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Cosa potrebbe succedere...

Antefatto

Questo articolo è scritto per due categorie di lettori.

Anzitutto le centinaia di amici italiani e americani da una parte e dall'altra dell'Atlantico che si sono cimentati nel ricordarmi con affetto. Gliene sono grato immensamente.

Poi ci sono i lettori normali ai quali ho voluto indirizzare questa storia che ho vissuto personalmente con tutti i limiti che una esperienza del genere può comportare.

Noi giornalisti siamo costantemente impegnati nel rimestare nel bugliolo dell'informazione quotidiana notizie negative o luride.

Perché, secondo chi gestisce i media, non fa notizia il cane che morde il padrone ma viceversa.

Quella che segue è una sintetica nota di una pagina di ottima sanità americana vissuta dal vostro redattore nei giorni scorsi.
(il guanciale rosso serve per evitare movimenti sbagliati delle braccia)

Prefazione

Nonostante l'età avanzata il vostro redattore e' un appassionato di tennis giocato soprattutto in singolo.

È successo nei primi di febbraio che mi sono dovuto fermare due tre volte per mancanza di fiato.
Ovviamente sono andato da un cardiologo che mi ha fiondato ad un collega per una angio scopia.

Speravo che nel corso di questa ispezione arterica, il medico di turno decidesse di applicare i soliti stent per allargare i passaggi più occlusi.

Invece mi ha detto che non poteva operare in questo senso perché le occlusioni nelle mie arterie erano dell'85 90% dislocate in parti che non garantivano l'applicazione degli stent.

Pertanto l'unica soluzione era quella di sottoporsi ad un triplice by pass.

A questo punto, dopo un consulto approfondito con il mio cardiologo, era chiaro che l'unica soluzione per mettere fine ai miei problemi respiratori era quella di cercare una struttura ospedaliera specializzata e di conserva un medico adeguato.

Nella Washington metropolitana il Washington Hospital Center è riconosciuto come il migliore nosocomio specializzato nel trattamento e chirurgia cardiaca.

Questo ospedale e' quasi a fianco della Catholic University e per raggiungerlo dopo una mezz'ora di auto partendo da Georgetown, bisogna attraversare un'area nella quale 20 anni fa neanche i taxi volevano portarti.

Adesso anche questa area della capitale federale è stata risanata soprattutto partendo dal sindaco Anthony Williams al quale va il merito di aver ridato un volto civile alla capitale degli Stati Uniti.

Quanto al medico di questa struttura ospedaliera mi sono focalizzato sul dottor Ammar Bafi, iracheno,
la cui pagina personale è saturata da centinaia di reviews entusiastiche.

Il che non esclude, ovviamente, che anche altri medici della squadra siano considerati talenti professionali.
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L'Operazione

I Bartoli, riunitisi da diversi continenti e nazioni (Marco dall'India e Max del Messico) raccontano che il dottor Bafi terminato l'intervento li ha avvicinati condensando la propria soddisfazione in un "terrific", in quanto era riuscito a non utilizzare la pompa per la circolazione esterna del sangue.

Per i forti di stomaco consiglio di andare a vedere questo video sulle tecniche dell'operazione.

https://www.webmd.com/heart-disease/video/coronary-bypass
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La Gente

Durante i quattro giorni trascorsi in una bella camera nella unità NE, sono stato nelle mani di almeno venti tra infermiere superspecializzate, personale di camera, eccetera.

Le manifestazioni di simpatia che ho ricevuto soprattutto perché italiano, mi hanno confermato nella convinzione che la nostra Italia gode qui in America di una incredibile considerazione.

Il capo anestesista (un indiano di bella presenza) mentre stava per addormentarmi, ha raccontato che lui in Italia è stato non solo nelle tradizionali località turistiche ma anche in decine di piccoli centri, molti dei quali sconosciuti a chi scrive.

Tanto per essere chiari non è che si possa dimenticare che il personale front line è sottoposto ad un consistente training.

Ma per quanto mi riguarda la recita era ridotta al minimo mentre emergeva una istintiva simpatia nei confronti dell'italiano ricoverato e dei componenti la sua famiglia, sparsi per il mondo ed arrivati li ad assistere il vegliardo.

Spagna, Togo, Camerun, Etiopia, eccetera… Tutti americani, magari di prima generazione, ma impegnati nell'offrire il meglio di sé.

"Buongiorno!", dice una bionda super infermiera entrando nella mia camera per controllare il mio stato fisico.

"Buona sera, è meglio dire visto che sono le sei del pomeriggio!" Questa la mia replica divertita.

Inizia una simpatica conversazione in italiano che la signora ha appreso quando ha soggiornato a Roma dai cinque ai 15 anni.

Un seminarista di nome Alex, 25 anni, è in giro per dispensare la Comunione e si rivolge al sottoscritto in un buon italiano che ha studiato al college in Virginia e ripulito in un mese di
permanenza a Roma, "fantastica città".
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Si dice in genere che è meglio non parlare delle proprie esperienze ospedaliere, specialmente quando si inizia una lunga e tormentosa convalescenza.

Al di là della scaramanzia ho voluto portare ai miei lettori questa testimonianza per il poco che potrà servire.

Un cordiale saluto da Oscar (confinato in una poltrona, sperando che la lunga convalescenza vada a finire bene).

Kim Jong-un ha scelto il treno blindato


Alberto Pasolini Zanelli

Kim Jong-un ha scelto il treno blindato come mezzo per raggiungere il luogo del vertice con Donald Trump. Attraverserà la Cina in uno stile da Orient Express, con prudenza ma senza fretta. Il suo interlocutore arriverà normalmente in aereo da Washington. La novità che conta, però, non è il mezzo prescelto dal prudentissimo dittatore, che evidentemente ritiene che un aereo, soprattutto con un passeggero più famoso che amato, contenga una carica di pericolo, prima di tutto fisico. Attraversare la Cina, in più, costituisce un record e accresce l’interesse del mondo per un evento che suscita già speranze e allarmi, ma soprattutto può offrire un’indicazione più sicura sulla reale rotta che l’attuale inquilino della Casa Bianca intende perseguire nella politica mondiale. Non è un caso che il primo dato di rilievo politico non riguardi né il governo di Washington né quello di Pyongyang, bensì la capitale “neutrale” dove si svolgerà questo singolare summit. È a Hanoi, non solo capitale del Vietnam, ma anche culla e roccaforte del Vietnam del Nord durante la lunga guerra con l’America.

Sempre nel campo dei “simboli” (che in parecchi casi sono rivelatori di concrete realtà) ci sono novità e riguardano sia i protagonisti, sia il padrone di casa. Cominciando probabilmente da quest’ultimo: un recentissimo sondaggio sull’opinione pubblica mondiale rivela che il Paese in cui l’America è oggi più amata è il Vietnam: 85 su cento dei suoi cittadini “amano” gli americani. Nessuno supera questo dato se non, fin troppo prevedibilmente, gli americani stessi che si amano all’86 per cento. Un punto appena in più dei cittadini di un Paese contro cui gli Stati Uniti hanno condotto la guerra più lunga della loro storia e l’unica da cui sono rientrati sconfitti. Si chiama ancora “sindrome del Vietnam” l’effetto di quella vicenda senza precedenti che vide gli ultimi soldati e civili imbarcarsi all’aeroporto di Saigon per tornare a casa piantando in asso il governo e i cittadini del Vietnam anticomunista. Neanche la Guerra di Corea è rimasta nella storia come un successo americano: finì in pareggio, con un armistizio in corso da sessant’anni e non ancora trasformato in pace.

Trump e Kim forse ci riusciranno almeno in parte, anche se il loro fine è meno storico e più pratico: una polizza di assicurazione antinucleare. Se ne parla da un paio d’anni senza progressi pratici e sicuri. L’unica cosa è la comunanza delle volontà, anche se gli obiettivi non sono identici. L’America l’atomica ce l’ha dalla Seconda guerra mondiale anche se l’unica l’ha sganciata su un Paese dell’Estremo Oriente come il Giappone, il più vicino alla Corea. Da quel giorno Washington si sforza di rimanere la capitale del solo Paese nucleare del pianeta perché una guerra di quel genere se si fa in due è assicurata la sconfitta di entrambi.

A qualche nazione l’America ha elargito il permesso di avere la Bomba. La Corea del Nord no, ma ce la sta facendo, lentamente, a causa delle sue dimensioni economiche, ma per questo è al bando negli scambi. Essendo un Paese molto povero, non avrebbe dovuto fare progressi. Invece ci è riuscita, anche se non sono sufficienti. La Bomba ce l’ha, si sta dando da fare per trovare il modo di spedirla “lontano”, vale a dire a Washington. Però ha fatto progressi e con ogni probabilità ne sta ancora facendo, nonostante le assicurazioni verbali. Inoltre il suo leader è oggi probabilmente il più esecrato dittatore della Terra. Con una sorpresa: apparentemente egli è il leader straniero di cui Trump si fida di più e meglio ne parla, ultimamente con ammirazione e quasi con affetto, sentimenti non condivisi dal resto degli americani, soprattutto politici e militari. Se si facesse un sondaggio del tipo emerso dal Vietnam, i risultati sarebbero diversi negli Stati Uniti e addirittura opposti nella Corea del Nord, dove l’America è ancora chiamata l’Invasore nel ricordo di quella guerra, data tra le due Coree e in cui Washington fu parte molto attiva, pur rinunciando ad usare il Nucleare. Si “limitò” a intensissimi bombardamenti “convenzionali” che seminarono distruzioni immani e seminarono odio.

Qualcosa del genere accadde poi in Vietnam, con le conseguenze che non ci narrano soltanto i sondaggi, ma le fitte e cordiali relazioni fra governi. La principale base navale, usata dai sovietici durante la guerra per aiutare il regime comunista di Hanoi, ospita da oggi navi da guerra americane. Un Segretario di Stato di Washington, John Kerry, ha visitato più volte il Paese in cui ha personalmente combattuto. L’“amicizia” di Trump è criticata da molti suoi concittadini, sia per la personalità di Kim, sia per ricordi troppo freschi: il più vasto monumento funerario della città di Washington ospita le lapidi dei caduti in Vietnam. Ma quello è diventato un Paese amichevole e senza ambizioni nucleari.

Pasolini.zanelli@gmail.com

Oscar sugli Oscars


Gli Oscars di quest'anno sono a nostro parere la conferma che il grande schermo, al di là dei cospicui interessi mossi dall'industria video-cinematografica, riesce ancora ad essere produttore di storie che hanno un indiscutibile messaggio positivo sul pubblico generalista.

Il film vincitore dell'edizione 2019, GreenBook, assomma in sé oltre ad una recitazione eccezionale dei due attori protagonisti (Viggo Mortensen, Mahershala Ali,) il persistente richiamo ad una realtà americana fatta di odio che purtroppo si rigenera ampiamente nella America di oggi, mettendo in evidenza che la guerra civile conclusasi nel 1865 in effetti continua a manifestare le sue profonde divisioni, almeno per quanto riguarda il contrasto di fondo tra due Americhe incapaci di dialogare.

Il premio al regista messicano Alfonso Cuaron per il suo Roma è la conferma che si può fare del grande cinema sfuggendo per una volta tanto, per fortuna, ai milioni di dollari buttati negli effetti speciali e facendo recitare gente della strada. Proprio come i grandi del neorealismo italiano del secondo dopoguerra riuscirono a fare sconvolgendo le rattrappite regole del cinema spettacolare americano.

Un trionfo per il Messico da due anni oggetto di una costante immagine negativa promossa dalla corrente amministrazione americana.

Infine il trionfo del regista Spike Lee con il suo film, Black Klansman, eloquente messaggio contro il razzismo incarnato nel KKK simbolo del sovranismo estremo.

The road-trip drama "Green Book" won best picture at the 91st Academy Awards on Sunday — edging out top competitors like "Roma" and "Black Panther."
The film's victory came as a surprise on a night filled with historic wins for diversity and representation, including Spike Lee's first Oscar for co-writing the adapted screenplay for the fiery docudrama "BlacKkKlansman."
The acting awards went to Rami Malek for “Bohemian Rhapsody,” Olivia Colman for "The Favourite," Mahershala Ali for “Green Book” and Regina King for “If Beale Street Could Talk.

Ci scivono...



From: Camillo Papa <camillo69@gmail.com


Buongiorno, 

pensavo di essere stato incluso effettivamente per errore nella lista di chi riceve i suoi articoli, ma la cosa non mi ha, almeno inizialmente, affatto infastidito

Leggendo la sua biografia mi aspettavo  una diversa visione ed approccio alla cronaca, specialmente di carattere politico. perciò l'interesse verso i suoi documenti si è via via tramutato in noia  e poi in irritazione crescente verso le tesi che sostiene.

Per carità, liberissimo di farlo, ma altrettanto liberi i suoi lettori - che non l'hanno scelta ma sono stati scelti - di fare a meno delle sue riflessioni

Dal suo malcelato sostegno a certe fazioni sto maturando l'idea di essere - insieme con chissà quanti altri lettori target - semplicemente il bersaglio una campagna di marketing, indirizzata alla promozione di soggetti invece che degli usuali oggetti o servizi.

E sinceramente se così non fosse mi interessa ancor meno; se il suo appoggio al pensiero radical chic, tanto di moda oggi, fosse genuino, sarebbe un motivo in più per non leggerla oltre, perché non aggiungerebbe nulla di innovativo rispetto a quanto si può apprendere quotidianamente dai mass media

Pertanto le sarei grato se facesse in modo che il mio indirizzo email non fosse più raggiunto dalle emanazioni del suo blog.

Grazie

Camillo
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Con grande piacere la escludo, impressionato dalla quantità e varietà di stupidaggini di cui ha infarcito il suo email.
Stia bene.
OB

Rapporto Mueller: bolla di sapone?

Non e da escludere che il tanto atteso e strombazzato rapporto del consigliere speciale Mueller sul caso Russia-manipolazione elezioni presidenziali, possa rivelarsi un 'nulla di fatto', assolvendo Trump dall'accusa di collusione.

WASHINGTON — With special counsel Robert Mueller reportedly moving into the final stages of his Russian investigation, there's little certainty as to how the next steps might play out.

A panel of legal experts and experienced lawmakers broke down the myriad of possible outcomes for Mueller's investigation on Sunday's "Meet the Press," discussing the effect the long investigation has had on the hyper-partisanship in government.


"The question of the Russian interference and the possibility of collusion by the president and his people has twisted our politics into something unrecognizable for the last two years, including behavior on the part of the president — attacking the FBI, attacking Bob Mueller,” Rep. Jim Himes, D-Conn., said.

"Everything about this is political. The way to end that is for the truth to be out there.”

“If that truth indicates President Trump committed no crime, impeachable or otherwise, so be it. If it indicates he did, that's a much more complicated world. But first and foremost, given that we've been on the edge of seats for the last two years on this issue, everyone in this country needs to know what happened and then we decide how to take it from there."

While the Mueller report isn't expected to be delivered to Attorney General William Barr by the end of this week, an end appears to be coming closer. NBC News reported in December that the report could be submitted as soon as mid-February.

Mueller's office so far has indicted six individuals close to President Trump, and issued indictments against Russian actors as well.

Sol Wisenberg, who served as a deputy independent counsel under Kenneth Starr during the investigation into President Clinton, noted that none of those charges allege any specific campaign collusion with the Russians or criminal conspiracy with the Trump presidential campaign.

"There are a lot of people who have pleaded guilty. But given Mueller's original charge, there is no American citizen living here, nobody associated with the Trump campaign, that's been indicted for criminally conspiring with the Russians in respect to that campaign," he said.

For example, the charges against former Trump campaign chairman Paul Manafort could put him in jail for the rest of his life, but those alleged crimes include tax fraud, obstruction and other crimes unrelated to his time with Trump. And while Trump's former lawyer, Michael Cohen, pleaded guilty to campaign finance crimes related to the campaign, those charges are not related to anything to do with Russia, even as lawmakers and investigators appear to be looking into Cohen's role negotiating the rights to build a Trump Tower in Moscow during the presidential campaign.

But Neal Katyal, the former acting solicitor general who helped to write the special counsel regulations, said that the absence of direct collusion indictments doesn't mean Mueller sees nothing about which to be concerned. Charges against Trump ally Roger Stone deal with his relationship with WikiLeaks, which released Democratic emails hacked by Russia to help Trump's bid. And multiple Trump associates have pleaded guilty to lying about contacts with Russians.

"We are starting to already seen the outlines of a Mueller report that does look like he is alleging some sort of conspiracy," he said, before turning Trump's criticism of the investigation back on him.

"If this is a 'witchhunt', Mueller has found a coven at this point."


"Ero gracile", da un articolo serio su Affari nasce un libro divertente

"Dieta? Ero gracile: la rivincita delle B12 con i ricordi dell'infanzia" venne pubblicato originalmente su Affari Italianiil 22 giugno del 2018. Dopo una gestazione di sette mesi, ne nasce un libro su suggerimento dei lettori del giornale online, che sulla pagina Facebook dell'autore richiesero di espandere l'articolo.
E cosí che é nato "Ero Gracile: La rivincita della B12. I ricordi di un'epoca strana e divertente, che sembra lontana" del collaboratore di Affari Italianida New York City, Dom Serafini, pubblicato da Artemia Nova Editrice di Mosciano (Te).
Il libro tratta argomenti di vita quotidiana degli anni 60, alcuni da molti dimenticati e alcuni ancora attuali, come l'emigrazione, l'emergenza rifiuti e ció che si é perso e/o guadagnato negli anni. Inoltre, traccia un filo di collegamento tra l'Abruzzo, Milano e l'America. Il libro di per sé é piacevole e per alzare il livello ricreativo fa uso di aforismi pungenti e divertenti ogni qualvolta la narrativa rallenta.
Per descriverlo basta riprodurre la sinossi che é sulla seconda di copertina: "Questo libro è indirizzato a tre generazioni: quella cresciuta negli anni 60, quella dei loro figli e quella dei loro nipoti. I primi ricorderanno con simpatia un periodo per cui il tempo ha trasformato i drammi in commedie; i secondi capiranno perché i loro genitori sono cosí “strani”, e i terzi scopriranno come si riesce ad essere magri.
Gli anni 60 sono il periodo del miracolo economico italiano, ma chi lo ha vissuto non se n’è accorto, gliel’hanno detto dopo. Era il periodo a cavallo tra rimarginare le ferite della guerra e gli anni di piombo.
Il filo conduttore del libro è come risolvere il problema della gracilità giovanile dell'autore, causa di molti problemi esistenziali. Poi ci sono le sotto-trame, come l’ossessione per l’America (ora rinnovata nei nipoti), la rassegna di una vita quotidiana oggi quasi dimenticata, un sistema scolastico antiquato ma funzionante nella sua sgangheratezza, e naturalmente l’importanza della cucina come fulcro famigliare, prima che questo si spostasse in salotto.
Era un periodo essenzialmente semplice, quando gli americani ed i russi si prendevano a botte senza farsi male e le gare si facevano nello spazio per la conquista della luna.
Era un periodo così semplice che oggi si fatica a ricordare come si potesse vivere senza dover fare la raccolta differenziata, senza piste ciclabili e i supermercati negli aereoporti".
Chi é l'autore viene spiegato nell'ultima di copertina: "Dom(enico) Serafini ha scritto otto libri, di cui due digitali, tutti noiosi. Solo uno simpatico, questo. I libri noiosi hanno quasi tutti a che fare con la televisione, tra questi "La TV via Internet" del 1999. Il libro simpatico é autobiografico e descrive un'epoca quasi a dimostrare come il tempo trasformi i drammi in commedie.
Tra i vari giornali e riviste con cui Serafini ha collaborato compaiono: Il Sole 24Ore, Il Corriere della Serae il Corriere Adriatico. Oggi si cimenta in veste di tuttologo per AmericaOggie Affari Italianie in una rubrica domenicale sul dorso Abruzzo de Il Messaggero.
Serafini é stato anche per tre volte candidato al Parlamento con il voto degli italiani all'estero (una volta con un partito da lui fondato), ma gli elettori non l'hanno trovato abbastanza simpatico, come invece l'altro abruzzese eletto all'estero, l'ex senatore Antonio Razzi.
Per campare dirige a New York VideoAge, mensile da lui fondato nel 1981e che, a sua insaputa, é diventata la principale rivista di Hollywood per la produzione e vendita di contenuti televisivi. Superando tante difficoltá, nel 1983 ha anche fondato VideoAgeDaily, un quotidiano fieristico che gli ha permesso poi di capire perché nessuno l'avesse fatto prima di lui. Sempre nel 1983 si é permesso di cambiare nome all'evento gioiello degli studio di Hollywood, da May Screenings a L.A. Screenings, la loro fiera principale. Nomeprima contrastato, poi accettato con entusiasmo.
Per rilassarsi vorrebbe fare un lavoro utile: il contadino, ma per mancanza di sole fa invece il giardiniere nel suo giardinetto di cittá e invece dei pomodori deve far crescere pianteverdi, le felci in particolare.
Tra i premi ricevuti vi é una citazione per diffamazione da parte dell'aereoporto di Milano Malpensa per aver criticato in un suo articolo il fatto che lo scalo non avesse prese elettriche per ricaricare laptop e telefoni.


Un Grande, Giovane Sindaco che merita di essere riconfermato


Firenze, il sindaco Nardella si promuove: "Piani rispettati"

Cinque anni a Palazzo Vecchio, i numeri del primo cittadino: "Realizzato il 95% del programma"
di PAOLA FICHERA (La Nazione)

 
Nardella durante il bilancio di fine mandato (New Press Photo)

Firenze, 23 febbraio 2019 - Cinque anni alla guida di Palazzo Vecchio, la prospettiva di un secondo mandato e un buon bilancio di mandato da esibire. Lavoro per la città non solo raccontato, ma contato. Numeri, percentuali, grafici. «In questi cinque anni abbiamo realizzato il 95 per cento dei punti contenuti nel programma di mandato di cui fanno parte 251 azioni – ha esordito ieri pomeriggio in Sala d’Arme – di queste l’83,27 per cento sono state completamente realizzate, mentre l’11,95 per cento sono in dirittura di arrivo.
Ci resta invece da realizzare il 5 per cento dei progetti previsti nel 2014». E’ la prima volta che il Comune valuta il lavoro del sindaco attraverso una società terza con il compito di certificare la corrispondenza fra ciò che è stato fatto e quello che invece era stato promesso in campagna elettorale.
L’obiettivo della relazione di fine mandato introdotta dall’articolo 4 del Decreto legge 149/2011 non è quello di un manifesto politico, ma di dare dati certi e trasparenti ai cittadini sull’operato della pubblica amministrazione. Il 2018 è il primo anno in cui la legge viene applicata e Firenze è il primo Comune ad aver concluso l’iter. Costo dell’intera operazione di ‘setaccio’ del lavoro svolto un contratto da 45mila euro per tre mesi di impegno a stretto contatto con le singole Direzioni comunali. La presentazione al consiglio comunale ci sarà lunedì prossimo.
«Abbiamo voluto – ha spiegato ancora Nardella – che fossero soggetti autonomi e professionali a dare un giudizio sul nostro operato. Io credo che questo modo di parlare con i cittadini sia serio perché raccontiamo quello che abbiamo fatto e quello che non siamo riusciti a fare». Le slide scorrono sulle alte pareti della Sala d’Arme, verde per i lavori fatti, arancione per quelli in corso e rosso per quelle ancora da realizzare.
«Certo – commenta il sindaco – sono soddisfatto per quello che abbiamo fatto, ma consapevole che c’è ancora molto da lavorare. Ad esempio, non abbiamo realizzato alcuni parcheggi e alcune pedonalizzazioni, in questo caso penso a quella di viale Paoli». Molti i ringraziamenti per la squadra di assessori della sua giunta, i dirigenti, in primis il direttore generale ingegner Giacomo Parenti, e tutti e 3958 dipendenti del Comune.
«Firenze – ha concluso – in questi cinque anni è molto cambiata: ha meno traffico grazie allo sviluppo del sistema tramviario, è più pulita, ha più sicurezza grazie alle telecamere di videosorveglianza e soprattutto è cambiata dal punto di vista della riqualificazione delle piazze e delle periferie».



Coast Guard lieutenant used work computers in alleged planning of widespread domestic terrorist attack, prosecutors say


(The Washington Post)

The U.S. Coast Guard lieutenant spent hours on end planning a wide-scale domestic terrorist attack, even logging in at his work computer on the job at headquarters to study the manifestos and heinous paths of mass shooters, prosecutors say. He researched how to carry out sniper attacks, they contend, and whether rifle scopes were illegal. And all the while, investigators assert, he was amassing a cache of weapons as he ruminated about attacks on politicians and journalists.

But Christopher P. Hasson was not an isolated figure, according to a contractor who worked with him. The 49-year-old lieutenant with more than two decades in the Coast Guard was part of a project to replace some aging cutters in the fleet, tasks that regularly required interacting with civilians and military officials at meetings and on travel.

“I don’t remember him saying anything that was crazy,” said Adam Stolzberg, a contractor who worked at headquarters and was in meetings with Hasson a couple of times a month. Politics never came up, Stolzberg said.

It was only after Hasson’s arrest last Friday at his workplace that the chilling plans prosecutors assert he was crafting became apparent, detected by an internal Coast Guard program that watches for any “insider threat.”

The program identified suspicious computer activity tied to Hasson, prompting the agency’s investigative service to launch an investigation last fall, said Lt. Cmdr. Scott McBride, a service spokesman.

Hasson was arrested on gun and drug charges after officials with the Coast Guard Investigative Service and agents with the FBI in Baltimore began probing activities that prosecutors said in court were linked to what they described as Hasson’s white-
nationalist views. Federal law enforcement officials seized a stockpile of guns and ammunition from his basement apartment in the Maryland suburbs near Washington in the far east side of Silver Spring in Montgomery County.

Federal investigators allege Christopher P. Hasson had a cache of guns stockpiled to launch a terrorist attack targeting liberal politicians and journalists. (U.S. Attorney’s Office in Maryland)

“The sheer number and force of the weapons recovered from Mr. Hasson’s residence in this case, coupled with the disturbing nature of his writings, appear to reflect a very significant threat to the safety of our community, particularly given the position of trust that Mr. Hasson held with the United States government,” U.S. Attorney for the District of Maryland Robert K. Hur said Thursday after a hearing in which Hasson was ordered detained.

[Read the Hasson court filing here]

Prosecutors and Hasson’s federal public defender sparred over whether it was appropriate to jail him after an arrest for gun and drug charges but no terrorism-
related counts.

The judge, Charles B. Day, said that it is unusual to detain a defendant based on the charges Hasson was facing and that the issue at hand is “all about the defendant’s state of mind and intentions.”

Hasson’s federal public defender, Julie Stelzig, said the government’s court filings are a “histrionic characterization of Mr. Hasson” and there was “no actual indication of any plan.” She said that Hasson had no prior record and that the number of weapons he had were “modest at best” for average gun collectors.

“It’s not a crime to think negative thoughts,” Stelzig said of the writings the government points to as evidence of his extremist views. “It’s not a crime to think about doomsday scenarios.”

But with Hasson in court, prosecutors called him a “domestic terrorist” who intended to “murder innocent civilians.”

“What drives the government’s concern is what also gives the court pause,” Day said before he gave the government 14 days to bring additional charges and before Hasson’s lawyer could file an appeal for his possible release.

Hasson called for “focused violence” to “establish a white homeland,” prosecutors said in court filings. It’s unclear whether Hasson had a specific date for an attack, but the government said he had been stockpiling weapons for at least two years, spending $14,000 a year on equipment to ready for an attack.

[Immigrant recruits face more scrutiny than white supremacists when they enlist. Here’s why.]

As he built an arsenal, prosecutors contend, Hasson read manifestos by the Unabomber, the Virginia Tech shooter and the Olympic Park bomber among other domestic mass shooters, and also looked for guidance to the plot of right-wing terrorist Anders Behring Breivik, who in 2011 unleashed two attacks in Norway that killed 77 people.

“I am dreaming of a way to kill almost every last person on the earth,” Hasson said in one of his letters that contemplated creating a biological plague, according to records filed in U.S. District Court in Maryland.

During the raid this month, law enforcement officers seized 15 firearms and more than 1,000 rounds of ammunition from what they called his “cramped basement apartment” that was at the line near Prince George’s County.

Hasson, who had a bald head and was wearing a pink prison uniform, did not speak in court.

No one answered the door at the residential address that appeared to be associated with Hasson. Law enforcement officials in Montgomery County also said that while there were calls about loud parties in the area in recent years, there were no calls for service that would indicate anything was amiss at that residence.

Hasson joined the Coast Guard in March 1996 as an enlisted electronics technician and was promoted to chief warrant officer in 2012 and lieutenant in 2015, McBride said. He will remain on active duty until the legal case against him is adjudicated but has stopped working since his arrest.

Hasson was arrested once the FBI and Coast Guard investigators were “confident in the strength of the evidence supporting the criminal complaint and warrant,” McBride said.

As recently as Jan. 17, Hasson created a list of “traitors” and targets in a spreadsheet while reviewing various broadcast news sites from his work computer, court filings show. The list included people prosecutors believe to be Sen. Kamala D. Harris (D-Calif.), CNN reporter Don Lemon and nearly two dozen others.

“Unlawful possession of drugs and firearms, as well as advocacy for supremacist doctrine, ideology, or causes, violates Coast Guard policy, the Uniform Code of Military Justice, and our organization core values,” McBride said in an email.

Hasson’s access to Coast Guard headquarters has been revoked. He held a secret-level security clearance beginning in April 2005, and background checks did not find information that merited denying it, McBride said. Secret clearance typically allows access to information that can cause serious damage to U.S. national security if disclosed. It is considered more significant than confidential access and less significant than top-secret access.

Yvonne Carlock, a Marine Corps spokeswoman, said Wednesday that Hasson joined the service in December 1988, serving as an F/A-18 aircraft mechanic. His last rank in that service was corporal.

Federal authorities said he left sometime in 1993.

In June 1994, Hasson moved over to the Virginia Army National Guard, becoming an infantryman with Alpha Company, 1st Battalion, 183rd Infantry Regiment, said Kurt Rauschenberg, a National Guard Bureau spokesman. His unit was based south of Richmond near the town of Petersburg.

In September 1995, Hasson switched to the Arizona Army National Guard and left about six months later, in March 1996, exiting with the same rank as when he joined.

Property records indicate Hasson moved frequently in his varied military career, including stints in Arizona, California and Virginia. In 2007, he bought a house in Currituck, N.C., just across the bay from the Outer Banks. Neighbors said Hasson lived in the house for several years with a woman they identified as his wife and at least one young child.

“It was very neat,” said Delena Ostrander, who owns the adjacent lot. “I never heard any complaints.”

Her stepfather, Stanley Maculewich, still lives on the short, unpaved lane and remembers Hasson as a big, gun-owning Coast Guardsman who commuted to work early each morning by motorcycle.

“He was a good-sized guy, but I had no problem with him,” Maculewich said. “He was shooting his gun out there one day. But when I asked him to stop because I had a daughter in the house who was sick, he said ‘Fine.’ And that was it, he stopped.”

Stolzberg, the contractor who also worked at Coast Guard headquarters with Hasson, said Hasson never raised any alarms at the office. Tall and muscular with a shaved or bald head, Hasson sometimes drove a Harley-Davidson motorcycle to work, Stolzberg said. But his black leather jacket didn’t bear any insignia, and his arm tattoos didn’t appear out of the ordinary. Nor did Hasson express any radical views, Stolzberg said.

“I didn’t have a hard time getting along with him,” he said. “I was trying to think back: What did I miss? Was there anything there?”

Dan Morse, Steve Hendrix, Jennifer Barrios, Julie Tate and Alice Crites contributed to this report.

CNN Breaking News



CNN ore 17:40 20 febbraio 2019

Nella Breaking News Wolf Blitzer da' notizia che e stato arrestato la scorsa settimana un ex appartenente alla Coast Guard che aveva pianificato un mega attentato sia contro obiettivi civili, che parlamentari del partito Democratico e giornalisti della CNN e della MSNBC.
Sono state diffuse immagini dell'arsenale che questo terrorista mancato aveva assemblato (fucili automatici, pistole , bombe a mano, etc.).
Il giornalista CNN ha riferito che l'ex militare catturato trovava ispirazione nel manifesto del danese che nel 2011 uccise 77 giovani che partecipavano ad un meeting.
Il responsabile degli attentati, Anders Behring Breivik, trentaduenne norvegese simpatizzante dell'estrema destra, fu arrestato in flagranza a Utøya dove si teneva un campus del partito laburista.
Il presidente Donald Trump nei suoi comizi di fronte a decine di migliaia di accoliti adoranti da tempo va definendo i giornalisti come "il pericolo pubblico numero uno".
Frequenti i tentativi di aggressione nei confronti di membri della stampa.
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Segue NBC News ore 17:58

By Ken Dilanian and Pete Williams

WASHINGTON — A U.S. Coast Guard lieutenant working in the nation's capital lived a secret life as a "domestic terrorist" who aspired to mass murder and compiled a target list of prominent politicians and journalists, federal prosecutors allege in court papers.
Christopher Paul Hasson was arrested Feb. 15 on drug and gun charges, but prosecutors said in a detention memo this week that he intended "to murder innocent civilians on a scale rarely seen in this country."
He has espoused extremist views for years, the court papers say, and he read the manifesto of Anders Breivik, the white supremacistNorwegian terrorist who shot and killed 77 people in 2011.
From January 2017 to January 2019, "the defendant conducted online searches and made thousands of visits for pro-Russian, neo-fascist, and neo-Nazi literature," the document says.
"I am dreaming of a way to kill almost every last person on the earth," reads a draft email found on his computer. "I think a plague would be most successful but how do I acquire the needed/ Spanish flu, botulism, anthrax not sure yet but will find something."
In another letter to himself found on his computer, court papers say, he says, "I am a long time White Nationalist, having been a skinhead 30 plus years ago before my time in the military."
The Coast Guard flagged him because of internet searches of extremist web sites at work, a federal law enforcement officer told NBC News.
"He wasn't too surprised to be arrested, but he was worried about law enforcement officers entering his home, the official said.
A search of his Silver Spring, Maryland, residence yielded 15 firearms and 1,000 rounds of ammunition, the court documents say.
He was abusing the narcotic tramadol, and he had stockpiled 30 bottles of human growth hormone, prosecutors said in court papers.
The combination of drugs and guns was a significant concern, the federal law enforcement official said.
Prosecutors allege Hasson was following Breivik's manifesto, seeking to target "political leaders, media leaders, cultural leaders, and industry leaders."
They say he searched the web for MSNBC host Joe Scarborough, and "compiled a list of prominent Democratic Congressional leaders, activists, political organizations, and MSNBC and CNN media personalities."
Prosecutors say the list included designations they believe referred to Democratic Sens. Richard Blumenthal, Chuck Schumer, Elizabeth Warren, Tim Kaine, Kirsten Gillibrand and Cory Booker; House Speaker Nancy Pelosi; and House Democrats Alexandria Ocasio-Cortez, Maxine Waters, Ilhan Omar and Sheila Jackson. Also on it was former Rep. Beto O'Rourke and former Hillary Clinton campaign chairman John Podesta.
Media figures on the list included Scarborough, MSNBC hosts Chris Hayes and Ari Melber, and CNN's Don Lemon, Chris Cuomo and Van Jones.
On the same day he compiled the list of prominent people, Jan. 17, the defendant performed the following Google searches at the following approximate times, court papers say:
8:54 a.m.: "what if trump illegally impeached"
8:57 a.m.: "best place in dc to see congress people"
8:58 a.m.: "where in dc to congress live"
10:39 a.m.: "civil war if trump impeached"
11:26 a.m.: "social democrats usa"
"The defendant is a domestic terrorist, bent on committing acts dangerous to human life that are intended to affect governmental conduct," the detention memo says.

The stockpile of guns found by investigators owned by Christopher Hasson.When agents searched the defendant's residence, they say they found a locked container that held 30 bottles labeled as HGH, human growth hormone.





Neve e Ghiaccio

Sutop (Thriller) Capitolo 30
Leo Rasco

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale
Any Resemblance To Real Persons Or Actual Facts Is Purely Coincidental
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"Eleonora, meravigliosa vice presidente, scusa l'ora tarda"

Mark Cullinger mieloso al telefono privato della First-Lady.

"Ho visto il presidente e non mi sembra assolutamente in buone condizioni fisiche.

Credo abbia una forte influenza con febbre alta, ma rifiuta di farsi visitare dal medico della Casa Bianca.

Non parla, sorride quando gli chiedi di prendere un antipiretico…

Vedi tu, con le tue arti magiche, se riesci a fargli prendere qualche compressa di antinfluenzale…

Scusa se ti ho chiamata sul telefono privato ma ritengo che la situazione sia abbastanza seria…"

Eleonora non aveva dato alcuna risposta alla telefonata del braccio destro del presidente Albert Smith.

Si alzò dal letto e si infilò una vestaglia.

Aprì la porta e si inoltrò nel corridoio che conduceva allo Oval Office.

Passò davanti al marine che piantonava l'ingresso dell'ufficio del presidente degli Stati Uniti, che scattò sull'attenti.

Si introdusse dentro lo Oval Office che era in penombra a parte una abat-jour sulla scrivania del presidente che era intento a consultare alcune carte.

"Albert, come stai?"

Albert Smith sollevò la testa dalle carte, la guardò e sorrise.

Eleonora Barberini Smith si avvicinò al suo quasi marito e gli toccò la fronte.

"Ma devi avere una febbre altissima… Scotti da morire…"

Albert Smith non rispose e continuava a sorridere.

Eleonora decise di tornare nella sua stanza.

Prese un bicchiere e da una caraffa d'argento posata sul tavolino da notte ci versò un poco d'acqua.

Si recò nella grande toilette e da un armadio tirò fuori una borsetta contenente alcune medicine. Tra queste scelse alcune pasticche di aspirina che sciolse dentro il mezzo bicchiere d'acqua.

Nel quale versò anche il contenuto di una fiala che portava al collo e si diresse di nuovo verso l'ufficio presidenziale.

Il marine scattò di nuovo sull'attenti chiedendosi che cosa stesse succedendo quella sera.

Rientrata dentro l'ufficio del presidente, Eleonora si avvicinò al marito con il bicchiere invitandolo a bere il contenuto che gli aveva preparato.

"Vedrai che ti farà bene, bevi Albert, non ti fare pregare ancora, per favore…"

Il presidente prese il bicchiere e ne tracannò il contenuto, sorprendendo Eleonora che si aspettava che lo sorbisse lentamente.

Eleonora continuò ad osservarlo e si mise a sedere su una delle due sedie che fronteggiavano la scrivania del presidente.

Albert Smith ebbe uno scatto improvviso e guardò con stupore Eleonora. Il suo sorriso si era stemperato in una smorfia di grande dolore.

Poi cominciarono le convulsioni scatenate dalla dose di cianuro che la first-lady gli aveva propinato.

"Vedi, caro bastardo, come vanno le cose? Hai sulla coscienza un'infinita catena di morti.

Mi hai ucciso l'unico uomo che veramente ho amato nella vita e che mi ha dato la gioia di avere un figlio che porto in grembo, mentre tu non sei stato buono nemmeno a mettermi incinta.

Sei un grandissimo figlio di puttana e meriti di fare la fine che ti ho preparato.

Ignoravi che facevo parte anche io del movimento rivoluzionario. Siamo in tanti, sai? E a me è dato il grande privilegio di mandarti a fare in culo, maledetto esemplare del crimine…"

Mentre Eleonora a bassa voce recitava il suo monologo di odio, Albert Smith aveva perso ormai conoscenza.

La testa era caduta sulle carte che stava consultando e non dava segni di vita, la soffocazione del veleno si era completata.

"Molto bene, disse Mark Cullinger, hai fatto un grande lavoro…"

Eleonora Barberini Smith non poteva rispondere perché Mark, sorprendendola alle spalle, le aveva posto sulla bocca una striscia di nastro adesivo col quale  le stava legando le braccia da dietro la schiena, approfittando del fatto che la sorpresa aveva paralizzato la fascinosa vice presidente degli Stati Uniti.

"Molto bene davvero", aggiunse Mark Cullinger.

"Mi hai sgombrato la strada e da questo momento non potrai più intralciare il mio successo, cara la mia signora. Mi dispiace solo di non averti potuto scopare, ma non si può avere tutto nella vita…

Adesso te ne vai velocemente al Creatore insieme a questo ignobile dittatore che ha ridotto al nulla la nostra meravigliosa nazione americana…"

La lama del serramanico scattò con un suono metallico prima di immergersi nel collo della affascinante Eleonora, recidendolo da sinistra a destra.

Il sangue spruzzava sul tappeto dell'ufficio dell'uomo più potente del pianeta.

Eleonora si contorceva mentre dalla profonda ferita usciva un rantolo che poi si attenuò.

Mark Cullinger ripulì il pugnale sulla vestaglia di Eleonora prima di richiuderlo.

"Adesso si ricomincia daccapo e la rivoluzione dovrà portarmi come candidato alle presidenziali perché ho eliminato sia Albert Smith che la moglie che era in effetti una controrivoluzionaria…"

Così recitava ad alta voce Mark Cullinger prima di essere colpito alle spalle dai due elettrodi del potente Taser, azionato da John Washington che si era introdotto nell'ufficio di soppiatto.

La scarica elettrica paralizzò il super consulente del presidente degli Stati Uniti.

Il suo cuore, già affaticato dallo stress e da una vita condotta sempre sul filo del rasoio, non resse alla potente scossa.

Mark Cullinger piombò sul pavimento.

"John, devo ammettere che hai fatto un buon lavoro", disse Albert Smith che si era introdotto nel suo ufficio dalla porta laterale e aveva assistito all'ultimo atto di un dramma che, lo doveva ammettere, stava sconfinando nel Grand Guignol, come il suo spirito ipercritico gli suggeriva in quel momento.

"Chiama la tua squadra ed elimina nell'acido i tre corpi. Non ne deve rimanere nemmeno una cellula, hai capito? E sai cosa devi fare di quelli che ti aiuteranno…!

A proposito dei media, adesso che sei diventato il mio vero braccio destro,  diffondi la notizia a pizzichi e bocconi che Mark Cullinger se n'è andato a causa di un infarto catastrofico che l'ha colpito nel mezzo della notte.

Per quanto riguarda mia moglie, meglio dire la mia ex moglie, essendo state avviate le pratiche di divorzio, Eleonora ha preferito tornare in Italia dai suoi parenti… Buon lavoro!"

Il telefono sulla scrivania del presidente squillò:

"Il presidente della Federazione Russa desidera parlarle", signor Presidente, disse la segretaria di turno.

"Come stai, Albert? Scusa l'ora per te, ma ritengo di farti cosa utile nel dirti che dovresti stare molto attento perché sei a rischio a causa di persone che ti sono molto, molto vicine.…"

"Ti ringrazio, Carissimo Vladimir. Terrò in debito conto la tua segnalazione, anche se credo di aver provveduto per tempo a pulire un certo ambiente…"

"A proposito, Albert: tempo fa mi hai parlato di un cinese, uno scienziato, che si era specializzato nella riproduzione perfetta con una stampante in 3D di un corpo umano. Sei in grado di darmi il nome e l'indirizzo perché, mi vergogno quasi nel doverlo ammettere, i miei sono incapaci di trovare quel tizio che mi potrebbe essere utile…"

"Vladimir, me ne sono servito una volta con successo. Poi è sparito o l'hanno fatto sparire… Ci sentiamo. A presto. Dasvidaniya.."

Albert Smith prese un grosso pennarello dalla scrivania e scrisse a grandi caratteri  la parola POTUS, (President of The United States) su una pagina.

                                      Poi si avvicino' ad una specchiera col foglio in mano.

                                                                     SUTOP
                                                                  per lui che guardava


                                            Ogni cosa nella vita ha un dritto e un rovescio.



Sutop (Thriller) Capitolo 29
Leo Rasco

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Mark Cullinger aveva parcheggiato la sua Tesla nel garage sulla K proprio vicino al cinema multisala.

Emerso dal parcheggio attraversò la strada per entrare dentro l'area del Washington Harbour, una zona che cento anni prima era nota per il malaffare, i bordelli, la criminalità.

Adesso era uno dei luoghi preferiti dai cittadini di Washington e dai turisti.

Mark Cullinger aveva preferito incontrare John Washington all'aperto prima di tutto perché amava starsene a guardare il Potomac, un  grande storico fiume le cui acque si gettano nella Chesapeck Bay.

E poi perché non voleva rintanarsi in un ufficio con quella temperatura primaverile. 

Quanto alla possibilità di essere registrato, figuriamoci: sicuramente il suo interlocutore aveva già predisposto tutto un sistema per video registrare il loro incontro.

Quel John Washington non gli piaceva per niente. Un africano americano, piccolo di statura, mingherlino, completamente pelato salvo una barbetta che accentuava un ghigno mefistofelico.

A lui quel tipo era stato imposto dal presidente Albert Smith e la cosa lo aveva sorpreso molto.

Comunque John Washington doveva eliminare dalla faccia della terra alcune migliaia di pusher e per fare questo lavoro ci vogliono i tipi adatti. 

Ovvero quelli che provano un orgasmo quando ammazzano la gente. E John Washington era proprio uno di questi.

Seconda panchina davanti all'ingresso del ristorante Sequoia.

Il capo della Polizia di Sicurezza era già seduto e armeggiava su uno dei suoi telefoni.

Quando vide Mark Cullinger arrivare non si alzò per salutarlo, ma gli porse una mano sudaticcia.

"Quanti ne hai fatti fuori?" chiese Mark Cullinger.

Il poliziotto si limitò a porgere a Mark Cullinger una pagina da cui risultava che sino al giorno prima gli spacciatori morti ammazzati dalle sue squadre erano più di 12.000, di cui 1300 nella grande Washington che comprendeva alcune contee della North Virginia e del Maryland.

"Questo significa che hai debellato la diffusione della cocaina nella capitale federale?" Il tono di 
Mark Cullinger era chiaramente provocatorio.

"Per quanto mi riguarda io mi limito solo a obbedire agli ordini che mi vengono dati." rispose sibilando John Washington.

Sembrava proprio il suono di un serpente a sonagli.

"Adesso che hai eliminato un sacco di gente quale programma hai in mente? "A proposito, a che punto è la tua indagine sull'uccisione del colonnello Warren, responsabile dei servizi a Camp David? Chi può aver rimesso una bomba ad orologeria nella sua Jeep"

John Washington si strinse nelle spalle, evitando di guardare in faccia il super consigliere del presidente, si alzò in piedi e disse: "L'indagine è ancora in corso. Se non hai altro da dirmi devo andare perché ho un impegno molto importante…"

Mark Cullinger lo vide allontanarsi verso una Suburban nera che lo stava aspettando col motore acceso.

Adesso che quel personaggio satanico se n'era andato, era tempo di godersi la vista di quel fiume impetuoso sul quale si stavano allenando alcune squadre di canottaggio delle università vicine.

Complice il tepore primaverile e un inizio di sonnolenza digestiva, il potente consigliere del presidente degli Stati Uniti automaticamente si lasciò cullare da una serie di interrogativi che gli facevano male ma che era per lui impossibile cancellare.

Nel 2031 sarebbe finito il terzo round del presidente dittatore. Quale futuro per lui, Mark?

Chi avrebbe preso il potere dittatoriale: non certo Eleonora, anche se era stata nominata vicepresidente.

Forse si verificherà un ribaltone e si andrà a nuove elezioni.

I quattro anni di dittatura che eredita' lasciano?  Uccisa la democrazia e la voce del popolo.

Che ho fatto finora e quale sara' il mio futuro, quale ricompensa per quello che ho dato?

Ma cosa vado pensando, ricompense, mi sto veramente rincretinendo. A chi fa il mio lavoro non spetta un bel niente alla fine della fiera.

Mi sarebbe piaciuto farmi assegnare alla stazione spaziale sulla Luna, ma purtroppo non ho il fisico giusto.

Non ho trovato il tempo e neanche la voglia di coltivare un affetto. Ogni tanto pago qualche troia e tutto finisce lì.

Ma sento veramente che mi manca una persona vicino con la quale confidarmi serenamente.

L'unica donna che mi dice qualcosa fisicamente è Eleonora Barberini Smith. Ma vogliamo scherzare?

La compagna e poi la moglie del presidente. Anche se adesso il loro matrimonio è naufragato e sicuramente divorzieranno alla fine del terzo mandato presidenziale.

Eleonora adesso mi sorride spesso e la cosa mi crea molto imbarazzo perché subisco il fascino della sua grande, meravigliosa femminilità.

Ma devo starmene il più lontano possibile per evitare guai."

Mark Cullinger sapeva di appartenere a pieno titolo a quella categoria di specialisti che affiancano il  potente di turno.

Vengono spremuti fino all'ultima goccia e poi gettati nella pattumiera sociale, a meno che non siano eliminati fisicamente perché costituiscono un serio pericolo per il loro ex padrone.

È raro che il consigliere divenuto con l'andare del tempo 'consigliori' (alla maniera siciliana) riesca a trovare un terreno su cui edificare una nuova stagione professionale.
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"Che succede, John?" Chiese il presidente Albert Smith.

"Signor presidente, ritengo sia mio dovere, anche se si tratta di una spiacevole circostanza, informarla che il suo consigliere Mark Cullinger si è recato più volte sul luogo dell'incidente automobilistico in cui ha perso la vita il colonnello Warren.

Mi risulta che si sia attardato interrogando persone che vivono in quell'area sollecitandone un parere.

Siamo informati inoltre che il signor Mark Cullinger ha intrapreso viaggi e contatti in Vaticano ai massimi livelli senza rilasciare alcun report su quanto conosciuto.

In un recente incontro ha avuto espressioni di ironia nei confronti del programma che stiamo gestendo di 'normalizzazione' dei pusher della droga."

Il presidente Albert Smith sospiro' e con un cenno della mano destra fece capire a John Washington che il suo tempo era terminato.
Sutop (Thriller) Capitolo 28
Leo Rasco

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Notizia diffusa dalla agenzia di stampa nazionale controllata dal governo:

"Eleonora Barberini Smith è in dolce attesa. La nascita del piccolo è prevista per il mese di luglio."

Segue una dichiarazione del dottor Fergusson, titolare del dipartimento di urologia del Sibley Hospital di Washington:

"La notizia che la First-Lady, Vicepresidente degli Stati Uniti, è incinta non deve stupire ricordando che il marito, il presidente Albert Smith, è stato sottoposto a trattamento radiologico per un cancro alla prostata.

Questo inconveniente non riduce la possibilità per un uomo di poter fertilizzare una donna.

Nel caso del presidente Albert Smith siamo autorizzati a rendere noto che gli è stato estratto dello sperma che e' stato inserito nella donna per fertilizzare un uovo.

L'operazione ha avuto quindi successo e ce ne congratuliamo con la coppia presidenziale."

Tutti i media nazionali si buttarono sulla notizia riempendo pagine e pagine di commenti visto che di politica non potevano parlare da tempo.
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Trump® International Hotel Washington, D.C.

Tutto il Trump International Hotel di Washington era stato prenotato dalla delegazione russa arrivata in visita nella capitale degli Stati Uniti.

Grande successo del presidente Albert Smith che era riuscito a convincere il suo collega, Vladimir Riazanovsk, che la sua presenza nella capitale federale avrebbe avuto un notevole significato per gli anni a venire, dopo le varie incomprensioni e i fermenti che avevano caratterizzato vent'anni di pessime relazioni tra i due paesi.

Il Presidente russo sapeva che in quella camera rococò sicuramente erano piazzate spie e telecamere.

Per questa ragione aveva evitato sostanzialmente un meeting riservato in albergo.

Quanto all'incontro che si sarebbe tenuto alla Casa Bianca a mezzogiorno nell'Oval Office avrebbe fatto parlare soprattutto il suo interlocutore, Albert Smith, presidente degli Stati Uniti.

Il centro di Washington era paralizzato con traffico impazzito nelle arterie nelle quali il flusso delle auto era stato dirottato per alcune ore.

In pochi minuti la 'motorcade' del presidente russo raggiunse la Casa Bianca dove ad attendere il collega  era in persona Albert Smith sulla porta.

Per ragioni di sicurezza la cerimonia degli inni nazionali era stata sospesa per dare spazio ad un incontro definito molto amichevole tra i due statisti.

"Ben arrivato Vladimir", un sorridente Albert Smith inventò un simulacro di abbraccio nei confronti del collega russo appena arrivato.

"Come mi hai chiesto saranno con noi il tuo Igor Prochenco e Mark Cullinger che, se non sbaglio, conosci molto bene dai tempi del college.."

Risata di Vladimir Riazanovsk:

"Bei tempi. Abbiamo dato un convinto sostegno all'incremento della popolazione di Washington D.C."

Il presidente Albert Smith fece strada guidando gli ospiti verso lo Oval Office, nel quale presero posto fronteggiandosi sui due divani gialli e consentendo ad un plotone di fotoreporter e cameramen di scattare e riprendere alcuni minuti di finta affabulazione.

Cacciati fuori dall'ufficio presidenziale gli uomini e le donne dei media decapitati nella loro indipendenza professionale dalla dittatura di Albert Smith,  i quattro cominciarono a parlare dopo qualche secondo di convenevoli.

L'incontro si svolgeva in inglese gestito perfettamente dal presidente russo e dal suo braccio destro Igor Prochenco.

"Caro Vladimir, sono convinto di interpretare anche il tuo pensiero dicendo che questo incontro ha una specifica importanza non solo per quanto riguarda gli attuali e futuri rapporti tra le nostre due nazioni ma anche perché spero ne scaturisca una visione dello scenario internazionale che dovremmo contribuire a costruire e rafforzare…"

Vladimir Riazanovsk aveva ammosciato il suo sorriso di prammatica e intervenne con poche ma sentite parole, come si dice:

"Caro Albert, la storia ci ha posto al vertice di due superpotenze. Siamo, è vero, due protagonisti dotati di grande potere ma siamo anche consapevoli che questo potere dobbiamo considerarlo una leva per aiutare i nostri popoli a crescere in un contesto di pace domestica e soprattutto internazionale…"

Albert Smith sorrise a questo inizio del collega russo, un inizio assolutamente scontato e di nessun valore se non dialettico.

Decise di affrontare l'agenda dal suo punto di vista:

"Siamo perfettamente sulla stessa lunghezza d'onda, caro Vladimir.

Attacco io dicendo che l'attuale scenario internazionale vede la Russia proiettata nella riconquista delle nazioni periferiche che costituivano il passato impero sovietico.

Vi siete ripresa l'Ucraina, grazie anche alla impotenza dei paesi che costituiscono l'Unione Europea ed al fatto che noi ci siamo ritirati praticamente dalla Nato.

Il tuo espansionismo nel Mediterraneo, agevolato dal vostro privilegiato rapporto con l'Iran, ha raggiunto un livello di accentuata pericolosità perché può portare a reazioni conflittuali da parte dell'Unione Europea.

In più da tempo vi state muovendo nei confronti dei paesi baltici perseguendo una politica che era tipica di Joseph Stalin.

Se parlo invece della mia America tu sei buon testimone del fatto che io sto cercando di rimettere a galla un paese profondamente corrotto, angustiato dall'estrema diffusione delle droghe e degli oppiacei che hanno ridotto gli Stati Uniti in un paese di zombi.

I campi di concentramento per i drogati e una azione, come dire?, di individuazione e contenimento dei canali della diffusione delle droghe, hanno consentito di recuperare in parte un concetto di diffusa sanità della nostra popolazione.

Come ho più volte affermato pubblicamente, gli Stati Uniti non sono più il gendarme planetario.

Pertanto quello che io ti propongo è che 'l'America è per l'America'. Il che significa che io voglio avere carta bianca per il mio continente nel quale devo lavorare soprattutto per recuperare autonomia e indipendenza nei confronti dell'America del centro sud."

Vladimir Riazanovsk annuiva e fissò direttamente Mark Cullinger che, come Igor Prechenco, aveva un volto di marmo.

"Sentiamo cosa ne pensano questi nostri due amici che sono il nostro braccio destro ed anche sinistro. Facci sentire la tua voce Mark…"

Mark Cullinger guardò il suo presidente chiedendo fisicamente l'assenso a intervenire.

Albert Smith gli fece cenno con la mano di procedere.

"Lo scenario internazionale è piuttosto frastagliato. Per quanto riguarda il mondo islamico che ci interessa da vicino data la presenza nelle nostre nazioni di una cospicua rappresentanza di questa religione, la guerra intrapresa tra sciiti e sunniti con i bombardamenti scatenati dallo Yemen che è la punta di diamante della coalizione con Iran, Qatar, sta avendo conseguenze anche nel nostro reciproco interno. 

Qui negli Stati Uniti abbiamo registrato negli ultimi mesi un crescendo di attentati tra le due diverse componenti della popolazione musulmana.

La Cina è un grande ulteriore interrogativo dopo la frenata dei consumi che ha caratterizzato l'ultimo decennio e la concorrenza che l'India sta facendo in tutta l'Asia proponendosi come il vero protagonista mondiale a scapito appunto della Cina.

C'è poi il problema per noi americani e voi russi delle stazioni che abbiamo aperto sulla Luna e che ci vedono in competizione con i cinesi e gli indiani. Dal nostro satellite e' facile ormai controllare e minacciare larghe porzioni del pianeta. E di questo dobbiamo tener conto nei prossimi anni…"

Toccava ora a Igor Prechenco intervenire, anche se non gli andava a genio perché lui era uomo di azione nell'ombra e non certo un fine dicitore di tematiche internazionali.

Si schiarì la voce che era incatarrata perché Igor era uno che fumava almeno tre pacchetti di sigarette al giorno. E lì, in quella odiosa capitale americana, non si poteva ormai fumare nemmeno sul marciapiede.

"Per quanto riguarda l'esposizione fatta dal presidente Albert Smith, con tutto il dovuto rispetto, mi trovo in parziale contrapposizione. Affermare che il presidente Vladimir sta cercando di ricostruire un simulacro dell'impero sovietico secondo la dottrina di Brezhnev mi sembra un po' azzardato.

Ci sono popolazioni che vogliono riunirsi alla madre Russia per ragioni di lingua, cultura, DNA geopolitico. Sono nostri fratelli e non vedo perché dovremmo chiudere la porta in faccia a loro.

A questo bisogna aggiungere (e finora non ne abbiamo parlato) il grave problema della immigrazione che ormai sta appesantendo le nostre reciproche economie da anni.

Problema questo che voi americani avete con i flussi dall'America centrale che passano attraverso il Messico, noi russi con la pressione che subiamo dalla Siria, Iraq e dal maledetto Afghanistan che ci è costato tanto e continua a costarci tanto…"

Le tematiche erano già state sciorinate e i due presidenti insieme ai loro mega consiglieri continuarono a soppesare i propri punti di vista senza arrivare-come del resto era nelle previsioni-ad alcuna seria conclusione se non quella che si basava sul: 'per favore, non rompiamoci i coglioni a vicenda.'
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Piramide della Luna e del Sol
Teotihuacan
Citta' di Mexico



L'elicottero della presidenza messicana atterrò all'interno del parco archeologico di Teotihuacan nello spiazzo esistente tra la piramide della Luna e quella più grande del Sole.

Nessun turista era stato autorizzato ad entrare e le file che si erano formate al di fuori delle biglietterie erano state convinte con maniere spicce da decine di poliziotti a ritornare a casa.

Venne abbassata la scaletta del Sikorsky/VH-92 . Ne scesero un paio di body guard seguiti dal presidente degli Stati Uniti Albert Smith e dal nuovo presidente messicano Armando Ferreira.




Era stato Albert Smith a chiedere l'incontro al collega messicano il quale, per garantirsi che non vi fosse qualche tentativo di far fuori il presidente americano che non era particolarmente amato dai messicani, aveva deciso di incontrarsi nell'area archeologica dove oltretutto le possibilità di essere intercettato erano ridotte al minimo.

Armando Ferreira che poteva vantare un PHD era il capo del cartello di Jalisco.

Grazie alle sue doti di organizzatore e ad uno spiccato talento criminale Armando Ferreira era riuscito non solo a eliminare fisicamente i capi degli altri cartelli che si opponevano alla sua primazia.

Ma, investendo centinaia di miliardi di pesos in una campagna elettorale door-to-door aveva convinto gran parte della popolazione messicana a votare per lui come presidente.

E c'era riuscito alla grande, nonostante una parte consistente dei media avesse rispolverato la sua attività quale coordinatore della produzione e spaccio della cocaina.

Molti di quei giornali avevano poi radicalmente cambiato atteggiamento man mano che i loro direttori editoriali venivano trovati decapitati ai bordi delle strade.

Armando Ferrera stava per iniziare una descrizione turistico-archeologica delle due piramidi.

Ma venne interrotto con cortesia da Albert Smith che ponendogli una mano sulla spalla disse:

"Presidente Ferreira so tutto di queste incredibili opere del genio azteca. Sono venuto qui decine di volte a cominciare da quando ero studente al liceo.

Le sono molto grato per aver organizzato quest'incontro che deve portare a dei solidi risultati.

Abbiamo un reciproco interesse in comune e vediamo di far collimare le nostre rispettive esigenze.

Come lei sa ho creato tempo fa molti campi di rieducazione per centinaia di migliaia di drogati.
I miei uomini delle squadre della polizia di sicurezza hanno provveduto a, come dire?, 'bonificare' lo spaccio clandestino della cocaina e delle altre droghe illegali.

Questo ha portato un grosso danno economico non solo per il vostro cartello ma per tutta l'economia messicana.

Nonostante le misure prese devo ammettere purtroppo che il mercato americano continua ad essere, nonostante tutti i pericoli per i consumatori e spacciatori, il numero uno tra quelli che voi servite in tutto il mondo.

Arrivo al dunque: ho deciso di creare una struttura ministeriale che sia l'unico interlocutore per il vostro cartello. Le forniture avverranno, si fa per dire, alla luce del sole. La distribuzione della cocaina sarà fatta attraverso i consultori locali i quali oggi distribuiscono ai drogati il metadone. I prezzi saranno calmierati allo scopo di evitare eccessive speculazioni.

Quello che chiedo a lei, presidente Ferreira, è non solo di appoggiare questa nostra ipotesi di lavoro, ma anche di far sì che il Messico diventi parte diligente per coordinare la produzione e il trasporto della cocaina dalla Colombia e altri paesi produttori. 

Certamente voi troverete grosse difficoltà, ma non vi mancano le esperienze e i talenti per ridurre a miti consigli quei governi che frapponessero ostacoli di varia forma."

Armando Ferreira aveva ascoltato il monologo del suo collega americano a braccia conserte e il volto rivolto verso la piramide del Sole.

"Credo che questa sia una proposta fattibile, collega presidente. Dobbiamo lavorarci sopra con i nostri uomini. Ma consideri questo nostro incontro come l'inizio di un nuovo scenario di collaborazione politica."

Albert Smith prese a braccetto Armando Ferreira e avviandosi verso la piramide della Luna che avrebbero scalato disse:

"Non dubito che lei, Signor presidente, sarà in grado di convincere quelli che hanno dubbi sulla bontà del progetto. Del resto in cima a queste piramidi mille anni fa i vostri cosiddetti sacerdoti espiantavano il cuore alle vittime sacrificali con un colpo di pugnale di ossidiana."
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