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Lo sbarco in Normandia visto dall'Italia

Caro Oscar,

ho letto col consueto interesse  il tuo articolo col quale hai rievocato
il D Day, lo sbarco in Normandia.

Per la prima volta un Capo di Stato italiano è stato ammesso alle
celebrazioni. Era ora, perché sebbene durante la seconda guerra mondiale
l'Italia fascista era dalla parte sbagliata, la Resistenza durante il
ventennio mussoliniano e quindi la Lotta di Liberazione sono stati fatti
storici che hanno rimesso l'Italia tra gli Stati democratici.
Giorgio Napolitano, essendo il più anziano tra i Presidenti e Regnanti
schierati a Dunkerque, ha avuto la posizione accanto ad Obama,
indiscusso protagonista della Giornata.

Mentre si rievocava lo sbarco di 70 anni fa che, col sacrificio di tanti
giovani soldati, aveva riportato la Civiltà e sconfitto la barbarie
della dittatura nazi-fascista, a Venezia sbarcava un plotone di Giudici
che arrestrava una schiera di eletti ladri, mestatori, truffatori,
faccendieri, lenoni /et similia, /che da anni rubavano a piene mani
dalle casse degli enti pubblici. Il MOSE, la diga artificiale super
tecnologica, invece di trattenere l'acqua alta della laguna, ha allagato
la palude mefitica dove allignavano i mostri degeneri, degenerati e
degeneranti del nostro Bel Paese.

Matteo Renzi li ha chiamati "ladri", a prescindere dal colore delle
tessere di partito e dalle fedine penali. Concordo: i ladri si devono
accertare ed i rei si devono sbattere in galera; la regola è semplice e
occorre applicarla.
Ce la farà il giovane tosco che nel mezzo del cammin di sua vita ora si
trova in una selva oscura popolata da inquietanti burosauri ? L'Italia
della Resistenza è con lui: SEMPRE PARTIGIANI !

Dario Seglie, Torino - Italy