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"Ci vediamo a DC il 6 gennaio" tweet di Trump a 75 milioni di americani



Sembrava che fosse un fuoco di paglia a detta di numerosi politici, commentatori, docenti di diritto costituzionale, giornalisti.

Sembrava che uno sconosciuto (fino a ieri) senatore del Missouri, di appena 41 anni, altro non fosse se non un caratterista di terzo livello sul palcoscenico della avant spettacolo politico dominato dal capocomico Donald Trump.

La proposta di Josh Hawley di mettere in discussione i risultati del Collegio Elettorale che aveva all'unanimità confermato la vittoria del presidente eletto Joe Biden era giudicata come un tipico esempio di disperata ricerca per far parlare i media per qualche giorno e accrescere la propria immagine.

Ma purtroppo per Joe Biden e Kamala Harris, purtroppo per i democratici al giovane senatore Josh Hawley si sono accodati altri 12 colleghi del Senato guidati da quel Ted Cruz, oggetto di pesanti contumelie e accuse familiari da parte di Donald Trump durante le primarie del 2016, poi folgorato sulla via di Damasco certamente dalla voglia di coprire a partire dal 2021 un ruolo di primo piano nella gestione dell'asfittico partito repubblicano.

A questi senatori si aggiungono 140 deputati repubblicani anch'essi pronti a contestare il risultato delle elezioni del 3 novembre sulla base di affermate frodi che non sono mai state sostenute da prove effettive nonostante le decine di contestazioni promosse dal team legale del presidente in carica.

Si sapeva e si diceva che sicuramente prima dell'inaugurazione Donald Trump avrebbe congegnato una deflagrazione a largo spettro per impedire la transizione della nuova amministrazione di Joe Biden.

Appena i media hanno cominciato a trasmettere informazioni su questa crescente insubordinazione di senatori e deputati repubblicani del Congresso Donald Trump ha diffuso un brevissimo Twitter che suona: "Ci vediamo a Dc il 6 gennaio".

Ed è un messaggio rivolto alla platea di quei 75 milioni di votanti perché affollino la capitale federale in una dimostrazione di massa che intimorisca gli avversari, la gente comune già vessata dai problemi innescati dalla pandemia, i voltagabbana pronti a schizzare sul carro del mancato violento vincitore all'insegna del "Nun se po' sape'... Tante le volte che…"

Un tragico momento per questa grande nazione che sembra avere perduto ogni capacità di controllo democratico del funzionamento delle proprie istituzioni di base.

Chiudersi in casa il 6 gennaio per gli abitanti di Washington DC che non vogliono e non cercano rogne non sarà un grande sacrificio considerato che viviamo in un autocoprifuoco determinato dall'aumento esponenziale dei contagi e delle morti.

Ma da tempo (e lo abbiamo scritto più volte su questo blog) radio, tv, social media di destra e di estrema destra stanno rullando su i tamburi per garantire una presenza massiccia, al momento valutata in non meno di 100.000 individui da ogni angolo degli Stati Uniti, con lo scopo evidente di terrorizzare il resto dell'America e porre le condizioni per una drammatica frattura in una società nella quale le ferite della guerra civile non si sono mai rimarginate.

Oscar

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