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La mia Luna...50 anni fa



Tutti a ricordare quella notte di 50 anni fa tra il 20 e il 21 luglio del 1969.
Ma quelli che ricordano e scrivono dichiarano onestamente che erano ragazzini, nel migliore dei casi una decina di anni ed allora è tutto un aggrapparsi alle immagini di archivio di quella incredibile vicenda astronautica.
Il vostro redattore non si fa certo titolo di merito nel dire che quella notte lui era un adulto accoccolato nel letto sul quale aveva deposto un piccolo televisore, regalo di matrimonio.
In collegamento telefonico con la moglie che stava a Grado in attesa della nascita del primo figlio e con la assistenza della madre visto che il marito era continuamente in viaggio e avrebbe dovuto recarsi in Unione Sovietica.
Perché lo sai come vanno queste cose: "Allora lei Bartoli deve andare a Mosca per seguire l'allestimento del padiglione della nostra società e poi prendere i contatti con il ministero della metallurgia sovietica…"
E lui aveva cercato timidamente alla Fantozzi di far presente che era in attesa della nascita del primo figlio.
Al che la risposta dell'amministratore delegato (uno con i contro zibidei, ma fondamentalmente buono): "Tutti abbiamo dei figli, ma il lavoro viene prima di tutto…"
Quindi oltre ad essere psicologicamente avviluppato dall'evento che si stava per celebrare a 385mila km di distanza dalla Terra, mi frullavano in testa quella notte anche fondamentali pensieri di un quasi neo genitore.
Poi mi sono fatto catturare dalla telecronaca dell'ottimo Tito Stagno, talmente preso dalla responsabilità di raccontare a milioni di italiani quello che magari non capiva perfettamente perché la redazione di New York non è che gli fosse di grande aiuto.Questo giornalista era talmente incatenato dalla vicenda che stava raccontando da non rendersi conto che dal naso gli stava scendendo un moccolo impietosamente messo in evidenza dalla televisione in bianconero.

E non se ne accorgeva, tanto meno quelli che gli stavano intorno assatanati loro come noi spettatori dal mistero improbabile che stava delineando una pagina fondamentale della storia dell'umanità.
Quelle immagini, quelle sensazioni traslate attraverso il piccolo ammennicolo televisivo, le abbiamo poi confermate visitando più volte qui a Washington lo Air Space Museum dove la sezione dello sbarco sulla Luna è quella che raccoglie il maggior numero di visitatori ogni giorno.
Soffermarsi a guardare quelle uniformi degli astronauti, dotate di ricettacoli per raccogliere urina e defecazione, l'andamento annuale della competizione grafica tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica, gli enormi ugelli del razzo ed infine il modulo lunare con i monitor che ripetono all'infinito la frase di Neil Armstrong "That's one small step for a man, one giant leap for mankind." (che gli era venuta in mente scendendo la scaletta).



Tutto questo ogni volta visitando con ospiti stranieri il museo non fa che riconfermare lontane sensazioni vissute solo in teledipendenza, mentre lì nel museo le puoi toccare davvero anche se si tratta di copie dell'originale.
Ma poi ci sono gli sguardi dei ragazzini delle scolaresche che arrivano chissà da dove in gita premio nella capitale.
I giovani americani non fanno casino come i nostri quando visitano i musei facendoci appiccicare addosso, ad esempio in Francia,  il solito: "Oh, mon Dieu, Les Italiens!"
Qui in America il comportamento quando si visita un museo fa parte delle cose che ti insegnano in quella materia fondamentale che è l'educazione civica, ignorata ormai nel Bel Paese perché ritenuta a torto un residuo dell'istruzione fascista.
E sono proprio gli sguardi e le espressioni di questi bambini e ragazzi di fronte alle meraviglie della realtà astronautica americana che ti fanno capire perché questo grande paese, nonostante i suoi contorcimenti di politica viscerale, riesce ad essere ancora il paese guida a livello planetario.
Per quanto ancora?
Oscar
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Caro Oscar,


BRAVO PER LA  'CRONACA' DEL TUO "ALLUNAGGIO" DI CINQUANTA ANNI FA. Il 'gradimento' delle Tue sensazioni è , come di consueto , di immediato apprezzamento e vivace, ma soprattutto, appunto quello dell' "adulto" che Tu ed io eravamo ALLORA, cioè tutti presi Tu dalla nascita del primo figlio, ed io che già le avevo (due bambine) attorno, dai loro piccoli - o meno piccoli - problemucci , un poco sminuendo l'evento che ci giungeva a mezzo TV da Tito Stagno (magari 'moccoloso', come non ricordavo)..
Arrivederci  (speriamo, stante la mias vetustà) a Rimini.
Un abbraccio Tuo Renzo Brunetti Buraggi
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I REMEBER THAT DAY!!!
I was stunt and happy! it was a beautiful news, that let me dream further 
Thank you Oscar , you made this important article of the humanity tangible and mixed with  the other  dimension of every day life
Erminia
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La notte credo fosse tra il 19 ed il 20 luglio, perché io, che avevo 8 anni, strappai a mia mamma la promessa che sì, sarei andato a letto, ma lei sarebbe venuta a svegliarmi come desiderato dal "birthday boy". Eravamo in una pensioncina in Toscana, in vacanza. E così vidi  l'allunaggio nella sala TV con tutti gli ospiti vacanzieri...
Clark