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E se per ogni giudice corrotto dicessimo che la Magistratura italiana e' corrotta?

Ancona. Il Gran Maestro replica al Procuratore Macrì: interpretazione sulla Massoneria ‘personale e gratuita’

Il Procuratore Generale di Ancona Vincenzo Macrì interviene ancora una volta sui giornali per attaccare la Massoneria. Alla sua prima uscita del 7 luglio – con un’intervista sul Resto del Carlino alla quale il Gran Maestro Stefano Bisi ha subito replicato – ne ha fatto seguito un’altra il 24 luglio sempre sul Carlino di Ancona. Il Procuratore Macrì ha infatti inviato una lettera che non solo commenta gli interventi del Gran Maestro sulla stampa ma esprime giudizi molto gravi sulla Massoneria.
Riportiamo il testo integrale della risposta del Gran Maestro.
Il Gran Maestro Bisi a Matera - Sassiland
Il Gran Maestro Stefano Bisi
Egregio Signor  Procuratore, al di là di ogni ragionevole dubbio, anch’io comincio ad avere più di una certezza a giudicare dalla sua solerte e, mi permetta, scontatissima risposta in merito a una mia precedente nota di replica alle sue generiche e comunque nette e insinuanti esternazioni dello scorso 7 luglio sul ruolo della Massoneria nelle Marche. La mia certezza è che lei non veda di buon’occhio la Massoneria e che la consideri non per quello che rappresenta e effettivamente fa nella vita reale della Società ma per quello che non è affatto.
Lei stavolta parte subito da un arbitrario assunto affermando sic e simpliciter che le mie dichiarazioni siano “automatiche” e avvengano, per usare una parola che conosce molto bene, d’ufficio, ovvero a scontata e doverosa difesa dell’Istituzione ogni qualvolta si parli di Massoneria associandola alla mafia o alla criminalità in genere.
Innanzitutto vedo che Lei, uomo di legge, di codici e procedura, quando si parla di Massoneria salta tutta la fase dibattimentale anticipando le conclusioni e arrivando al verdetto finale. Poi addirittura riesce ad entrare nella mente delle persone prevedendone le azioni come ha inteso fare giudicando il mio intervento. Io, invece, Signor Procuratore, ritengo che Lei si sbaglia nel giudicare a priori un comportamento e che la sua è un’interpretazione del tutto personale e gratuita.
Il Gran Maestro, parlo ovviamente quale rappresentante degli iscritti del Grande Oriente d’Italia, interviene quando ritiene che certe situazioni e certe affermazioni, specie se non supportate da fatti o atti giudiziari noti e comprovati, possano produrre effetti negativi o nocumento all’immagine e al prestigio della nostra Istituzione massonica.
In quel caso non facendo distinzioni di sorta e parlando genericamente di Massoneria è stata accomunata alla criminalità organizzata anche la nostra Comunione massonica che, non solo nelle Marche, lavora per il Bene dell’Umanità e non certamente per quello della criminalità. Da questo incontrovertibile dato di fatto e solo da questo è maturata la necessità di un intervento urgente e chiarificatore del ruolo legale e socialmente utile svolto dal Grande Oriente d’Italia in terra marchigiana.
Penso inoltre che, a parti invertite, anche Lei sarebbe intervenuto se, per esempio, si fosse parlato genericamente della Magistratura come accomunata a qualcosa di losco. E per me e i tutti i fratelli liberi muratori, che pratichiamo la bella virtù della Tolleranza, non si sarebbe trattato di un automatismo, ma della giusta difesa di una Istituzione per la quale anche noi liberi muratori abbiamo il massimo rispetto per l’alto ruolo che ha nel garantire l’Eguaglianza, l’imparzialità e la giustizia nei confronti di ogni cittadino di questa Repubblica.
La certezza che Lei non veda di buon occhio noi liberi muratori, deriva anche dal fatto che ad un certo punto dice apertamente che “è vero, però, che al di là di ogni ragionevole dubbio, i legami tra logge massoniche e mafia, abbiano avuto inizio nei primi anni ’70 del secolo scorso e da allora sono divenuti sempre più fitti”. Basta questo semplice passaggio per avvalorare sino ai giorni nostri il legame tra quelli che Lei chiama due organismi occulti e di conseguenza la vicinanza della Libera Muratoria alla mafia.
Certo, da un insigne magistrato ci si aspetterebbe il rispetto della verità processuale. Se così fosse avvenuto, si sarebbe ben guardato dall’affermare che, al di là di ogni ragionevole dubbio, sono accertati i legami fra massoneria e mafia, mentre avrebbe anche dovuto prendere atto che anche la cosiddetta “Inchiesta Cordova” è finita con l’archiviazione, dopo anni di accanite indagini.
A proposito del termine occulto voglio giuridicamente ricordarLe che la Massoneria non è né  occulta né segreta.
L’affermazione che la Massoneria  (senza distinzioni di sorta) sarebbe un’istituzione occulta è di conseguenza grave, poiché se lo fosse effettivamente sarebbe un’associazione illecita, mentre la liceità della Massoneria  non è messa in dubbio, almeno non nei regimi democratici, di cui fu storicamente la levatrice.
Cita poi quel presunto colloquio avvenuto in una riunione della giunta fra l’allora Gran Maestro Giuliano Di Bernardo e il Gran Maestro Aggiunto Ettore Loizzo, purtroppo scomparso, in merito al presunto controllo di 28 su 32 logge da parte della n’drangheta. Di quel colloquio c’è  traccia, a scoppio ritardato e senza alcuna possibilità di contraddittorio, solo nella mente di Di Bernardo.
Quanto alle indagini in corso a Reggio Calabria e Trapani, credo che sia più opportuno aspettare i fatti concreti prima di parlare del coinvolgimento della massoneria regolare. Solo l’accertamento dei fatti potrà e dovrà fare piena luce su queste vicende.
Noi massoni siamo uomini alla costante ricerca della Verità. Una verità che però non nasca da dogmi, da idee preconcette, da teoremi e neanche da inchieste fatte sui giornali o sentenze precostituite e anticipate. Perché quando si lanciano accuse, al di là di ogni ragionevole dubbio, spesso si trasformano uomini onesti in mostri e istituzioni come la Massoneria in congreghe che con mafia e occulto non hanno nulla da spartire.
Naturalmente di fronte a tanto accanimento ho dato mandato ai legali perché valutino ogni opportuna azione a tutela del buon nome del Grande Oriente d’Italia.
Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia-Palazzo Giustiniani

Michelle...grande.....

 

MIchelle addressed rising racial anxieties, speaking of “the story of this country, the story that has brought me to this stage tonight. The story of people who felt the last of bondage, the shame of servitude, the sting of segregation but who kept on striving and hoping and doing what needed to be done, so that today I wake up every morning in a house that was built by slaves.

Fine di una carriera prestigiosa per molestie sessuali

 

La Family Show Convention del partito repubblicano che si e' tenuta a Cleveland e' stata 'funestata" (si fa per dire) da due imprevisti che hanno tolto visibilita' al candidato imprenditore distogliendo l'attenzione del pubblico che guarda la TV e segue i giornali dalla  reiterata catena di contumelie riservate a Hillary Clinton e culminate nell'auspicio che possa essere aammazzata.

Il primo incidente e' stata la scoperta da parte dei media che Melania Trump, nel suo discorso ufficiale di sostegno al marito, ha letto un testo in cui molte frasi erano esattamente copiate da un intervento di Michelle Obama alla convenzione democratica del 2008.

Le truppe di Trump hanno innalzato barriere dicendo dapprima che non era vero, in secondo tempo che  si trattava solo di un sette per cento dell'intero discorso. Alla fine e' stata scoperta l'autrice di questa truffa: Meredith McIver, amica di famiglia di Trump e stipendiata dalla sua azienda, che ha offerto le sue dimissioni. Rifiutate generosamente dal magnate newyorkese.

"Che vuoi che sia?" ci hanno scritto alcuni dei nostri Lettori confermando che in Italia il plagio e' considerato un peccato veniale, mentre negli Stati Uniti e' una azione immorale e come tale deve essere perseguita.

La seconda tranvata al Family Show e' arrivata inaspettatamente con la notizia che il grande capo di Fox News, la televisione iper repubblicana posseduta dal magnate australiano Rupert Murdoch, stava per dimettersi a seguito di una denuncia per molestie sessuali di una conduttrice molto nota dei suoi programmi.

Roger Ailes per venti anni e' stato colui che ha reso questo canale il piu' seguito in America, assicurando alla proprieta' della testata ingenti guadagni.

Da tempo correvano voci di una atmosfera non proprio limpida nella quale dovevano vivere duemila dipendenti della azienda per colpa del comportamento dei dirigenti. A cominciare dalle avvenenti giornaliste che conducono i programmi. Ma sino ad ora tutto era stato risolto tra le quattro mura con liquidazioni generose alle denuncianti che tuttavia perdevano il posto di lavoro.

La bomba mediatica e' scoppiata con la denuncia di Gretchen Carson, un volto molto noto, che ha deciso di andare avanti ad ogni costo.

Non e' chiaro quale fosse il livello del 'sexual harassment' di Roger Ailes che e' stato costretto dalla proprieta' a dare le dimissioni.

Ma, stando alle dichiarazioni anche delle altre donne, le molestie andavano da apprezzamenti sui loro vestiti e sulle pettinature, a bacetti sulle guance al termine di un meeting di lavoro, a toccatine audaci.

Decenni di femminismo  hanno consentito alla donna americana di rivendicare una assoluta autonomia sul luogo di lavoro, senza dover subire ricatti sessuali per aspirare a fare carriera.

Tra il dire e il fare, si potra' dire. Ma esiste da tempo la possibilita' di far valere le proprie ragioni e diritti, anche se poi alla fine chi denuncia deve mettere in conto spesso la perdita del posto di lavoro.

Un clima, quello americano, che confligge con la cultura italiana secondo cui un maschio puo' permettersi di 'fraternizzare' con le colleghe di lavoro anche in maniera pesante perche' il tutto viene ricondotto nel circolo vizioso di un corteggiamento simpatico del quale spesso sono responsabili le stesse vittime femminili.

La figlia di un nostro amico, chiamiamola Maria, emigrata negli USA da adolescente si e' laureata con il massimo dei voti ed ha preso anche un master in economia. Ma il suo desiderio, manifestato in ogni occasione sociale, era quello di tornare in Italia, perche' quelle erano le sue radici. Trovare un lavoro e anche se la retribuzione sarebbe stata inferiore a quella percepita in America, almeno avrebbe potuto respirare l'aria di casa.

Cosi' si trasferi' a Milano in una grande azienda finanziaria internazionale. Il compito al quale era stata assegnata era quello soprattutto di fare fotocopie dei fascicoli.

Dopo qualche mese scrisse ai genitori che sarebbe ritornata nella sua Virginia. I motivi della decisione non erano chiari. Poi alla fine sono venuti a galla:  "Sono stanca, sbotto', di farmi toccare il culo e di ricevere ogni giorno proposte oscene."

Questo per quanto riguarda il versante italiano.

Ma tutto questo parlare di 'sexual harassment" mi ha riportato alla memoria un episodio che ho vissuto direttamente appena arrivato a Washington a dirigere IRI USA.

Una mattina si presenta la responsabile della mia segreteria e mi dice:
"Dottore, ci sono dei poliziotti che vorrebero parlarle.."
"Ma che e' successo?, chiedo allarmato.

E mi racconta: una nostra funzionaria di gran bell'aspetto, quella mattina si trovava insieme a venti altre persone in un ascensore  diretta al sesto piano del nostro palazzo.

Negli Stati Uniti quando si entra in un ascensore pubblico ci si mette con la faccia rivolta verso la porta per evitare di avere "eye contac" con gli altri. In Italia invece tutti si mettono con le spalle al muro. Ed anche questo avra' un significato.

Sembra invece che un tale che lavorava in una societa' al piano superiore non riuscisse a staccarle gli occhi da dosso.

La mia dipendente, appena arrivata in ufficio ha chiamato la polizia ed il tale identificato e' stato condotto via ammanettato.

Eccessivo, direte. D'accordo. Ma anche questo e' un modo per le donne americane per rivendicare la propria dignita' e difendersi. La conclusione, forse un po' affrettata, e' che la donna fa paura nei luoghi di lavoro ed anche nei colleges.

Al punto che in alcuni atenei i maschi che hanno un appuntamento fanno firmare alla ragazza una liberatoria nella quale devono essere spuntati i livelli di effusioni amorose consentiti dalla ragazza.





Musica Italiana alla Casa Italiana di Washington


Donald Trump is a unique threat to American democracy

DONALD J. TRUMP, until now a Republican problem, this week became a challenge the nation must confront and overcome. The real estate tycoon is uniquely unqualified to serve as president, in experience and temperament. He is mounting a campaign of snarl and sneer, not substance. To the extent he has views, they are wrong in their diagnosis of America’s problems and dangerous in their proposed solutions. Mr. Trump’s politics of denigration and division could strain the bonds that have held a diverse nation together. His contempt for constitutional norms might reveal the nation’s two-century-old experiment in checks and balances to be more fragile than we knew.
Any one of these characteristics would be disqualifying; together, they make Mr. Trump a peril. We recognize that this is not the usual moment to make such a statement. In an ordinary election year, we would acknowledge the Republican nominee, move on to the Democratic convention and spend the following months, like other voters, evaluating the candidates’ performance in debates, on the stump and in position papers. This year we will follow the campaign as always, offering honest views on all the candidates. But we cannot salute the Republican nominee or pretend that we might endorse him this fall. A Trump presidency would be dangerous for the nation and the world.
Why are we so sure? Start with experience. It has been 64 years since a major party nominated anyone for president who did not have electoral experience. That experiment turned out pretty well — but Mr. Trump, to put it mildly, is no Dwight David Eisenhower. Leading the Allied campaign to liberate Europe from the Nazis required strategic and political skills of the first order, and Eisenhower — though he liked to emphasize his common touch as he faced the intellectual Democrat Adlai Stevenson — was shrewd, diligent, humble and thoughtful. Fact-checking Donald Trump's acceptance speech. Donald Trump painted a dark picture of America during his acceptance speech at the Republican National Convention, but some of his doomsday stats are rather dubious. The Post's Fact Checker examined 25 of his key claims. 
In contrast, there is nothing on Mr. Trump’s résumé to suggest he could function successfully in Washington. He was staked in the family business by a well-to-do father and has pursued a career marked by some real estate successes, some failures and repeated episodes of saving his own hide while harming people who trusted him. Given his continuing refusal to release his tax returns, breaking with a long bipartisan tradition, it is only reasonable to assume there are aspects of his record even more discreditable than what we know.
The lack of experience might be overcome if Mr. Trump saw it as a handicap worth overcoming. But he displays no curiosity, reads no books and appears to believe he needs no advice. In fact, what makes Mr. Trump so unusual is his combination of extreme neediness and unbridled arrogance. He is desperate for affirmation but contemptuous of other views. He also is contemptuous of fact. Throughout the campaign, he has unspooled one lie after another — that Muslims in New Jersey celebrated after 9/11, that his tax-cut plan would not worsen the deficit, that he opposed the Iraq War before it started — and when confronted with contrary evidence, he simply repeats the lie. It is impossible to know whether he convinces himself of his own untruths or knows that he is wrong and does not care. It is also difficult to know which trait would be more frightening in a commander in chief.
Given his ignorance, it is perhaps not surprising that Mr. Trump offers no coherence when it comes to policy. In years past, he supported immigration reform, gun control and legal abortion; as candidate, he became a hard-line opponent of all three. Even in the course of the campaign, he has flip-flopped on issues such as whether Muslims should be banned from entering the United States and whether women who have abortions should be punished . Worse than the flip-flops is the absence of any substance in his agenda. Existing trade deals are “stupid,” but Mr. Trump does not say how they could be improved. The Islamic State must be destroyed, but the candidate offers no strategy for doing so. Eleven million undocumented immigrants must be deported, but Mr. Trump does not tell us how he would accomplish this legally or practically.
What the candidate does offer is a series of prejudices and gut feelings, most of them erroneous. Allies are taking advantage of the United States. Immigrants are committing crimes and stealing jobs. Muslims hate America. In fact, Japan and South Korea are major contributors to an alliance that has preserved a peace of enormous benefit to Americans. Immigrants commit fewer crimes than native-born Americans and take jobs that no one else will. Muslims are the primary victims of Islamist terrorism, and Muslim Americans, including thousands who have served in the military, are as patriotic as anyone else.
The Trump litany of victimization has resonated with many Americans whose economic prospects have stagnated. They deserve a serious champion, and the challenges of inequality and slow wage growth deserve a serious response. But Mr. Trump has nothing positive to offer, only scapegoats and dark conspiracy theories. He launched his campaign by accusing Mexico of sending rapists across the border, and similar hatefulness has surfaced numerous times in the year since.
In a dangerous world, Mr. Trump speaks blithely of abandoning NATO, encouraging more nations to obtain nuclear weapons and cozying up to dictators who in fact wish the United States nothing but harm. For eight years, Republicans have criticized President Obama for “apologizing” for America and for weakening alliances. Now they put forward a candidate who mimics the vilest propaganda of authoritarian adversaries about how terrible the United States is and how unfit it is to lecture others. He has made clear that he would drop allies without a second thought. The consequences to global security could be disastrous.
Worse, he doesn’t seem to care about its limitations on executive power. He has threatened that those who criticize him will suffer when he is president. He has vowed to torture suspected terrorists and bomb their innocent relatives, no matter the illegality of either act. He has vowed to constrict the independent press. He went after a judge whose rulings angered him, exacerbating his contempt for the independence of the judiciary by insisting that the judge should be disqualified because of his Mexican heritage. Mr. Trump has encouraged and celebrated violence at his rallies. The U.S. democratic system is strong and has proved resilient when it has been tested before. We have faith in it. But to elect Mr. Trump would be to knowingly subject it to threat.
Mr. Trump campaigns by insult and denigration, insinuation and wild accusation: Ted Cruz’s father was involved in the assassination of President John F. Kennedy; Hillary Clinton may be guilty of murder; Mr. Obama is a traitor who wants Muslims to attack. The Republican Party has moved the lunatic fringe onto center stage, with discourse that renders impossible the kind of substantive debate upon which any civil democracy depends.
Most responsible Republican leaders know all this to be true; that is why Mr. Trump had to rely so heavily on testimonials by relatives and employees during this week’s Republican convention. With one exception (Bob Dole), the living Republican presidents and presidential nominees of the past three decades all stayed away. But most current officeholders, even those who declared Mr. Trump to be an unthinkable choice only months ago, have lost the courage to speak out.
The party’s failure of judgment leaves the nation’s future where it belongs, in the hands of voters. Many Americans do not like either candidate this year . We have criticized the presumptive Democratic nominee, Hillary Clinton, in the past and will do so again when warranted. But we do not believe that she (or the Libertarian and Green party candidates, for that matter) represents a threat to the Constitution. Mr. Trump is a unique and present danger.

Unire la Cedevolezza (Ju) e la Via (Do) con la Grazia e la Bellezza della Danza.


(Gentile Lettore: il dottor Ivano Carlesi e' il cofondatore (insieme al sottoscritto) del Judo Club di Fornaci di Barga (Lucca). Se la palestra e' oggi una realta' molto interessante nel panorama sportivo italiano si deve solo a lui, inesauribile motore di attivita' e iniziative. Lo spettacolo che ha creato si propone come un qualcosa di unico che, ne siamo sicuri, potra' essere considerato come il capostipite di una disciplina artistico-sportiva. Il CONI ci legge?).

Caro Oscar

erano anni che volevo unire la Cedevolezza (Ju) e la Via (Do) con la Grazia e la Bellezza della Danza.

Ebbene in occasione del Saggio finale di giugno dedlla palestra svolto presso il Teatro Alfieri di Castelnuovo Garfagnana alla presenza di oltre 550 persone abbiamo debuttato con questo grande spettacolo, unico forse al mondo, dove il pensiero e la volontà di anni sono riuscito a meterializzarli.

Un successo.

Non lo dico per spocchia, ma inaspettatamente la gente presente si è alzata tutta in piedi e per 5 minuti ci sono stati applausi.

La grande copertura dei media di questa esibizione, ha fatto si' che, siamo stati chiamati dal Teatro della Versiliana e giovedì 28 luglio con un cuoricino piccolo così, saremo su uno dei palcoscenici più importanti d'Italia. 

Non so cosa succederà, ma il fatto di poter presentare un qualche cosa frutto del nostro lavoro, mio, degli Insegnanti Tecnici e degli atleti tutti del Judo Club Fornaci, è veramente il meritato premio di tanto impegno.

Impegno che ci ha visti per tutto il 2015 e parte del 2016 alla ricerca della perfezione sia nei movimenti che anche nei piccoli particolari.

Nulla è stato lasciato al caso.
DA TUTTO CIO' E' NATO QUESTO SPETTACOLO CHE CREDIAMO UNICO AL MONDO.
Molti cordiali saluti
Dr. Ivano Carlesi