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ITALIANS IN DC

L’associazione Italians in DC ha il piacere di informarLa dell’evento ufficiale di lancio, il 21 settembre prossimo presso l’Ambasciata d’Italia a Washington, DC, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura. L’evento sarà occasione per presentare le attività svolte e i progetti futuri, nell'obiettivo di rafforzare il network degli italiani che vivono, studiano e lavorano nella capitale statunitense. Italians in DC si propone di connettere, far incontrare e assistere gli italiani a Washington, facilitandone l'inserimento e il successo personale e professionale.

CHI: Italians in DC, associazione di italiani che lavorano, studiano e fanno ricerca nella capitale statunitense

COSA: Evento di lancio dell’associazione

QUANDO: Martedì 21 settembre 2010, dalle ore 18.30 alle 21.00

DOVE: Ambasciata d’Italia a Washington, DC
3000 Whitehaven Street NW
Washington, DC 20008

PERCHE’: Presentazione dell’associazione alla comunità italiana a Washington e lancio della campagna membership


Per ulteriori informazioni si prega di contattare Giulia Belardelli
cellulare: +1.202.352.8695

Italians in DC, Inc.
901 15th Street NW, Suite 250
Washington, DC, 20005



Chiare, fresche, dolci acque

Giorni fa ospite di amici a Cisano sul Neva, una frazione di Albenga, sono stato informato che l’acqua del rubinetto e’ molto diuretica e fa bene all’intestino. A Roma la gente fa la fila alle sorgenti di acqua minerale delle Capannelle per riempire taniche. L’acqua e’ lievemente gasata. A Washington e nelle altre metropoli degli Stati Uniti la situazione e’ completamente diversa: l’acqua fornita dagli acquedotti e’ imbevibile, ma costa molto. Nella Capitale della Nazione ogni tanto ricicciano le polemiche sulla stampa per gli scarsi controlli effettuati sull’acqua cosiddetta potabile e sul contenuto di piombo e di altre porcherie che lasciano tracce abbondanti nei filtri che siamo costretti a montare su ogni rubinetto. Quanto a berla quell’acqua meglio acquistare galloni di acqua di sorgente. E chi non se lo puo’ permettere, di acqua purificata. Il che ci fa ricordare che il proprietario della famosa China Bisleri creo’ in India decine di impianti per la purificazione dell’acqua. Povera America: siamo ormai arrivati a quel livello.

Terra di Siena

I due CC (Colonnello e Cavaliere) visti dall'America


Dice l'amico americano che ha relazioni nelle cosiddette alte sfere:

"A parte le singolari giustificazioni del governo secondo cui a Gheddafi si puo' consentire di fare lo show, tanto quello che conta sono i i miliardi di business che si fanno in Libia, vi rendete conto che lo stato dei rapporti con gli Stati Uniti ha ricevuto un colpo ulteriore da questa tre giorni del Colonnello a Roma? Va bene che i romani sono abituati a tutto da migliaia di anni. Ma cosentire a questo clown di montare la sua tenda, portarsi i cavalli berberi, alluvionare centinaia di povere ragazze con discorsi a schiovere e copie del libro sacro, insomma...tutto questo e' giustificabile in termini di immagine? Altre nazioni europee, a cominciare dalla Germania, fanno affari ed hanno solidi rapporti con Gheddafi. Solo gli italiani devono sbracarsi di fronte al dittatore. Voi non ve ne rendete conto perche' vivete in una bolla mediatica pilotata dall'alto. Ma un episodio come quello dell'accoglienza inginocchiata a Gheddafi, non fa che confermare nell'immaginario collettivo degli anglosassoni la cattiva definizione degli italiani: simpatici quanto si vuole, grandi esperti di cucina, millantatori della propria potenza sessuale e 'chicken'.. Termine questo che significa vigliacchi con la variante del detto che 'gli italiani sono quel popolo che non finisce mai le guerre dalla parte in cui le hanno cominciate'. E se c'e' una cosa che agli americani non va a genio sono i comportamenti 'double standard' in cui voi italiani eccellete, scusa la franchezza. Ed infine una domanda: il vostro ministro degli esteri avra' pensato alle conseguenze della visita di Gheddafi a Roma per quanto riguarda i rapporti con la Casa Bianca, da tempo improntati ad una sorridente sopportazione per le avventure,gaffes e priroette diplomatiche del Cavaliere?"

"Sei troppo cattivo -rispondiamo- e non crediamo che questi siano i reali sentimenti di chi gestisce la politica americana. E poi pensa al fatto che, nonostante tutto, il cavaliere gode del 70% del consenso degli italiani. Ed il popolo, tu mi insegni, e' sovrano."

L'amico americano ci guarda divertito, porge la mano e se ne va verso un taxi.


Derrick Crowe

Derrick Crowe

Posted: September 2, 2010 07:56 PM

The Pentagon's public relations machine is working overtime these days trying to sell a theme of "progress" in Afghanistan to push back against calls to end the war. The message machine behind this push is gargantuan, costing $547 million and employing more than 27,000 people. But, as our latest Rethink Afghanistan video shows, all that wasted P.R. money can't paper over the fact that the Afghanistan War isn't making us safer, and it's not worth the cost.

So far, we've seen General David Petraeus give headline interviews on NBC, CBS, BBC, FOX News and schedule an upcoming headline interview on ABC. He's given interviews to the New York Times and theWashington Post. He's kicked the Pentagon's P.R. apparatus, especially that of the U.S. 3rd Army and its paid contractors, into gear, churning out articles to push his narrative of "progress."

An investigation last year by the AP uncovered the staggering reach of the Pentagon's P.R. apparatus:

This year, the Pentagon will employ 27,000 people just for recruitment, advertising and public relations -- almost as many as the total 30,000-person work force in the State Department... [T]he Pentagon's rapidly expanding media empire... is now bigger in size, money and power than many media companies.

$547 million goes into public affairs, which reaches American audiences. And about $489 million more goes into what is known as psychological operations, which targets foreign audiences.

It should surprise no one that General David Petraeus is working the levers of this message machine as hard as he can. After all, in the counterinsurgency (COIN) manual he co-authored, it clearly states: "Information operations (IO) must be aggressively employed to... [o]btain local, regional, and international support for COIN operations." (p. 152)

The manual urges commanders to personally engage the media to convey their messaging (p. 163), and discusses the importance of information operations to "reinforce the will of the U.S. public." (p. 164)

All of this is Pentagon bureaucracy-speak, of course, for using taxpayer dollars to fight a propaganda battle at home against war opponents (or, in this case, some 60 percent of the American people) to prevent them from effectively pressuring their elected officials to end this misbegotten war.

Tutto esaurito per la prima americana

Tutto esaurito per la prima americana del film "Atlantis Down" di Max Bartoli

La prima del film di fantascienza "Atlantis Down", scritto, diretto e prodotto da Max Bartoli è "sold out". I 508 posti disponibili nel Commodore Theatre in Portsmouth, Virginia, sono stati venduti tutti in solo due settimane, usando FaceBook come unico veicolo promozionale. FB e internet sono stati usati dai produttori per creare il passaparola e un crescente interesse verso Atlantis Down. Il film che resterà al cinema fino al 7 ottobre sta suscitando un sempre maggiore interesse nella comunità del cinema indipendente americano per la strategia e l'approccio utilizzati da Bartoli e dal suo socio il produttore Ethan Marten per produrlo e distribuirlo.