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Frattaglie di un lungo viaggio nella amata Italia

2 aprile 2022, Fiumicino, 9:40 del mattino. 

Franca ed Oscar, dopo una notte insonne in aereo, forti del loro passaporto italiano si avviano lungo il percorso pedonale riservato ai cittadini dell'Unione Europea.

Arrivati ai tornelli Franca mette il suo passaporto sullo scanner, i tornelli si aprono, ben arrivata in Italia.

Oscar si appresta a fare la stessa operazione, scattano decine di campanelli, due poliziotti bene in arnese lo invitano in maniera cortese ma ferma a seguirli negli uffici della polizia di Stato.

Franca resta fuori senza sapere cosa stia succedendo, visibilmente sotto choc ed in piu' con una grande stanchezza.

Durante le due ore di permanenza negli uffici della polizia di Stato a Oscar viene contestato il possesso di due pistole come da registrazione fatta dallo stesso interrogato nell'anno 1983.

"Dove sono le pistole adesso?"

Oscar cerca nella sua smemoratezza da vecchio rimbambito di ricordare qualche dettaglio.

Nel 1983 l'unica eredità ricevuta dopo la morte del povero padre è stata appunto una scatola di cartone contenente due pistole che si è affrettato, come da denuncia, a registrare al commissariato de La storta.

"E dove sono adesso queste due pistole?"

Oscar non lo sa proprio e riconosce la propria leggerezza per usare un eufemismo.

Dal 1983 i Bartoli hanno traslocato almeno quattro volte delle quali una negli Stati Uniti.

Quando hanno venduto la villa all'Olgiata si sono ridotti a pregare una organizzazione di polacchi di venirsi a prendere la mobilia che nessuno voleva acquistare, compreso l'ottimo pianoforte verticale.

Oscar non ha idea dove quella maledetta scatola di cartone contenente le due armi sia potuta finire anche perché lui non ha alcun porto d'armi, odia le pistole et similia, e insomma: non sa proprio cosa rispondere…

Forse mossi dalla tarda età dell'interlocutore quasi criminale l'ispettore di Fiumicino consiglia Oscar di firmare un rapporto che sarà inviato al commissariato di ponte Milvio da cui è partita l'allerta per Fiumicino. Aggiunge che sarà meglio che si faccia accompagnare da "chi di dovere".

Oscar raggiunge la consorte che da sola è riuscita a recuperare i bagagli e sta aspettando la conclusione di questa fantomatica vicenda.

Per sua fortuna Oscar e' amico di Francesca, valido avvocato penalista, conosciuta sin da quando era una ragazzina.

Nonostante i tanti impegni in tribunale, Francesca si rende subito disponibile e accompagna il giorno dopo al commissariato di ponte Milvio l'anziano amico.

Si ripete la scena di Fiumicino: Oscar interrogato ricorda che nel 1983 ha registrato le due armi ricevute in eredità alla morte del padre. Dopo di che non ha più alcun ricordo dove si siano cacciate quelle maledette pistole.

Grazie alla presenza dell'avvocatessa l'ispettore, molto comprensivo, redige un rapporto che firmato dal Bartoli sarà inviato al pubblico ministero che dovrà decidere se incarcerare il coglione di turno, dargli una pesante multa, aprire un processo, oppure che altro?…

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30 aprile 2022, ore 9:20 del mattino, aeroporto di Fiumicino, controllo passaporti.

Al termine di un lungo, affastellato, terrificante percorso per sanare una richiesta di sanatoria amministrativa pena il rifiuto all'imbarco sul volo United 0885 per Washington, quando tocca al Bartoli seduto sulla sedia a rotelle (il giramento di testa di cui soffre sporadicamente si è manifestato in pieno quella mattina) il funzionario della polizia dal suo cubicolo rivolge una accentuata attenzione al passeggero e si consulta con una collega. Poi appone il suo timbro e riconsegna il passaporto al vecchietto che ricompone la sua immagine con la maschera obbligatoria.

Franca riferisce poi di avere ascoltato parte della conversazione tra i due del tipo "Ma questo è quel Oscar Bartoli di cui eccetera?"

"Sì proprio lui, ma l'allarme è stato declassato…"

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Ma prima i due vecchietti (definizione questa che vale solo per Oscar perché Franca è sempre una gran bella ragazza, oltretutto stilosa) si sono trovati a dover fronteggiare un episodio che poteva mettere a repentaglio la loro partenza per Washington.

Presentatisi al controllo passaporti della United gli è stato richiesto il documento del test richiesto dalle autorità americane.

I due si sono guardati negli occhi e hanno dovuto ammettere che loro il tampone veloce non l'avevano fatto.

La signora United che stava fronteggiando centinaia di passeggeri che si imbarcavano proprio su quel volo UA 0885 facendo salti mortali è riuscita a far venire in tempi brevi una assistente per Oscar che anche in questo caso avrebbe utilizzato il servizio sedia a rotelle per le non perfette condizioni fisiche.

Per loro fortuna i Bartoli hanno trovato una assistente, di nome Brigida, donna simpatica e molto efficiente che spingendo Oscar e organizzando con un collega la colonna costituita da due carrelli con i bagagli più Franca che seguiva e controllava il tutto ha condotto i malcapitati attraverso i meandri dell'aeroporto sino alla sezione dove praticano i tamponi veloci.

Dato che i tamponi test sono richiesti ovviamente per chi deve partire, non si capisce per quale ragione la suddetta sezione sia agli arrivi. Forse perché il test viene fatto in maggioranza a chi arriva in Italia piuttosto che a chi parte.

Resta il fatto che la United richiede il tampone unitamente al passaporto perché così glielo impongono le autorità statunitensi dato che all'arrivo a Washington saranno effettuati attenti controlli su chi arriva.

La signora Brigida ed il suo collega si impegnano nell'inserirsi tra la folla di persone che sono in attesa del turno per ottenere prima di tutto il documento di registrazione che consentirà poi di accedere ai cubicoli dove viene praticato il tampone.

Oscar, chissà perché, sente il peso di quegli sguardi irritati e nasconde il volto sotto la maschera e il berretto inclinato.

Nel settore della richiesta di registrazione decine di tablet sono posizionati ma il problema vero è quello di riuscire a inserire tutti i dati richiesti senza nulla escludere e seguendo fedelmente le imposizioni Internet richieste tassativamente. Il che non è facile considerando l'età della coppia in questione, l'affanno per l'aereo che sta per concludere il boarding, il fatto che questo dipartimento del tampone e' distante più di un chilometro dal check in della United.

Oscar si alza dalla sedia a rotelle tra l'attenzione stupita degli astanti in attesa, riesce a completare sui due terribili tablet la richiesta di registrazione.

La colonna dei Bartoli prosegue verso un cubicolo per l'assegnazione del tampone da effettuare. Pagata la somma di 40 euro,  la fenomenale Brigida dirige il suo carico umano nella sala dove vengono effettuati tamponi.

Dopodiché bisogna attendere almeno 10 minuti prima che il tuo nome venga chiamato se tutto va bene.

Ricevuti i test i due Bartoli e seguito si precipitano, e' il caso di dirlo, di nuovo verso il check in United.

Brigida nella sua omniscienza professionale ha suggerito a Franca di chiedere anche lei il servizio sedia a rotelle cosa che, in altra occasione, avrebbe innescato sicuramente una sua irosa reazione.

Ma qui si tratta di correre ed infatti Brigida ed il collega Paolo riescono a raggiungere il punto prefissato, passano di fronte a file di passeggeri in attesa, riescono a fare il check in e sempre correndo arrivano fino all'ingresso dell'aereo.

Oscar traballando si introduce nella cabina alla ricerca del posto assegnato.

Purtroppo è incastrato tra due giovani impegnati a manipolare i propri cellulari.

La partenza è prevista per le 10,15.

Il comandante informa che per ragioni particolari il volo dovrà essere ritardato di almeno due ore dato che il controllo nonsoquale ha detto che le consuete rotte utilizzate devono essere al momento poste in attesa (forse sarà che la Nancy Pelosi sta andando a trovare il presidente dell'Ucraina).

Dopo un'ora il comandante si rifà vivo attraverso l'interfonico dicendo che forse è riuscito a trovare un passaggio su una arteria aerea che passa sopra Shannon. Evviva: ma tra il dire e fare c'è di mezzo l'Atlantico ed infatti la partenza e' allo scoccare delle due ore di ritardo.

Alle quali si aggiungono le quasi nove ore di volo per un totale in cabina di 11 ore.

Durante il volo Franca si è avvicinata più volte al marito che nel frattempo è riuscito a convincere il giovane alla sua destra a cambiare di posto visto che l'anziano vostro redattore ha necessità di visita alla toilette abbastanza frequentemente.

Il ragazzo accetta perché si rende conto del pericolo.

Arrivati a Washington grazie al servizio sedia a rotelle ci dirigiamo verso la sezione Global Entry dove in 10 secondi la macchinetta ci fotografa, emette l'immagine che consegniamo al poliziotto che ci chiede come al solito se portiamo soldi, cibo, frutta fresca eccetera.

Ma nessuno ci chiede il maledetto tampone per il quale abbiamo rischiato di perdere l'aereo.

Ed anche questa è America.

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L'auto a noleggio

il 2 aprile al nostro arrivo in Italia prendiamo a Fiumicino una 500 X già prenotata da Washington per 28 giorni. L'azienda di noleggio e la Sixt.

Il 3 aprile mentre guido alla volta di Milano si accende una misteriosa spia. Affannoso controllo del manuale Fiat da cui si evince che la spia si riferisce ad un additivo per il diesel che risulta essere esaurito nell'apposito serbatoio.

Trovo un'area di servizio che per 25 euro fa il pieno del suddetto additivo.

Dopo tre giorni nel tratto Milano Rimini si accende una spia seguita da un messaggio scritto e più volte ripetuto che sollecita il cambio dell'olio motore al più presto.

A Rimini effettuazione cambio dell'olio  per l'equivalente di 95 euro ma il garagista mi informa che non è in grado di cancellare quel messaggio dal computer di bordo operazione per la quale occorre avere una specifica attrezzatura, per cui sarà bene rivolgersi ad una ditta specializzata.

Dopo molto cercare a Roma presso l'officina della società Focante mi fanno questa cancellazione e non chiedono un soldo nonostante la mezz'ora di lavoro.

Il 30 aprile a Fiumicino riconsegno la macchina e il funzionario al quale racconto le vicende e gli consegno le relative fatture per il rimborso si chiude nelle spalle dicendo che, si' effettivamente il problema è conosciuto ma che si preferisce attendere che sia il cliente ad effettuare la manutenzione che invece dovrebbe essere fatta, prima della consegna dell'auto, dalla società di noleggio.

Negli Stati Uniti nessuno si permetterebbe di darti una macchina noleggiata senza prima aver effettuato un attento esame delle sue condizioni.

Non perche gli americani siano meglio degli italiani.

Ma solo perche' sanno che ogni americano ha l'avvocato nella fondina.

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Gli italiani e l'America

Durante la nostra permanenza in Italia con soste e appuntamenti a Milano, Rimini, Maranello, Lucca, Pisa, Siena e Roma abbiamo verificato due tendenze nazionali molto pronunciate.


La prima è che in Italia si pensa solo a mangiare: sia ben chiaro, non si tratta di una novità perché, dato l'altissimo livello della gastronomia italiana e la grande voglia di vivere degli abitanti di questa favolosa penisola, il punto d'incontro usuale per discutere di tutto ed anche del niente è il tavolo di un ristorante di qualsiasi livello.

La seconda tendenza e' un diffuso e crescente anti americanismo.


Sentimento questo sobillato e insufflato a livello mediatico e politico dalla pericolosa situazione innescata da Vladimir Putin nella sua aggressione all'Ucraina ed il massacro di migliaia di inermi cittadini. 

L'italiano medio teme che la guerra in Ucraina e le sanzioni dell'Unione Europea approvate dal Parlamento italiano a larghissima maggioranza, includendo anche l'invio al presidente ucraino di armamenti, potranno determinare gravi ripercussioni sull'economia nazionale, diminuzione del reddito personale, pericolo di un allargamento del conflitto oltre i confini ucraini e soprattutto il pericolo di un intervento nucleare russo.

Di questa situazione e' facile per alcuni imbonitori mediatici e politici incolpare gli Stati Uniti colpevolizzandoli per l'appoggio che insieme all'Inghilterra e agli altri paesi dell'Unione Europea stanno dando al presidente ucraino per consolidare la sua difesa contro l'aggressore russo.

Si tratta di un sentimento a dir poco singolare se si tiene conto dell'amore diffuso che gli italiani hanno sempre avuto per il cosiddetto paradiso americano che paradiso non è, con centinaia di insegne su negozi e bar americanizzanti, con l'ossessiva imitazione e rimaneggiamento degli aspetti (spesso i più deteriori) della sub cultura americana, musica pop, cinema, sport…

A parte i pochi italiani che abbiamo incontrato nel nostro viaggio in Italia che auspicano che qualcuno faccia saltare in aria Vladimir Putin, il resto dei nostri contatti si è spesso incanalato in gratuite accuse a Joe Biden dimenticando che questo anziano presidente non è certo l'aggressore di una liberal democrazia europea.

Forte la motivazione che alla base di tutto ci sia la paura che il gas russo che alimenta gran parte dell'economia italiana e di quella germanica possa in qualche modo cessare gettando l'Italia in un vortice di distruzione economica di grandi dimensioni.

Nel lontano ricordo di vicende passate questo ci riconduce a quel dualismo che per decenni ha puntualizzato la vita italiana divisa da una parte sul versante comunista e socialista finanziato ampiamente dall'Unione Sovietica.

E divisa sul versante occidentale, ampiamente finanziato dagli Stati Uniti, per evitare che l'Italia potesse essere coinvolta nella politica espansionistica dell'impero sovietico.

Ma per noi che abbiamo vissuto una parte della nostra adolescenza sotto un regime dittatoriale e abbiamo corso il pericolo di essere radicalmente nazificati, questo anti americanismo crescente di larga parte della popolazione italiana ci fa rivolgere un pensiero ed una preghiera rivolta a quei 500.000 americani che nella seconda guerra mondiale si sono sacrificati sui teatri di guerra europei, africani e asiatici per garantire la nostra libertà.

Per tutti quelli che stramaledicono l'America di oggi e assolvono il massacratore Vladimir Putin questa libertà è come la salute che viene rimpianta solo quando uno la sta perdendo.

Con le loro feroci critiche all'America auguriamo a questi nostri connazionali di non doversi ritrovare al punto di dover invocare di nuovo l'aiuto dello zio Sam per garantire (o peggio ancora) riconquistare la libertà perduta.

PS:A conferma di quanto sopra, quasi incidentalmente è intervenuta l'intervista del ministro degli esteri russo Lavrov concessa al Tg4. 

Come giustamente ha fatto notare Dario Fabbri, esperto geopolitico de la 7, le interviste sino ad ora concesse da questo potente esponente della squadra di Vladimir Putin, sono state date a media della Cina e dell'India.

Il che non stupisce considerando la provenienza dell'intervistato. Stupisce invece che tra tutti i paesi occidentali sia stata proprio l'Italia così abile da aggiudicarsi un importante evento mediatico. 

E questo la dice lunga sul fatto che l'Italia ha sempre dimostrato nei confronti della Russia un atteggiamento ultra possibilistico, sia in termini mediatici che concretamente finanziari ed economici.


L'Italia viene considerata da Vladimir Putin un corpuscolo mollaccione facile da ricattare e manipolare.

Oscar



Putin avrebbe rimandato la sua operazione ....


Russia’s Putin To Hand Over Keys To War While He Has Cancer Surgery: Report
Knewz 

By David Wetzel


© KnewzRussia’s Putin To Hand Over Keys To War While He Has Cancer Surgery: Report

New York (Knewz) — Vladimir Putin’s cancer surgery will force him to hand over power in the Ukraine war “for days,” a “Kremlin insider” told the Daily Mail.

Putin will reportedly put hardline Security Council head and ex-FSB chief Nikolai Patrushev in power while he is dealing with surgery. Patrushev, 70, has played a big role in the Ukraine war thus far and convinced Putin that Kyiv is overrun by neo-Nazis, the Daily Mail reports.

A year and a half ago, General SVR reported that Putin is suffering from abdominal cancer and Parkinson’s. The Daily Mail reports that Putin has put off the surgery and it won’t happen before the Victory Day commemoration of Russia’s World War II victory in Red Square on May 9.

The surgery was originally scheduled for the second of April but has been pushed back, SVR reports.

“Putin was recommended to undergo surgery, the date of which is being discussed and agreed,” the outlet stated. “There seems to be no particular urgency, but it cannot be delayed either.”

It added: “The Russian President Vladimir Putin has oncology, and the latest problems identified during [his latest] examination are associated with this disease.”

Vladimir Putin’s cancer surgery comes at a time when there’s speculation that Russia will launch and all-out war across Ukraine.

The Kremlin has always denied Putin has medical issues as it portrays him to be in perfect health, even when he’s been mysteriously missing at times in recent years, the Daily Mail reports.

SVP stated that “Putin has discussed that he will be undergoing medical procedures. Doctors insist that he needs an operation, but the date has not yet been determined,” according to the Daily Mail.

The source added: “I don’t know for exactly how long [he will be incapacitated after the surgery … I think it’ll be for a short time.”

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 Wind power produced more electricity than coal and nuclear sources for first 

time ever

Updated 6:28 pm EDT Apr. 14, 2022

Wind power made a huge milestone in March, as it produced more electricity than both coal and nuclear energy for the first time ever in U.S. history. 

The U.S. Energy Information Administration said on March 29, wind turbines in the continental U.S. produced 2,017 gigawatt-hours of electricity, making up 19% of U.S. energy that day and only surpassed by natural gas with 31% on the same date.

Although it wasn't the largest source of electricity that day, wind power has ranked in front of coal and nuclear energy on separate occasions, but never both on the same day. Nuclear energy also produced 19% of electricity, while coal produced 17%.

The Energy Information Administration said a likely factor in the amount produced is wind speeds often peak during the spring in the U.S. On the same day, the Southwest Power Pool, which covers parts of North Dakota to Oklahoma, and the Electric Reliability Council of Texas reported wind penetration records. 

At the same time, the Energy Information Administration noted since the demand for electricity usually dips during the spring and fall, nuclear and coal generators reduce their output or scheduled maintenance during the season. When there is more wind, coal and natural gas generations often reduce their output to match the demand with the overall supply for electricity. 

In 2019, wind capacity surpassed nuclear capacity, but nuclear energy usually produces more electricity because of technological differences. On average, the wind usually produces the least amount of electricity each month. The EIA Energy Information Administration does not expect wind power to overtake coal-fired or nuclear generation in any month in 2022 or 2023.

Follow Jordan Mendoza on Twitter: @jordan_mendoza5.

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Originally Published 5:29 pm EDT Apr. 14, 2022

**Updated 6:28 pm EDT Apr. 14, 2022**

Come Putin puo' sopravvivere alle sanzioni

L'Occidente e' perdente

Articolo di Paul Krugman per “The New York Times” pubblicato da “la Stampa"

L'invasione di Vladimir Putin dell'Ucraina è stata, prima e più di ogni altra cosa, un crimine - e, in verità, mentre leggete queste parole i crimini di guerra proseguono. Ma è stata anche un abbaglio colossale. In meno di cinque settimane Putin ha annientato la reputazione delle forze armate russe, ha malridotto l'economia della sua nazione e ha rafforzato le alleanze democratiche che sperava di danneggiare. Come ha potuto commettere un errore così catastrofico?

Sono sicuro che parte della risposta è imputabile alla sindrome dell'uomo forte: Putin si è circondato di persone che gli dicono quello che lui vuole sentirsi dire. Tutto lascia intendere che si sia avviato a questa débâcle credendo nella sua stessa propaganda riguardo sia alla bravura marziale del suo esercito sia alla voglia degli ucraini di sottomettersi a un regime russo.

Ci sono, però, anche buoni motivi per ritenere che Putin, come molti suoi ammiratori in Occidente, abbia pensato che le democrazie moderne erano troppo decadenti per offrire una valida resistenza. Eccoci al punto: quando penso agli Stati Uniti, temo che l'Occidente sia reso sul serio più debole dalla sua decadenza, ma non la decadenza del tipo che ossessiona Putin e quanti ripongono fiducia in lui. La nostra vulnerabilità non deriva dal declino dei tradizionali valori della famiglia, bensì dal declino dei tradizionali valori democratici, per esempio credere nella legalità ed essere disposti ad accettare i risultati elettorali che non sono quelli che si sperava fossero.

Naturalmente, l'idea che i facili costumi portino alla distruzione delle grandi potenze risale a molti secoli fa. Nella versione hollywoodiana della storia l'Impero Romano crollò perché le sue élite erano troppo impegnate nelle orge per prendersi la briga di sconfiggere i barbari. Di fatto, le tempistiche di questa versione sono sbagliate, ma ci ritornerò tra poco.

Chi si colloca a destra, oggi, sembra seccato, più che dalla debolezza che nasce dalla licenziosità sessuale, dalla debolezza originata dall'eguaglianza di genere: Tucker Carlson aveva ammonito che l'esercito cinese stava diventando «più mascolino», mentre il nostro stava diventando «più femmineo, a prescindere da quello che femmineo vuol dire, visto che uomini e donne non esistono più».

Il senatore Ted Cruz ha ritwittato un filmato nel quale si mettono a confronto un video di reclutamento dell'esercito degli Stati Uniti e le riprese di un paracadutista russo dalla testa rasata e ha dichiarato che un «esercito 'woke' ed effeminato» potrebbe non essere una grande idea.

Sarebbe interessante scoprire che cosa ne è stato di quel paracadutista da quando Putin ha invaso l'Ucraina. In ogni caso, le pesanti perdite collaterali subite dall'esercito «anti-woke» russo, quando non è riuscito a prevalere sulle forze ucraine di gran lunga inferiori, hanno confermato quello che chiunque abbia studiato la storia sa bene: le guerre moderne non si vincono con la spavalderia da macho. Il coraggio e la perseveranza fisica e morale sono essenziali come non mai; ma lo sono anche altre cose più ordinarie, come la logistica, la manutenzione dei veicoli e i sistemi di comunicazione che funzionano.

A proposito: non posso fare a meno di ricordare di passaggio che i recenti avvenimenti hanno confermato anche il truismo secondo cui molti uomini, forse la maggior parte, che si atteggiano a tipi duri, poi non lo sono La risposta di Putin all'insuccesso in Ucraina è stata estremamente trumpiana: insiste di continuo che la sua invasione sta andando «secondo i piani», si rifiuta di ammettere di aver commesso degli errori, si lamenta della cultura della cancellazione. Mi aspetto quasi che presto diffonda carte geografiche delle battaglie in corso modificate con un tratto di pennarello nero indelebile Sharpie.

Ma torniamo al tipo di decadenza che conta sul serio. Come ho detto poco sopra, la versione hollywoodiana del declino e della caduta di Roma antica non regge a un'analisi rigorosa. È vero: i bottini di guerra dell'impero resero possibile una vita di gran lusso per un numero esiguo di persone, tra cui, forse, qualche orgia qua e là. La controparte moderna più vicina all'élite di quei tempi sarebbe quella degli oligarchi russi. Roma, però, mantenne per secoli la sua integrità territoriale e il suo valore militare dopo l'ascesa di quella élite libertina e viziata.

E allora: che cosa andò storto? Gli storici avranno sicuramente molte teorie, ma una cosa è certa: grande peso l'ha avuto l'erosione delle norme che avevano contribuito a instaurare la legittimità politica, sommata alla crescente predisposizione di alcuni antichi romani, soprattutto dopo il 180 d.C., a ricorrere alla violenza gli uni contro gli altri.

Naturalmente, quanto sta accadendo oggi negli Stati Uniti non assomiglia in alcun modo ai problemi dell'antichità. Eppure, di questi tempi, non passa mese senza che vi siano nuove rivelazioni su come un'ampia fetta dell'apparato politico americano, comprendente i membri dell'élite politica, disprezzi i principi democratici e sia disposta a fare di tutto pur di vincere.

È incredibile quanto rapidamente abbiamo normalizzato il fatto che l'ultimo Presidente ha cercato di restare al potere malgrado fosse sconfitto alle elezioni e che una folla inferocita, da lui aizzata, abbia fatto irruzione in Campidoglio. Molte persone hanno preso parte al tentativo di rovesciare il risultato elettorale - e tra questi, come abbiamo appreso da poco, anche la moglie di un giudice della Corte Suprema, ancora in carica, che non si è nemmeno astenuto nelle cause riguardanti il tentato colpo di Stato.

Come se non bastasse, mentre il tentativo di Donald Trump di restare in carica è fallito, buona parte del suo partito, nei fatti, ha sostenuto in retrospettiva quella manovra.

Perché tutto ciò è importante per l'Ucraina? Putin in verità ha scommesso sul fatto che un Occidente effeminato sarebbe rimasto semplicemente a guardare, mentre lui portava avanti il suo progetto di conquista.

Invece, il presidente Biden ha mobilitato con buoni risultati una alleanza democratica che si è adoperata subito per inviare aiuti all'Ucraina e ha contribuito a umiliare l'aggressore.

La prossima volta che una cosa del genere accadrà, tuttavia, l'America potrebbe non riuscire a mettersi alla guida di una valida alleanza tra le democrazie, perché noi stessi avremo rinunciato ai nostri valori democratici. Se volete la mia opinione, la vera decadenza è questa.