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Prima del 6 novembre ne vedremo delle brutte...

"Il GOP (il Grand Old Party) scivola su Medicare". Questo il titolo signficativo dell'apertura dello Huffington Post uno dei blog piu' seguiti a livello planetario.
I due partiti stanno operando il massimo sforzo per convincere l'esigua pattuglia dei cittadini indecisi dei cosiddetti 'swing states', a votare per il loro candidato.
Da tempo Mitt Romney sta investendo in questi stati ed in particolare in Florida (meglio conosciuta come il cimitero degli elefanti per l'alta presenza di pensionati attratti dalle condizioni meteorologiche). Si tratta di centinaia di milioni di dollari investiti in adds (avvisi pubblicitari) negativi che vengono fatti passare decine di volte al giorno sulle televisioni di questi stati.
"Ma come, si dira', nell'epoca di Internet si spendono ancora somme incredibili per delle videoclip televisive?" La risposta sta nel fatto che i pensionati sono i piu' grandi consumatori di televisione. Passano ore e ore seduti di fronte all'elettrodomestico e assorbono quello che gli viene propinato in chiaro e in maniera subliminale.
La proposta di Romney e del suo giovane candidato alla vice presidenza, Paul Ryan, e' che, per risparmiare, si dovra' modificare Medicare. Questa agenzia copre per circa lo 80% le spese mediche e ospedaliere di coloro che hanno superato il 65 anno d'eta' ed abbiano versato alla Social Security almeno dieci anni di contribuzionii.
E le modifiche dei candidati repubblicani sono, in sintesi: verra' dato ad ogni americano pensionato un buono-voucher che potra' spendere con un'assicurazione privata.
Questa soluzione e' stata piu' volte annacquata dai repubblicani quando si sono resi conto che stava determinando delle reazioni negative proprio in quel segmento di elettorato sul quale il GOP punta di piu'. Perche' sono gli anziani che vanno a votare sicuramente. Mentre portare i giovani ai seggi elettorali e' un'impresa.
Ecco perche' gli ultimi sondaggi danno in ascesa il Presidente Obama rispetto al competitor Romney.
Ma si tratta di fuochi di paglia. Purtroppo per il Presidente queste ultime settimane prima del 6 novembre, giorno delle elezioni, hanno visto precipitare sul collo di Obama il conflitto verbale con il premier Natenyahu di Israele che sta spingendo per un supporto esplicito della Casa Bianca al suo progetto di bombardamento chirurgico dei siti nucleari iraniani.
Obama ha scansato l'incontro con l'incendiario Bibi Netaniahu delegando il segretario di stato Hillary Clitnton, adducendo i suoi pressanti impegni elettorali.
Ed in piu' si sono avuti i pesanti incidenti che hanno insanguinato le ambasciate americane in Medio Orfiente. A cominciare dalla tragica uccisione dell'ambasciatore Chris Stevens nel consolato di Bengasy in Libia, insieme ad altri tre americani e dieci guardie libiche della security.
Le decine di morti che si sono avuti in Yemen, Sudan, Tunisia ed altre localita' dove la folla e' stata pungolata dalla messa in rete del trayler di un video blasfemo contro il Profeta, (prodotto da un estremista di destra residente in California) hanno reso incandescente la giornata del Presidente. Offrendo al candidato repubblicano il destro per affermare con arroganza che la politica estera di Barack Obama e' un fallimento e che di fronte alla morte dell'ambasciatore e dei suoi collaboratori si sarebbe dovuto usare un altro metro di misura.
Da parte sua, l'invio immediato di navi, marines e drones in Libia ha in parte riequilibrato la polemica politica a favore di Obama, in quanto la generalita' degli americani ha apprezzato il suo decisionismo.
Resta da dire che l'elettore medio dovrebbe ricordare che questo Presidente si trova a gestire una situazione perniciosa lasciatagli in eredita' dal suo predecessore. Allo stato gli americani si sono ritirati dall'Iraq e tra un paio di anni lo faranno dall'Afghanistan (se non prima). Essere intrappolati in un ulteriore scontro diretto o indiretto contro l'Iran per sostenere Israele e' l'ultima aspirazione dell'inquilino della Casa Bianca.
Purtroppo tutte le analisi, compresa quella del ministro degli esteri Giulio Maria Terzi di Sant'Agata ottimo conoscitore di Israele, sono orientate a dichiarare che Netaniahu premera' il grilletto prima del 6 novembre.
Facile prevedere che questo attacco compattera' l'odio reciproco tra sciiti e sunniti focalizzando gli attacchi del fanatismo arabo contro l'occidente.