella curiosità che mi ha spinto a leggere il suo articolo (e si sa che curiosity killed the cat).

Passo ai commenti, riveduti e corretti. Due, conciso il primo e *abbastanza cervellotico il secondo:

1. Nel mio lavoro ho conosciuto troppi stranieri per avere voglia di cambiare.

2. In base all'esperienza di cui sopra, probabilmente il ragazzo italiano che imbrogliava è stato più sfortunato o più incauto dei suoi compagni. In quanto al signor Severgnini, ciò che dice fa senso (ho detto così per adeguarmi ma in effetti intendevo dire che ha senso), ma se usasse un po' meno l'"Oxford comma" e il punto e virgola solo quando è richiesto, ne farebbe di meno (ma ne avrebbe di più).

E per finire, come diceva una mia carissima amica scozzese, io so uno snob quando lo vedo, solo che invece di snob lei parlava di str... e aggiungeva: "... perché, italiano, inglese, tedesco, americano, (Oxford comma) o australiano, un str... è sempre un str..." Ma, chiedo scusa (I beg your pardon), io parlavo di snob.

Sua sinceramente,

Roberta Graziano

Roma

* Non avevo mai pensato alla differenza tra alquanto e abbastanza finché non ho imparato la differenza tra rather and quite. Strano, vero?

P.S.: Non riesco a far avere al Signor Severgnini copia di questo messaggio e ciò mi sembra scorretto. Come posso fare?

Roberta [grazianoroberta@alice.it]

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Oggetto: Un piccolo appunto:

Caro Oscar, non dimentichiamo che il nostro amato Monti non e' stato eletto a furor di popolo Italiano bensi' si e' autoeletto. Al suo arrivo la prima cosa che ha fatto per sanare l'economia si e' nominato Senatore a vita, cosa scandalosa e facile ha colpito la classe media e povera, al contrario del da noi amato Robin Hood. Ha tassato i pensionati, che campavano i figli senza lavoro e sono tantissimi, la prima casa non tenendo conto di chi sta pagando un mutuo ed e' costretto per questa spesa improvvisa a vendere l'immobile con l'alternativa che la banca lo mette all'asta mandandolo sotto il ponte.Un OCEANO di valuta esce dall'Italia frutto soprattutto dei nostri immigrati con le loro organizzazioni o con i singoli, a nero e di nascosto chiaramente a richiesta alla resa dei conti dobbiamo dare valuta pregiata. Non abbiamo piu' fabbriche, i nostri imprenditori si stanno suicidando. Esempio, ho acquistato un coltellino di acciaio cinese, prezzo tre euro con tutti gli accessori, molto piu' bello del classico svizzero di settanta euro, e così via.Se Monti tocca i cinesi quando rientra a casa gli fanno lo scherzo, chi glielo fa fare, meglio lasciarli in pace,piu' semplice prendersela con il popolo che appena fa' una minima dimostrazione giusta viene malmenato dalla polizia da noi stessi pagata pensa l'ironia della sorte. I nostri politici non possono capire poche' non vivono la nostra vita, i loro stipendi,nonostante siamo a livello della Spagna sono piu' alti del vostro presidente Obama, hanno tate, personale di servizio e non si fanno mancare davvero nulla quindi per loro e come essere su un altro pianeta non conoscono minimamente cosa significa rischiare e fare sacrifici. I loro figliuoli sono da loro stessi sistemati vicino casa e con stipendi d'oro guarda su Google "il lavoro dei figli dei politici". Per questi pochi e tanti altri motivi un popolo alle strette fece la rivoluzione Francese, non sto' esagerando. Di questo passo Monti non riuscira' di certo a sanare alcunche' anzi, guarda "i privilegi della casta "sul programma delle Iene potra' in parte chiarirvi le idee. Con cio' voglio dire che e' una persona molto simpatica ma purtroppo si sta' comportando all' italiana e comunque e' molto amico del Berlusca. Evviva pulcinella evviva L'Italia.
Un caro e affettuoso saluto. Remo XXX.
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Rascel cantava “È arrivata la bufera”. Adesso c’è il blizzard. Diceva Carosone “Tu vo fa l’americano”. Amiamo l’imitazione di cose forestiere. Blizzard è parola inglese, ma tutti l’hanno pronunciata come si scrive. Non siamo poliglotti, e facciamo la figura dei polli. Tra cui mi colloco: nelle dirette televisive non ho visto mai quello che, in casa Fazio, ha detto l’illustre meteorologo Mercalli: davanti alla Biblioteca Malatestiana di Cesena ci sono 170 cm di neve.
Come per il blizzard di sua maestà, le cose sono andate un po’ allo stesso modo circa il discorso del nostro presidente del Consiglio. Intervistato da “Time”, ha trattato vari temi. I giornali li hanno capiti in una maniera, lui forse (forse, ripeto) sottintendeva ironicamente qualcos’altro. Un esempio: “Spero di cambiare la cultura e un certo modo di vivere degli italiani”. Monti però ha anche aggiunto: “La politica quotidiana ha diseducato gli italiani”.
Monti usa un vecchio trucco da acuto filosofo, quello di nascondere in un aggettivo il botto finale che si crede di trovare soltanto col punto della frase. Non ha voluto criticare la Politica in sé, ma quella da noi praticata. Erano i giorni in cui l’antica pietà verso i defunti si rivelava osceno paravento per finanziare partiti estinti, e soltanto grazie ad un senatore (da nominare cavaliere della Repubblica), accusato di aver fatto sparire qualcosa come tredici milioni di euro.
I quotidiani hanno semplificato: Monti vuole cambiare gli italiani. Hanno preso la scorciatoia più facile per creare paginoni in cui si sono lette anche belle verità. Savergnini sul “CorSera” ha scritto che da noi c’è tanta gente che non meritava di diventare lo zimbello del mondo. Aggiungo: le cose più interessanti su Monti ed i suoi ministri, di recente le hanno scritte dei giovani lettori della “Stampa”.
Margherita Fabbri, 29 anni, economista fiorentina in trasferta dal 2008 (Belgio, Perù, Usa), ha detto alla signora Cancellieri (secondo la quale i nostri ragazzi sono mammoni): ai giovani “da anni non viene offerto non solo un briciolo di possibilità, ma neanche un minimo di rispetto (e la sua dichiarazione ne è una prova)”. Sergio Sulmicelli, 17 anni, studente siciliano, è andato al sodo sulla bellezza della mobilità sostenuta da Monti: lo Stato “deve garantirci la possibilità al lavoro” e deve cambiare la Scuola, con “un impegno maggiore sul fronte delle competenze e delle conoscenze”, e più fondi alla ricerca.
Antonio Montanari
http://sites.google.com/site/antoniomontanarisite/