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Mossadeq, un libro per capire la Persia-Iran

Italiani e persiani stanno bene insieme. Ci troviamo a nostro agio gli uni con gli altri, come se ci conoscessimo da sempre. Abbiamo le stesse facce, siamo portatori di millenni di raffinata cultura,ridiamo delle stesse barzellette. I nostri comici con i loro film sono stati doppiati in pharsi con esiti esilaranti.
Eppure l'Iran che vediamo sui nostri teleschermi e' angosciante. Le espressioni di Ahmadinejad, dei Guardiani del popolo, degli ayatollah e padri della Rivoluzione sono differenti. E la politica condotta dalla gerarchia del clero islamico rappresenta un pericolo costante a livello internazionale. Gli scontri nelle piazze, i giovani uccisi perche' reclamano diritti e liberta', una nazione di 70 milioni di persone soffocata dalla violenza di una dittatura religiosa, sono l'immagine costante di una grande nazione alla ricerca di una sua identita' che ha smarrito da quando nel 652 DC gli arabi hanno conquistato questa terra, hanno imposto l'Islam, cercando di cancellare una cultura raffinata.
Ma e' stata soprattutto la rivoluzione del 1979 che ha creato un fossato intorno a questa nazione isolandola dal contesto internazionale, imbarbarendola, gettando nello sconforto una popolazione che solo nelle nuove generazioni puo' sperare di recuperare l'energia suicida per ritrovare una propria strada e dimensione.
Questi sentimenti ci venivano alla mente leggendo il libro di Stefano Beltrame dal titolo: "Mossadeq" (Editore Rubbettino).
Si tratta di un'opera che consigliamo a chi voglia rendersi conto del travaglio attraverso il quale l'Iran-Persia `e' passato e continua a vivere in questi tempi agitati. Dice Beltrame: " Con la contestazione dei risultati elettorali del 2009 (quelli che hanno dato un nuovo mandato a Ahmadinejad, ndr)la vicenda storica di Mossadeq torna ad assumere un carattere di straordinaria attualita'. Capire Mossadeq costituisce una premessa essenziale per comprendere le dinamiche interne alla Rivoluzione Islamica del 1979 ma nel ripercorrere i controversi passaggi elettorali di quegli anni, in particolare il blocco dello scrutinio del 1952, il pensiero corre subito al presente."
Come il Lettore ricordera', Mossadeq e' stato il primo ministro in Iran dal 1951 al 1953 quando venne rimosso da una congiura sostenuta dalla CIA (quanti errori ha compiuto la miopia diplomatica americana motivata dal business!) per conto degli inglesi che ce l'avevano a morte con l'aristocratico esponente politico persiano autore della nazionalizzazione delle imprese petrolifere. Tanto per cambiare anche quella volta c'era di mezzo il petrolio e gli interessi di chi vuole avere la mano sul rubinetto.
Nel libro di Stefano Beltrame trovate tutto questo, descritto con grande dignita' professionale e senza indulgere al sensazionalismo.
Stefano Beltrame e' il responsabile dell'Ufficio Economico e Scientifico dell'Ambasciata italiana a Washington. Dopo esperienze in grandi corporations private e' entrato in diplomazia ed ha ricoperto incarichi importanti in Kuwait, Germania, Iran. Ha scritto nel 1999 "Gli Arabi,il Petrolio, l'Occidente" (CEDAM) e nel 2003 una ricostruzione diplomatico-militare della guerra di liberazione del Kuwait del 1990-91 dal titolo: "La prima guerra del Golfo- Perche' non fu presa Baghdad".
E' giovane, preparato e concreto con i piedi per terra. A differenza di tanti suoi colleghi che non sono uomini di questo mondo, ma levitano in una atmosfera costantemente rarefatta.