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Stay hungry, stay foolish!



Discorso di Steve Jobs a Stanford


È per me un onore essere qui con voi, oggi, alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per essere onesto, questa è l’esperienza più vicina ad una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.
La prima storia riguarda l’unire i puntini.
Lasciai il Reed College dopo il primo semestre, ma continuai a frequentare in maniera ufficiosa per circa 18 mesi prima di abbandonare definitivamente. Perché mollai?
Tutto cominciò prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non sposata e decise di darmi in adozione. Credeva fortemente che avrei dovuto essere cresciuto da persone laureate e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare alla nascita da un avvocato e da sua moglie. Quando arrivai al mando, però, loro decisero all’ultimo minuto che preferivano una bambina. Così i miei genitori, che erano in lista d’attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte: “C’è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete?”. Loro risposero: “Certamente”. Solo dopo, mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l’adozione. Accettò di farlo mesi dopo, solo quando i miei genitori promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college.
Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno costoso tanto quanto Stanford e tutti i risparmi dei miei genitori finirono nelle tasse universitarie. Dopo sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, a spendere tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando una vita intera. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto si sarebbe risolto nel migliore dei modi. Era piuttosto spaventoso all’epoca, ma guardandomi indietro è stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’attimo stesso in cui abbandonai il college, smisi di seguire i corsi che non mi entusiasmavano e cominciai invece a frequentare quelli che trovavo più interessanti.
Non fu tutto rose e fiori. Non avevo più una camera nel dormitorio ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Riportavo al negozio le bottiglie di Coca Cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. E tutte le domeniche camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente l’unico buon pasto della settimana all’Hare Krishna. Adoravo tutto questo. E quello che trovai seguendo la mia curiosità e la mia intuizione risultò, solo dopo, essere senza prezzo.
Vi faccio subito un esempio. Il Reed College all’epoca offriva probabilmente la migliore formazione del Paese in calligrafia. In tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con grafie bellissime. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito il corso di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai i caratteri serif e sans serif, la differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, quello che rende eccezionale un’eccezionale stampa tipografica. Era bello, storico, artistico e raffinato in un modo che la scienza non è in grado di offrire e io ne ero completamente affascinato.
Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare un’applicazione pratica nella mia vita. Ma dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, tutto quello che avevo imparato mi tornò utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E’ stato il primo computer dotato di una bellissimo tipografia. Se non avessi mai lasciato il college e non avessi mai partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto caratteri tipografici differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non avrei mai frequentato quel corso di calligrafia e i personal computer potrebbero non avere quelle stupende capacità tipografiche che ora hanno. Chiaramente, quando ero al college, era impossibile unire i puntini guardando al futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardarmi indietro.
Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi indietro. Dovete aver fiducia che, in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa – il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e ha sempre fatto la differenza nella mia vita.
La mia seconda storia riguarda l’amore e la perdita
Io sono stato fortunato: ho trovato molto presto quello che amo fare. Io e Woz fondammo la Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Lavorammo duramente e in 10 anni Apple, da quell’azienda fatta di noi due e un garage, si è trasformata in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L’anno prima realizzavamo la nostra migliore creazione – il Macintosh – e io compivo 30 anni. L’anno seguente fui licenziato. Come si fa ad essere licenziati dall’azienda che tu stesso hai creato? Facile: quando Apple divenne più grande, assunsi qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l’azienda insieme a me e per il primo anno le cose andarono molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro cominciarono a divergere e alla fine arrivammo ad uno scontro. Quando questo successe, la commissione dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni, io ero fuori. E in maniera piuttosto plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era perso e io devastato.
Per alcuni mesi non seppi assolutamente che cosa fare. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me – come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Fu talmente un fallimento pubblico che presi anche in considerazione l’ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: amavo ancora quello che avevo fatto. Ciò che era successo alla Apple non aveva cambiato di un bit questo amore. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.
Non me ne resi conto allora, ma essere licenziato dalla Apple era stata la miglior cosa che mi potesse capitare. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.
Durante i cinque anni successivi fondai un’azienda chiamata NeXT, un’altra azienda chiamata Pixar e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe poi diventata mia moglie. Pixar produsse il primo film d’animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più famoso al mondo. In un significativo susseguirsi di eventi, la Apple comprò NeXT, io ritornai alla Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è ora il cuore dell’attuale rinascita di Apple. E io e Laureen abbiamo una meravigliosa famiglia.
Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato dalla Apple. Fu una medicina molto amara, ma credo che il paziente ne avesse bisogno. Qualche volta la vita ci colpisce come un mattone in testa. Ma non perdete la fede. Sono convinto che l’unica cosa che mi trattenne dal mollare tutto sia stato l’amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quello che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita e l’unico modo per essere realmente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre più bello con il passare degli anni. Perciò continuate a cercare finché non lo avrete trovato. Non vi accontentate.
La mia terza storia riguarda la morte
Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: “Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente una volta avrai ragione”. Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni qualvolta la risposta era “no” per troppi giorni di fila, capivo che c’era qualcosa che doveva essere cambiato.
Ricordarmi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai trovato per fare le grandi scelte della mia vita. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutte le paure di imbarazzi o fallimenti – svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore per non cadere nella trappola di pensare che abbiamo qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.
Circa un anno fa mi fu diagnosticato un cancro. Alle sette e mezzo del mattino feci la scansione che mostrava chiaramente un tumore al pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che avrei avuto si e no 3 mesi di vita. Mi dissero di andare a casa e sistemare le mie faccende (che è il codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa che dovevo prepararmi a dire ai miei figli, in pochi mesi, tutto quello che pensavo di avere ancora una vita per dire. Significa che dovevo essere sicuro che tutto fosse organizzato in modo tale che per la mia famiglia fosse il più semplice possibile. Significa che dovevo dire i miei “addii”.
Vissi con il responso di quella diagnosi per tutto il giorno. Quella sera mi fecero una biopsia, in cui ti infilano un endoscopio giù per la gola, attraverso lo stomaco fino all’intestino per inserire un ago nel pancreas e prelevare alcune cellule del tumore. Io ero sotto anestesia, ma mia moglie – che era lì – mi raccontò che quando i medici videro le cellule al microscopio iniziarono a piangere, perché avevano appena scoperto che avevo una forma di cancro molto rara e curabile con un intervento chirurgico. Mi sottoposi all’intervento chirurgico e adesso sto bene.
Quella fu la volta in cui mi avvicinai di più alla morte e spero che, per qualche decennio, sia anche l’ultima. Essendoci passato, posso parlarvi adesso con un po’ più di certezza di quando la morte fosse per me solo un concetto astratto.
Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. Ma comunque la morte è la meta che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è come deve essere, perché molto probabilmente la morte è la più grande invenzione della vita. E’ l’agente di cambiamento della vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Ora, il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico, ma è la pura verità.
Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e le vostre intuizioni. In qualche modo loro sanno che cosa volete veramente. Tutto il resto è secondario.
Quando ero ragazzo esisteva una meravigliosa rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, che era una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci mise dentro tutto il suo tocco poetico. Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e dell’editoria elettronica, quindi la rivista era interamente creata con macchine da scrivere, forbici e polaroid. Era una specie di Google in versione cartacea, 35 anni prima che Google fosse inventato: era idealistica, traboccante di strumenti chiari e concetti meravigliosi.
Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell’ultima pagina di questo numero c’era una fotografia di una strada di campagna al mattino presto, quel tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l’autostop se siete abbastanza avventurosi. Sotto la foto erano scritte queste parole: “Stay Hungry. Stay Foolish”, siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi. Stay Hungry. Stay Foolish. Grazie a tutti.
(segnalato da: Il Caffè [lnrzo@vodafone.it])

Progetto NE x TB

L’Associazione Baresi nel Mondo, avvia il progetto “NExTB”, l’acronimo di
“NUOVE ENERGIE per il TERRITORIO BARESE”
Il progetto unico nel suo genere, tende a creare una rete che metta in rapporto tra loro i discendenti degli emigrati della provincia di Bari e questi con la terra di origine.
Con questo obiettivo è stato elaborato il progetto «NExTB», acronimo di “Nuove Energie per il Territorio Barese”, che si propone di ricercare, fra i discendenti di baresi, quelli che si sono affermati nei campi della cultura, della ricerca, della magistratura, delle libere professioni, dell’imprenditoria, della politica elettiva, dell’amministrazione pubblica, del volontariato, con l’obiettivo “di individuare e valorizzare potenzialità utili per la crescita del territorio della Provincia di Bari, in una dimensione internazionale e creare fra le comunità baresi all’estero e la realtà barese locale una rete di rapporti funzionali, soprattutto per il futuro delle giovani generazioni”.
Lo scopo è di riunire, attorno a progetti comuni, esperti nei diversi settori, stabilire nuovi contatti professionali ed ampliare la rete di relazioni internazionali tra persone che hanno in comune la terra di origine, con l’intento di elaborare strategie e piani di sviluppo sociale, economico e culturale a beneficio delle rispettive comunità.
Il progetto sarà affidato ad esperti in comunicazioni, informatica e lingue straniere, a cui sarà affidato il compito di prendere i primi contatti con le persone interessate, di aggiornare la banca dati in fase di costituzione ed il sito web dell’Associazione.
Dopo la prima fase di acquisizione dei dati, saranno organizzati incontri in Bari per promuovere e mettere a confronto le competenze e le abilità di professionisti provenienti da tutto il mondo.
Nel progetto, pertanto, saranno interessati i cinque continenti, per sollecitare i circa 98.000 baresi, ancora in possesso di passaporto italiano e residenti all’estero, a collaborare all’iniziativa.
Il progetto «NExTB» nasce sulla base dell’esperienza maturata in tanti anni di attività dal Dr.Antonio Peragine, a capo dell’Associazione Baresi nel Mondo e della volontà del Consiglio Direttivo che intende dare risposte concrete alle varie esigenze emerse nel mondo dell’emigrazione (dalla conservazione del senso di appartenenza alla diffusione della cultura e della lingua italiana, dall’assistenza economica, dell’assistenza sociale e sanitaria per i baresi in stato di difficoltà all’estero, dalla promozione e tutela dei diritti civili, politici e sindacali alla realizzazione di progetti finalizzati allo sviluppo economico e sociale del territorio barese).
Tra gli obiettivi che l’Associazione si propone, è prevista l’istituzione del “Premio ai Baresi che hanno onorato la Provincia in Italia e nel Mondo”.
Sarà istituzionalizzato il premio da assegnare a coloro che con il lavoro, l’impegno economico-imprenditoriale e professionale onorano la nostra provincia in Italia e nel mondo.
Il progetto “NExTB” sarà integrato con un sito web in 4 lingue (Italiano,Inglese, spagnolo, francese) e la creazione di una testata giornalistica internazionale on line “www.baresinelmondo” con redazioni in Italia e all’estero.
L’Associazione Baresi nel Mondo è aperta a tutti coloro interessati a tessere rapporti con internazionali e intendono collaborare con l’Associazione per la crescita comune secondo gli obiettivi associativi indicati.
Per ogni informazione si prega di contattare la responsabile del progetto
Avv.Annamaria Peragine a: info@baresinelmondo.it

Panetta, orgoglio degli italiani residenti in America





Il senato americano ha approvato la sua nomina a ministro della difesa all'unanimita'. I commenti positivi sul personaggio si sono sprecati sia da parte democratica che repubblicana. Leon Panetta, figlio di due emigrati di Siderno in Calabria che aprirono un ristorante a Monterey in California, e' un tipico esempio di italiano che si e' affermato al massimo della gerarchia politica e amministrativa. Avvocato, professore, ha iniziato da giovane la sua esperienza politica lavorando per grandi personaggi repubblicani. Ma nel 1971 ha deciso di passare ai democratici perche', secondo lui, il GOP stava perdendo ormai la sua posizione di centro e si stava avviando inesorabilmente verso posizioni di destra estrema. Facile previsione. Il 30 giugno l'attuale ministro della difesa, Robert Gates, lascera' l'incarico. Unico rappresentante repubblicano nel gabinetto del Presidente Barack Obama, ha detto che vuole riconquistare un suo spazio privato. Ma la verita e' che si e' trovato in netto contrasto con le ultime decisioni del Presidente tra cui quella di ritirare 30mila uomini dall'Afghanistan entro il 2013. Leon Panetta ha assunto l'incarico di direttore della CIA nel 2009 e grazie alla spinta che ha dato a questa potente organizzazione di intelligence, e' stato possibile incastrare e far fuori Osama Bin Laden da oltre dieci anni uccel di bosco. Si fa per dire, visto che viveva in un compound del quale erano bene a conoscenza i pakistani. Con il Presidente Clinton Leon Panetta ha fatto un gran lavoro nella sua qualita' di chief of staff. Insomma: c'e' da essere orgogliosi come italiani residenti in America. Una volta tanto non si parla di noi solo per avere introdotto la mafia in questa ed in altre nazioni.
Rimanendo sul piano della correttezza istituzionale che si verifica spesso in questa Nazione, vogliamo segnalare al nostro Lettore italiano che i senatori John McCain e Lindsey Grahm si sono dissociati dagli altri esponenti del partito repubblicano e candidati alle prossime elezioni presidenziali. Hanno detto che loro sono al fianco del Presidente che ha deciso di intervenire in Libia per dare un aiuto umanitario e bloccare il massacro di civili operato dalle milizie di Gheddafi. I due senatori hanno fatto questa affermazione nonostante che gli altri repubblicani da giorni chiedano la testa del Presidente che avrebbe dichiarato guerra alla Libia senza avere l'autorizzazione del Congresso. E nonostante Obama abbia piu' volte confermato che si tratta di una operazione, diciamo cosi', umanitaria e non una guerra per la quale occorre appunto il parere favorevole del Congresso.


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....purtroppo pochissimi si accorgono di Leon Panetta, mentre il resto del mondo continua a vedere gli italiani cosi'...

http://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/notte-incubo-centro-napoli/cm-157095

giancarlo [giancarlo.belluso@gmail.com]
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Caro Oscar,

grazie per segnalarci, con Leon Panetta, motivi di orgoglio: l'orgoglio di essere italiani !
I nostri cattivi maestri di un tempo ci avevano lasciato credere che Bacone, Copernico, Keplero, Cartesio, Eulero, Nepero, etc. facessero parte del "popolo di eroi, di santi, di poeti, di artisti, di navigatori" di italica fascistica memoria.
Per fortuna le virtu' sono, secondo Giustizia ed Equita', ben distribuite nei quattro angoli del mondo. E l'Uguaglianza potra' farci Liberi e Fratelli, secondo il motto delle Rivoluzioni moderne, Americana e Francese.

Cordiali saluti e buon lavoro.

Dario Seglie
Torino

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Finalmente, e sono d'accordo.
My next SecDef.
God Bless The United States of America!
v/r
MSG Antonio Giuliano
Master Vocalist
National Anthem Soloist
The United States Army Chorus
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Caro Dottor Bartoli.....
Grande articolo su un uomo che ho avuto l'onore di conoscere personalmente durante la mia permanenza all'Istituto di Lingue del Ministero della Difesa USA.
Volevo solo precisare che e' Monterey e non Monterrey (l'ultima e' una citta' del Messico e non della California).
Grazie ancora per il Suio contributo all'italianita' vera.....
Cordialmente,
Carlo Ilio Mannocci

Salem, Oregon
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Caro Oscar,
- vero che traspare da ogni tuo scritto il tuo pensiero politico,
- vero è anche che la sinistra se l'è cercata, con tutte le sue lotte interne,
con il suo poco o assente propositivismo.
- vero che è bello anche stare all'opposizione in quanto si può criticare liberamente.
- vero che fra Bunga Bunga e businesses abbiamo un leader che farebbe meglio a dimettersi.
- vero anche che non si possono accogliere ad oltranza extra comunitari, da loro tutto l'appoggio possibile ed
immaginabile per potere andare a riscuotere il loro voto al momento delle elezioni.
- vero che il passaggio all'Euro ce lo ha fatto fare Prodi.
- vero anche che Berlusconi non ha fatto nulla per proteggerci dallo scherzetto Euro che ha messo tanti sul lastrico.
- vero che il gettito fiscale di questo paese è costituito per il 93% dai contributi che pagano dipendenti e pensionati.
- vero anche che se la nostre intelligenze non importavano in Italia il sistema Mc Kinsey sarebbe stato meglio,
ci sarebbero meno stress, meno suicidi e meno disoccupati.
- Vero che chi grida di più allo scandalo farebbe meglio a tacere in quanto non conosce l'Italiano ed ha tante cose
da nascondere in casa sua che dovrebbe vergognarsi.

Ed infine solo chi l'ha provato sa cosa vuol dire avere fame, solo chi è stato malato capisce cosa vuol dire aver bisogno di assistenza,
solo chi va a piedi capisce cosa sono le pozzanghere dovute ai buchi per le strade.
E se la nostra classe politica si dimezzasse gli stipendi, se non bastasse un mandato solo per avere un vitalizio, ne starebbe tanto meglio la nostra nazione.
Chi ha la pancia e le tasche piene non può capire chi non riesce ad arrivare alla fine del mese.
Per conseguenza ce n'è per tutti, senza nessuna distinzione politica.

Un cordiale saluto
Salvatore Nieddu
Imperia

Lettera aperta a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana



Illustre Signor Presidente:
ho avuto il privilegio tre volte negli ultimi anni di stringerLe la mano quando ha presentato a Georgetown University un suo libro e in occasione di due visite ufficiali negli States culminate in incontri in Ambasciata con i residenti italiani.
Mi permetto indirizzarle queste modeste riflessioni da emigrante che segue con attenzione le vicende del Bel Paese.
L’Italia ha vissuto un mese di alta tensione per le importanti elezioni amministrative e a poca distanza per il Referendum di portata nazionale.
Una vasta maggioranza degli elettori è andata a votare con un risultato, sia nelle elezioni amministrative che nel referendum, che ha visto un larghissimo dissenso nei confronti della coalizione che governa la Nazione.
C’è poi stata l’annuale adunata delle camicie verdi della Lega a Pontida caratterizzata da espressioni volgari che hanno punteggiato il discorso del Capo Indiscusso, l’onorevole Ministro Bossi che, nonostante il personale tracollo elettorale e le minacce rivolte al suo alleato Berlusconi, continuerà comunque a fare da ruota di scorta ad una alleanza sempre più sfilacciata e sorretta solo da alcuni membri del Parlamento italiano che si sono fatti convincere a trasmigrare, all’insegna del sempiterno “tengo famiglia” (e qualcuno anche più di una).
Ma quello che ha più colpito il redattore di questa lettera, gentile Signor Presidente, sono state le urla dei leghisti sul pratone di Pontida ripetute a dismisura che invocavano la ‘secessione’, ovvero la separazione territoriale e politica della cosiddetta Padania dalla Madre Patria.
Si potrà dire che si tratta di un vecchio ritornello, un disco rotto della Lega per miscelare il cocktail di istinti beluini e grossolani di gran parte dei suoi aderenti.
Ma ci chiediamo che effetto Le avranno fatto quelle grida di qualche migliaio di fondamentalisti leghisti. Qualcuno potrà obiettare che anche nella nazione che mi ospita, gli Stati Uniti, ci sono molti fondamentalisti, soprattutto di estrema destra, che chiedono la secessione dei loro stati da quello federale. Ma non fanno parte del governo.
Lei si è adoperato in questi ultimi anni perché il popolo italiano riscoprisse la ‘magia’ del Risorgimento e il sacrificio di tanti cittadini che hanno dato la loro vita per contribuire alla realizzazione del sogno dell’Unità d’Italia.
E ci è riuscito, signor Presidente. Chi le scrive porta con orgoglio sul bavero la spilla dei 150 anni della nostra Patria.
E siccome immagino che, quelle invocazioni alla ‘secessione’ Le saranno andate di traverso, desidero dirLe, caro Presidente Napolitano, che come residente all’estero mi ritengo fortunato ad avere un Presidente come Lei che così bene ci rappresenta, recuperando in termini di immagine complessiva il danno quotidiano che i saltinbanco della politica italiana arrecano al nostro amato Paese. Come vede Le parlo in termini personali perché in occasione del recente Referendum non è che gli italiani all’estero abbiano dato prova di consistente attaccamento alla patria d’origine.

Un grazie affettuoso, ricordando “per aspera ad astra”.

Oscar Bartoli
Washington DC

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Ci scrivono:

Caro Oscar

Ti ringrazio di avermi fatto partecipe della bellissima lettera inviata al Sig Presidente, il cui contenuto mi trova profondamente concorde.
Mi farai cosa sicuramente gradita se vorrai continuare a inviarmi i tuoi interessantissimi articoli.
Ti auguro una buona giornata .
Un cordiale saluto
Fabio Santi
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Caro Oscar,
Complimenti per
Lettera aperta al Presidente Napolitano.

Cordiali saluti,
Vincenzo Greco
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Oscar, con il politically correct si va' avanti a stenti (si puo' dire sempre meglio del duce e sono d'accordo) pero' quello che la Lega tenta di fare e' spingere a 100 (secessione) per ottenere 50 (federalismo) ! ...
e in altre parole, se gli danno il Federalismo OK, se no fanno bene a voler secedere !! ..
... se il centro/sud non vuole togliersi i privilegi, perche il nord dovrebbe sempre pagarne le conseguenze? naturalmente questa e' una frase succcinta e la vita e' piu' complicata di una frase sola.
Ma e' indubbio che c'e' del lassismo esagerato e una pulsione di politica protettiva di interessi acquisiti chee non si volgiono piu' mollare.
E' anche indubbio che le due parti di italia siano differenti e il federalismo metterebbe in posizione il Centro/Sud di definire i suoi budget/consuntivi che non saranno lasciati al destino ma almeno ad una discussione per essere finanziati!

" ...È mai possibile che in Lombardia un dipendente regionale costi 21 euro a ogni cittadino contro i 70 della Campania? E i 173 del Molise? O i 353 della Sicilia?
http://www.corriere.it/politica/11_giugno_18/costi-politica-rizzo_ceae1716-9975-11e0-872e-8f6615df4e68.shtml
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Grazie per questa ventata di aria pura, caro Oscar! Qui in Italia c'è ben poco da rallegrarsi e ci si vergogna ogni giorno di essere italiani perchè abbiamo un governo corrotto che sta distruggendo il nostro splendido Paese. Non salvo nè chi è al governo nè chi è all' opposizione. Se non avessero tutti troppi panni sporchi e scheletri negli armadi, non consentirebbero che accadesse ciò che sta accadendo , nonostante la mancanza di consenso del popolo. Tanto per fare un esempio, come stanno gestendo la storia della cosoddetta P4? C'è troppo marciume. Io sono una di quelle persone che vanno alle manifestazioni di protesta, che lottano ogni giorno per cambiare, ma nulla cambia e a volte, come in questo momento, mi viene la stanchezza e viene meno la voglia di lottare perchè sembra tutto inutile. Dopo i successi del Referendum avevo sperato, ma......
Un caro affettuoso abbraccio unito all' ammirazione per la tua capacità di non deflettere nella voglia di denunciare.
Caramente,
Silvia
Roma


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Nella sua lettera al presidente (forse immaginaria forse no) si arrocca sulle parolacce, sui fulgori di folla che servono alla lega solo se l'talia dice NO al federalismo.
Questo e' vedere la realta' e questo e' anche quello da dire al suo carissimo, ma anche mio presidente napolitano, il quale ha lavato il culetto molte volte a quel mafioso di berlusconi e ha permesso di perdere tempo prezioso nella guida della solita italia in sfacelo.
Perche' poi, non ha aggiunto nella lettera al presidente almeno di essere daccordo con il Federalismo (a cui vedo che lei non si lamenta in america) e quindi perche' non spingerlo anche in italia! ...
Le responsabilita' scaricate sugli altri sono una anti democrazia di primo livello !! .. basta ...

Io poi preferisco i taxisti o amici americani di los angeles che mi dicano "Bunga Bunga" che "spaghetti e mandolino" !! cioe' un'italia che non sanno!! .. passo dopo passo finche capiranno che devono dire molte piu' cose ... e poi c'e' sempre la risposta "siamo semrpe avanti rispetto a Clinton Socka Socka" ... (scusi l'intervallo! ahah)

La prego dica questo anche al presidente.
grazie e ciao
marino

PS: by the way .. non sono della Lega .. sono per le persone intelligenti e basta ..
mmaronati@aol.com
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Caro Oscar,

La tua lettera aperta al nostro beneamato Presidente, Giorgio Napolitano, e'
un capolavoro!

Buona estate a te e famiglia.

Cari saluti,

Anna
Florida
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Caro Oscar,
a Pontida ci son passata la vigilia per capire ‘la pancia’ della lega.
E la pancia vuole soprattutto lo stop agli immigrati. Poi, non pagare le tasse (ma tanto già non le pagano , come sai qua le tasse le pagano solo i dipendenti). La secessione fa parte del folklore.
In primavera Napolitano è venuto a Bergamo ed è stato un bagno di folla vera e tricolori. Il nord è contraddittorio, in Lombardia si tifa per Pisapia, se Milano cede, allora i barbari arrivano del tutto. Pare che questa volta pd and friends l’abbiano capita. Perhaps.
Ciao

Susanna

Bergamo (Italy)

L'Italia sempre all'inseguimento

Messaggio di Romano Prodi ai partecipanti al convegno bolognese



Father's Day

Good morning,
I grew up without a father around. I was lucky enough to be raised by a wonderful mother who, like so many heroic single mothers, never allowed my father's absence to be an excuse for me to slack off or not always do my best. But I often wonder what it would have been like if my father had a greater presence in my life.
So as a father of two young girls, I've tried hard to be a good dad. I haven't always been perfect – there have been times when work kept me away from my family too often, and most of the parenting duties fell to Michelle.
I know many other fathers face similar challenges. Whether you're a military dad returning from deployment or a father doing his best to make ends meet for his family in a tough economy, being a parent isn't easy.
That's why my Administration is kicking off the Year of Strong Fathers, Strong Families. We're joining with dads across the country to do something about father absence. And we're taking steps to offer men who want to be good fathers but are facing challenges in their lives a little extra support, while partnering with businesses to offer fun opportunities for fathers to spend time with their kids. For example, the Association of Zoos and Aquariums, Major League Baseball and the WNBA are offering discounts for fathers and their kids, and companies like Groupon and LivingSocial will be featuring special offers for activities fathers can do with their children.
We know that every father has a personal responsibility to do right by their kids – to encourage them to turn off the video games and pick up a book; to teach them the difference between right and wrong; to show them through our own example the value in treating one another as we wish to be treated. And most of all, to play an active and engaged role in their lives.
But all of us have a stake in forging stronger bonds between fathers and their children. All of us can support those who are willing to step up and be father figures to those children growing up without a dad. And that's what the Year of Strong Fathers, Strong Families is all about.
So I hope the dads out there will take advantage of some of the opportunities Strong Fathers, Strong Families will offer. It's one way of saying thank you to those who are doing the most important job of all: playing a part in our children's lives.

Happy Father's Day.
Sincerely,
President Barack Obama
P.S. Earlier this week, I did a TV interview and wrote an op-ed on this topic. You can see both on WhiteHouse.gov.


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