La nostra amica Solidea Lani, fotografo professionista, ci manda questa istantanea di Urbino isolata dalla neve.
News and comments from the Capital of the United States (and other places in the World) in English and Italian. Video, pictures, Music (pop and classic). Premio internazionale "Amerigo".
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Urbino..
La nostra amica Solidea Lani, fotografo professionista, ci manda questa istantanea di Urbino isolata dalla neve.
Come (e' possibile) cambiare gli italiani?
La sintesi di Savergnini è quasi corretta; non è centrata quando asserisce che le nostre debolezze sono frutto di una recente sciatteria. Hanno invece radici nel nostro passato medio e remoto. Direi che sono talmente vecchie che sono ormai fortemente radicate nel ns. DNA. Serve una rieducazione lunga lunga nel tempo per correggerle . Come praticarla e farla assorbire è però tutto un problema da risolvere.
Anonymous
Egregio Signore,
Mi dispiace che il messaggio che stavo scrivendo le sia giunto incompleto e in fase di bozza. La qualità che sto coltivando, non specificata nella lettera, è la curiosità, quella curiosità che mi ha spinto a leggere il suo articolo (e si sa che curiosity killed the cat).
Passo ai commenti, riveduti e corretti. Due, conciso il primo e *abbastanza cervellotico il secondo:
1. Nel mio lavoro ho conosciuto troppi stranieri per avere voglia di cambiare.
2. In base all'esperienza di cui sopra, probabilmente il ragazzo italiano che imbrogliava è stato più sfortunato o più incauto dei suoi compagni. In quanto al signor Severgnini, ciò che dice fa senso (ho detto così per adeguarmi ma in effetti intendevo dire che ha senso), ma se usasse un po' meno l'"Oxford comma" e il punto e virgola solo quando è richiesto, ne farebbe di meno (ma ne avrebbe di più).
E per finire, come diceva una mia carissima amica scozzese, io so uno snob quando lo vedo, solo che invece di snob lei parlava di str... e aggiungeva: "... perché, italiano, inglese, tedesco, americano, (Oxford comma) o australiano, un str... è sempre un str..." Ma, chiedo scusa (I beg your pardon), io parlavo di snob.
Sua sinceramente,
Roberta Graziano
Roma
* Non avevo mai pensato alla differenza tra alquanto e abbastanza finché non ho imparato la differenza tra rather and quite. Strano, vero?
P.S.: Non riesco a far avere al Signor Severgnini copia di questo messaggio e ciò mi sembra scorretto. Come posso fare?
Roberta [grazianoroberta@alice.it]
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Oggetto: Un piccolo appunto:
Un caro e affettuoso saluto. Remo XXX.
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Come per il blizzard di sua maestà, le cose sono andate un po’ allo stesso modo circa il discorso del nostro presidente del Consiglio. Intervistato da “Time”, ha trattato vari temi. I giornali li hanno capiti in una maniera, lui forse (forse, ripeto) sottintendeva ironicamente qualcos’altro. Un esempio: “Spero di cambiare la cultura e un certo modo di vivere degli italiani”. Monti però ha anche aggiunto: “La politica quotidiana ha diseducato gli italiani”.
Monti usa un vecchio trucco da acuto filosofo, quello di nascondere in un aggettivo il botto finale che si crede di trovare soltanto col punto della frase. Non ha voluto criticare la Politica in sé, ma quella da noi praticata. Erano i giorni in cui l’antica pietà verso i defunti si rivelava osceno paravento per finanziare partiti estinti, e soltanto grazie ad un senatore (da nominare cavaliere della Repubblica), accusato di aver fatto sparire qualcosa come tredici milioni di euro.
I quotidiani hanno semplificato: Monti vuole cambiare gli italiani. Hanno preso la scorciatoia più facile per creare paginoni in cui si sono lette anche belle verità. Savergnini sul “CorSera” ha scritto che da noi c’è tanta gente che non meritava di diventare lo zimbello del mondo. Aggiungo: le cose più interessanti su Monti ed i suoi ministri, di recente le hanno scritte dei giovani lettori della “Stampa”.
Margherita Fabbri, 29 anni, economista fiorentina in trasferta dal 2008 (Belgio, Perù, Usa), ha detto alla signora Cancellieri (secondo la quale i nostri ragazzi sono mammoni): ai giovani “da anni non viene offerto non solo un briciolo di possibilità, ma neanche un minimo di rispetto (e la sua dichiarazione ne è una prova)”. Sergio Sulmicelli, 17 anni, studente siciliano, è andato al sodo sulla bellezza della mobilità sostenuta da Monti: lo Stato “deve garantirci la possibilità al lavoro” e deve cambiare la Scuola, con “un impegno maggiore sul fronte delle competenze e delle conoscenze”, e più fondi alla ricerca.
Antonio Montanari
http://sites.google.com/site/antoniomontanarisite/
Sintesi della conferenza stampa del Presidente Monti
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grazie per la sintesi del discorso del Presidente Mario Monti a Washington.
Credo che ora noi italiani dobbiamo lavorare sodo per prepararci al dopo-Monti che dovrà continuare ad essere una epoca di "Risorgimento" che prosegue.
Viceversa potrebbe essere una catastrofe se, caricando ora la figura di Monti di un'aura sciamanica, pensassimo che l'Italia risolve i suoi problemi attraverso la via dei miracoli e non attraverso l'intelligente ed onesto lavoro di ognuno, con uno sguardo al progresso generale dell'Umanità ed a quei valori che proprio in America, prima che in Europa, affermarono i Diritti degli Uomini, aprendo una nuova era dagli assolutismi alla Democrazia.
Tanti auguri Italia !
Dario
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Kudos to our premier for his PR.
I strongly hope his actions won't be held hostage by the powers to be, forcing him to take it up only on the "usual victims"....
Clark Misul
Caro Oscar
Ti faccio una piccola precisazione Mr. Monti ha trovato come il suo precedessore Berlusconi la strada asfaltata per gli Stati Uniti solo che Berlusconi era stato eletto dal popolo Italiano.
La strada è stata asfaltata da circa 20 milioni di oriundi, figli,nipoti ,mogli industriali che hanno lavorato con il loro sudore la loro vita la loro intelligenza la loro cultura hanno reso famoso il nostro paese
nel mondo.Comunque conoscendo la mentalità americana gli USA apprezzano le persone dai fatti non dalle chiacchere .Apprezzano Marchionne perché ha portato in attivo la Chrysler .Apprezzano il lavoro Italiano che ha prodotto lavorando 10 ore il giorno ed anche il sabato.
Cari saluti Pier Luigi
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Monti a Washington, una scia di successi
| Credit Suisse privilegia le banche italiane a dispetto delle francesi. Lo spread giù a 450-470 punti |
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| di Guido Colomba (The Financial Review) Con l'operazione "Twist" (Guido Colomba) CARO OSCAR, BUONGIORNO, TI RINGRAZIO FINALMENTE UN PO' DI OTTIMISMO, SAPERE CHE ABBIAMO UN PRIMO MINISTRO ACCETTATO E RISPETTATO E NON DERISO E' DI CONFORTO. SPERIAMO CHE RIESCA NEL SUO INTENTO DI METTERE OGNI COSA AL SUO POSTO. UN GRAZIE LUIGI CHIOCCA |
11 Marzo 2011 - Fukushima

L’11 marzo del 2011 il mondo è stato costretto ad interrogarsi sulla sicurezza degli impianti nucleari quando, in conseguenza dello Tznumai giapponese, i reattori della centrale hanno subito danni irreparabili con tragiche conseguenze per la popolazione a causa delle radiazioni. Da una inchiesta pubblicata dal Washington Post che ha fatto lavorare i suoi giornalisti su migliaia di e-mail scambiate dagli scienziati della Nuclear Regulatory Commission, emerge che per giorni il mondo dei nuclearisti ha vissuto in uno stato confusionale. Richieste di informazioni che arrivavano dalla Francia, dalla Germania e dallo stesso Giappone venivano dilazionate o non evase. Ad aggravare questa situazione di ‘fog”, nebbia informativa, hanno contribuito in larga parte i programmi segreti americani per la salvaguardia delle centrali atomiche in caso di attacco terroristico. Programmi che non dovevano essere resi pubblici.
I tre Governi del Presidente
Molti sostengono che il Governo Monti rappresenta una sospensione della democrazia. Quando il Premier era Berlusconi, la democrazia italiana era stata non solo sospesa, ma modificata in modo lesivo della nostra Costituzione. Tre sono gli esempi di governo assimilabili a quello Monti in quasi sessant’anni della Repubblica.
Il Presidente Einaudi - nel 1953 - quando la Democrazia Cristiana era spaccata sull’eventuale reincarico ad Alcide De Gasperi, diede l’incarico motu proprio al Ministro Giuseppe Pella di formare il Governo, senza consultare i partiti, tanto che si parlò di "governo amministrativo", come ricordato da Federico Orlando sul quotidiano Europa.
Il secondo Governo definito "tecnico" fu realizzato per iniziativa del Presidente Scalfaro che diede l'incarico a Lamberto Dini, Direttore Generale della Banca d’Italia; anche i ministri non erano parlamentari.
Quando nel 1994 Berlusconi e Previti sono scesi in campo, pochi nei “palazzi romani” conoscevano a fondo la coppia. Dopo il grande e inaspettato successo di Forza Italia, con il conseguente incarico a Silvio Berlusconi, si vociferava che Previti sarebbe diventato Ministro della Giustizia.
Ho inviato al Presidente della Repubblica quello che sapevo, per esperienza personale, su loro due. Ovviamente al Capo dello Stato non mancavano i mezzi per verificare quanto affermavo.
Da allora il Presidente Scalfaro non ha mai dissimulato il suo giudizio negativo su Berlusconi, la sua politica, il suo comportamento pubblico e privato e il suo entourage. Non c’è da stupirsi se il PdL non si è unito alle espressioni di cordoglio di tutte le forze politiche per la scomparsa del Presidente Emerito.
Quando Berlusconi propose il suo Avvocato come Ministro della Giustizia, Scalfaro rispose che non lo avrebbe accettato. Il Cavaliere allora lo candidò al Ministero dell’Interno ma il Presidente della Repubblica confermò la sua assoluta contrarietà. Tanto che la presentazione della lista dei Ministri al Quirinale fu ritardata di due ore.
Previti fu messo al Ministero della Difesa, al quale era invece destinato il liberale Alfredo Biondi.
Nel dicembre del 1994 si aprì una crisi di governo per il profondo dissidio fra Forza Italia e la Lega, che accusava Berlusconi di non aver tenuto fede alla promessa di realizzare il Federalismo. Nel gennaio del 1995 Scalfaro diede l’incarico di formare il Governo a Lamberto Dini.
Nel novembre 2011, a fronte della mancanza di credibilità del Governo in carica, aggravata dall’enorme debito pubblico e dal livello insostenibile cui era giunto lo Spread, Berlusconi fu convinto a dimettersi.
Nel frattempo il Presidente Giorgio Napolitano, aveva preparato l’avvicendamento di un Governo di emergenza nazionale, presieduto dal Professor Mario Monti, appena nominato Senatore a vita. Il nuovo Esecutivo è stato votato il 18 novembre alla Camera da tutti i partiti rappresentati in Parlamento, tranne che dai 59 Deputati della Lega Nord.
E' inevitabile pensare che fu un’iniziativa meditata e preparata, perlomeno su due fronti: l'accettazione di Monti da un lato, e le dimissioni del Premier dall'altro.
Difficile escludere il ruolo di Gianni Letta nel convincere Berlusconi.
Oggi il Cavaliere ha l’impudenza di sostenere che si è dimesso solo per senso dello Stato e amore per l’Italia, e sceglie di comunicarlo dalle colonne del Financial Times, l’autorevole quotidiano che ha sempre sostenuto la sua incapacità di governare l’Italia, come i fatti hanno dimostrato.
Bossi sostiene che il vero motivo del passo indietro è soltanto quello di salvare la sua “roba”. E commentando l’articolo del F.T. ai margini dei lavori del “Parlamento della Padania” dichiara: “se Berlusconi si ritira, il problema è risolto. Diventeremo il partito di maggioranza assoluta del Nord”.
Forse è un’illusione, dal momento che il Cavaliere non ha nessuna intenzione di ritirarsi a vita privata e ha confermato che si ricandiderà nel 2013.
Grazie al governo Monti la fiducia dei mercati sta ritornando e l’Italia non rappresenta più il primo problema per l’Unione. Si comincia invece a considerare la leadership di Monti positiva per collaborare a risolvere la crisi che concerne soprattutto l’Europa nel suo insieme.
In questo quadro non sottovalutiamo l’importanza dell’incontro con il Presidente Obama il 9 febbraio a Washington, al quale il Primo Ministro italiano si presenterà forte della nostra migliorata situazione.
I critici sempre più numerosi, del Senatore Monti non vogliono ricordare che, firmando i Trattati di Roma del 1957 e quelli di Maastricht del 1992, l’Italia ha consapevolmente rinunciato a una parte della sua sovranità per condividerla con i partner europei. E’ causa di profonda amarezza constatare quanti esponenti politici, anche di primo piano, non ne tengono conto, sebbene non penso che gli stessi avrebbero il coraggio di proporre l’uscita dell’Italia dall’eurozona.
Angela Merkel, per dimostrare che non intende autopromuoversi unica rappresentante dell’Unione Europea, deve mantenere fede a quanto dichiarato in Cina il 2 febbraio scorso: “L’eurozona si sta muovendo verso l’uscita dalla crisi dei debiti sovrani. Ogni membro dell’Unione deve poter contare sull’aiuto degli altri, perché dobbiamo fare sforzi comuni per difendere l’euro”.
Beatrice Rangoni Machiavelli
FV
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Carissimi
sottoscrivo in pieno: non ce ne accorgiamo ma l’Italia grazie a governo Monti ha recuperato una autorevolezza da tempo perduta, riappropriandosi del ruolo di paese cofondatore della Comunità Europea (lascito straordinario della politica degasperiana ed einaudiana). Per parte mia, e nonostante le legittime riserve e critiche (le prime, non a caso, per la più parte legate all’operato di singoli sottosegretari, ovvero dalle figure scelte con piena partecipazione dai partiti oggi in parlamento), sono convinto che non avremmo potuto avere di meglio se ci fossimo affidati alle risorse estraibili da questa classe politica (anche se il problema è ancor più ampio e riguarda la selezione dell’intera classe dirigente di questo paese).
Con stima ed amicizia, Andrea Bitetto
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Oscar,
Pella era stato eletto dal popolo.
Monti ha ricevuto senza necessitarne il titolo di senatore a vita (Che andrebbe abolito , con l'eccezione dei precedenti capi di stato ma senza diritto al voto)
Io non ho nulla personalmente contro Monti , che tra l'altro a fatto cose molto importanti e coraggiose (vedi Microsoft) e' solo una questione di principio .
Leonardo Zangani
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Caro Oscar,
è proprio vero, qui i benpensanti di destra sostengono che Scalfaro allora e Napolitano oggi hanno compiuto un ‘colpo di Stato’ mandando al Governo un primo ministro per chiamata diretta invece che eletto dal popolo, non capendo che, adesso come allora, si è trattato di Governi di emergenza, come giustamente ricordi tu; il tutto nel pieno rispetto del dettato costituzionale – cosa che, sia pure molto tardivamente – hanno riconosciuto a Scalfaro in questi giorni e, speriamo, riconosceranno un giorno anche a Napolitano.
Oltretutto non viene mai ricordato che, come Scalfaro dette l’incarico a Dini quando Berlusconi perse la maggioranza perché la Lega si era ritirata,
così dette l’incarico a D’Alema, quando Prodi perse la maggioranza perché Bertinotti si era ritirato: nel primo caso si parlò di ribaltone, nel secondo si gridò alla scandalo per il primo Governo comunista. La risposta vera era che finchè c’era un Parlamento in grado di esprimere una maggioranza, non c’era l’indicazione per andare a elezioni e per questo abbiamo avuto questi Governi d’emergenza su proposta del Presidente ma votati dal Parlamento – appunto.
Penso che la nostra Repubblica sia imperfetta e, non prevedendo certi poteri per il Capo dello Stato, fa sì che ogni volta che il Presidente si muove nell’ambito pur ristretto delle proprie prerogative si gridi subito al Governo del Presidente: che sia questa l’unica soluzione per il nostro popolo?
Aspetto le tue cronache per la visita di Monti ma già mi onora come cittadina sapere che il nostro Premier sia accolto degnamente alla Casa Bianca come statista e non come ‘good enterteiner’ quale si fregiava di essere il predecessore.
Un abbraccio dall’Italia,
Lucilla (Roma)
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Caro Leonardo Zangani,
prima di fare questioni di principio, cerchiamo di metterci d'accordo sui principi che sono applicabili. Per questo ricordo che c'e' in giro un libricino di una trentina di pagine con tutti gli articoli della Costituzione vigente in Italia. Il testo si trova anche in rete, in particolare nel sit della Presidenza della Repubblica (www.quirinale.it).
E' un testo bellissimo, ancora estremamente attuale e moderno, nei principi, nelle espressioni, nei dettami e nella visione del patto sociale che sottende la societa' moderna e democratica che l'Italia, uscita dal Fascismo, volle costruire.
Gli articoli dal 92 al 96 si riferiscono ai requisiti, ai compiti, ai poteri ed ai limiti imposti al consiglio dei Ministri.
Da nessuna parte sta scritto che il presidente del Consiglio deiMinistri e/o i Ministri debbano essere eletti dal popolo.
I Ministri devono essere "proposti" dal Presidente del Consiglio e tutti devono essere "nominati" dal Presidente della Repubblica.
Devono "prestare giuramento" ed "avere la fiducia delle due Camere".
Possono essere messi in stato di accusa.
E' tutto.
Anzi diro' che, a mio modesto parere, chiamare al Governo persone elette come Parlamentari, benche' non sia pribito dalla Costituzione, configura una classica situazione di conflitto di interessi.
Infatti il Parlamento trasforma in leggi la politica del Governo, concede al Governo la delega di legiferare su particolari argomenti, approva i decreti legge, ratifica i trattati internazionali ed approva i bilanci ed i consuntivi presentati dal Governo.
In una parola il Parlamento esercita azione di controllo sul Governo.
Quindi il fare parte delle due istituzioni porta alcune persone a votare come Parlamentare per approvare una proposta da lui fatta come Ministro.
Sono cose che in una democrazia matura e trasparente NON si fanno!
Ma sono cose che ci si possono attendere attendere da chi propone di mettere il suo avvocato come ministro della giustizia, "cosi' si sente piu' tranquillo".
Mi creda, sig. Leonardo, ci farebbe un bene incredibile trovare i pochi minuti che servono a rileggere la nostra Costituzione e magari qualche mezz'ora a rifletterci sopra almeno un poco.
Saluti carissimi a tutti ed un grazie particolare ad Oscar che ci permetti di rimanere intellettualmente piu' vivi scambiandoci le nostre riflessioni ed i pensieri.
Alessandro Argentini
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povera donna quella beatrice...
stefano.acquisti@alice.it
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