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"una mossa del perfido Renzi"

(Dal blog di Matteo Renzi)

Da qualche ora le redazioni dei giornali sono invase da agenzie di stampa di parlamentari del PDL e di qualche statista del PD che continuano a spiegare come la mozione di sfiducia contro Angelino Alfano, presentata da CinqueStelle e Sel in Senato sia una mossa del perfido Renzi per "pugnalare il Governo Letta", secondo la linea autorevolmente indicata stamattina dal quotidiano Il Giornale.
Sono dichiarazioni fotocopia che potrebbero far ridere se non fossero legate a una vicenda triste.

I fatti sono questi:
la Repubblica italiana ha consentito che la moglie di un dissidente del Kazakistan, insieme alla figlioletta di sei anni, fosse rimpatriata con un blitz compiuto da forze speciali nella massima segretezza.
La Repubblica italiana ha riconosciuto soltanto dopo qualche settimana di aver compiuto un clamoroso errore, tanto da rimangiarsi l'ordine di espulsione.
Se non ci fossero state indagini giornalistiche questa vicenda sarebbe finita nel dimenticatoio mentre è diritto di tutti i cittadini e dovere delle istituzioni sapere come sono andate le cose, chi è responsabile, chi deve pagare.

In Aula è andato il Ministro dell'Interno e ci andrà il Presidente del Consiglio. A loro spetta la responsabilità di illustrare i fatti. Già qualche settimana fa Letta ha chiesto a un ministro di farsi da parte. Sarà lui, che è il primo ministro, a decidere cosa sia più opportuno fare e se le spiegazioni offerte siano convincenti. Su questa partita aspettiamo di cosa dirà Enrico Letta nella sede suprema, che è quella del Parlamento. Personalmente penso che in questi casi dire la verità sia l'arma più potente per un politico. Raccontare come sono andate le cose, assumersi le responsabilità, parlare con il linguaggio della chiarezza è un investimento di credibilità per l'oggi e per il domani. Sono certo che il nostro Presidente del Consiglio non mancherà di parlare chiaramente, qualunque strada decida di percorrere.

Posso solo sperare che alla fine di questa vicenda non paghino solo le forze dell'ordine. Le forze dell'ordine in questo Paese sono composte da persone perbene. Eppure quando ci sono queste vicende pagano spesso solo i pesci piccoli. Spero che non accada stavolta ciò che è accaduto a Genova, al G8. Guidavo il giornale scout "Camminiamo Insieme" e ricordo le testimonianze allucinanti di ciò che accadde in quelle ore. A distanza di anni devo prendere atto che funzionari che semplicemente firmarono verbali sono stati condannati alla interdizione dai pubblici uffici e si sono dovuto trovare altri lavori, mentre i loro capi no. I ministri e i parlamentari che impartivano disposizioni dalle caserme invece hanno continuato a far politica e per anni ci hanno spiegato in tv come andava il mondo. Io sto con le forze dell'ordine. Perché scaricare su servitori dello stato tutte le responsabilità senza che venga mai fuori un responsabile politico è indegno per la politica. E per l'Italia.

Aggiungo che penso a quella bambina e mi vengono i brividi. Ho una ipersensibilità sulla vicenda dei dissidenti. Nella mia città abbiamo preso una vecchia prigione, le Murate, e ne abbiamo fatto una casa in cui vivono per alcuni mesi blogger e attivisti che vengono espulsi o controllati nei rispettivi Paesi, grazie alla collaborazione con la Robert Kennedy Foundation. è un progetto unico in Italia, di cui sono orgoglioso come sindaco e come cittadino. Mi perdonerete, dunque, se su questi temi sono particolarmente suscettibile. Il diritto alla libertà è il presupposto di ogni battaglia politica. Non c'è destra, non c'è sinistra: c'è la libertà. Che è il valore più grande. Quando questo diritto viene messo in discussione in un Paese civile io avverto il bisogno etico di farmi qualche domanda e di darmi qualche risposta. E invece assisto a una indecorosa strumentalizzazione, anche contro di me.

Da cittadino sono umiliato rispetto all'atteggiamento che larga parte della classe dirigente del PDL e del PD ha avuto, cercando di usare questa vicenda per attaccare me. Dicono che tutta questa vicenda nasca dalla mia ansia di far cadere il Governo. Ma la realtà dei fatti è che io non ho alcun interesse a far saltare il Governo Letta. E il bello è che lo sanno tutti! C'è una ragione ideale, per me: faccio il tifo per il mio Paese, non spero nel disastro. Sempre. Ma se non credete agli ideali, credete alla convenienza, perché c'è una ragione persino utilitaristica, per cui non ho alcun interesse a far cadere il Governo, specie adesso. Lasciate stare quello che vi dicono nell'ipocrisia dei comunicati stampa: nei palazzi romani non c'è proprio nessuno che voglia tornare alle elezioni, nemmeno tra i parlamentari delle minoranze. Insomma se cade Letta, non si vota. E se anche si formasse un nuovo Governo non sarei io candidabile avendo più volte detto che se andrò a Palazzo Chigi un giorno, ci andrò forte del consenso popolare non di manovre di Palazzo. Dunque, di che cosa stiamo parlando?

Nulla. Devono continuare a giocare sulle armi di distrazione di massa. Anziché entrare nel merito della questione, tutta la partita è incentrata sul complottismo: è colpa di Renzi! Neanche fossi il maggiordomo di un romanzo giallo. Lo dicono tutti, ma perché?

Lo dicono quelli del PDL, perché sanno che in caso di elezioni, una candidatura forte li manderebbe a casa, per cinque anni. E loro - miracolati dal capolavoro di Pierluigi Bersani - preferiscono stare al Governo delle larghe intese anziché all'opposizione. Diciamo la verità, quelli del PDL fanno il loro gioco. Nessuno può dire niente. Poi, certo, stupisce vedere Giovanardi che mi insulta con le stesse parole di alcuni miei compagni di partito. Ma è un problema loro, non mio.

Lo dicono alcuni dirigenti del PD, il cui obiettivo è giocare la sfida congressuale. E questo è un po' meno serio. Se molti dirigenti del PD non vogliono che mi candidi, va bene. Se vogliono tenersi il partito, va bene. Se preferiscono perdere le elezioni pur di mantenere una poltrona, va bene. Ma ci facciano la cortesia di non strumentalizzare una vicenda di cui come italiano mi vergogno. Una bambina di sei anni è stata prelevata da quaranta agenti, messa su un aereo e adesso vive con la mamma agli arresti domiciliari in un Paese non libero: questa non è l'Italia che vogliamo costruire.
Se scelgono questa vicenda per regolare i conti tra le correnti del PD, mi vergogno per il PD.

La mia ambizione non è cambiare la maggioranza, ma cambiare il Paese. Se Letta lo fa, bene. Se non riesce a farlo, mi dispiace, per lui, per me, per l'Italia. Ma non si cerchino alibi. L'Italia cambierà quando finalmente abitueremo le nuove generazioni ad assumersi le proprie responsabilità.

Ho scritto fin troppo, tanto per cambiare. Eppure mi piacerebbe discutere con voi di tante cose. Dall'emozione di sentire la piccola Malala parlare all'Assemblea delle Nazioni Unite fino alla rabbia per la sentenza Zimmerman in Florida. Per non arrivare alle vergognose parole razziste di Roberto Calderoli. Ma ci aggiorniamo a martedì prossimo.
Lasciatemi chiudere, però, con una notizia fiorentina. Al Franchi di Firenze erano quasi trentamila i tifosi viola che hanno accolto un grande campione, quale Mario Gomez, che vestirà la maglia della Fiorentina la prossima stagione. Sono felice dell'entusiasmo di questa città. Sono felice che il progetto della famiglia Della Valle funzioni e sono molto intrigato dal tipo di gioco che mister Montella riuscirà a mettere in campo anche quest'anno. Tutto sembra andare verso la logica di una squadra che faccia divertire. Ma da Sindaco sono felice anche perché Gomez ha scelto la Fiorentina anche per Firenze. Questa è una città che può sognare in grande. E che deve farlo. Non solo nel calcio.

Un sorriso,
Matteo

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Bravo Oscar. Hai fatto molto bene a pubblicare dal "blog" di Matteo Renzi. A me piace e lo voterei volentieri. Un saluto cordiale. Maurizio (Torino)
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Caro Maurizio (Torino, Italy),
concordo, Oscar ha fatto bene a pescare nel blog di Matteo Renzi; tu lo voteresti il sindaco fiorentino ex rottamatore, e pure tanti altri; ed è proprio per questo motivo che il governicchio di Letta (con i cani e i gatti contrapposti per sostenerlo in Parlamento, sull'asse dell'equilibrio come i clown al circo) camperà a lungo e le elezioni non ce le faranno fare ! Intanto il Bel Paese va regolarmente "a ramengo", come si dice in gergo piemontese. Questa espressione equivale ad andare in rovina, in bancarotta. Nel Ducato di Casa Savoia, i condannati per reati relativi al patrimonio – e soprattutto gli autori di fallimenti – venivano confinati nel villaggio più periferico del ducato (Aramengo d'Asti) che oggi per contenere tutti i mestatori, politici e non, dovrebbe ingrandirsi come una metropoli !
Salutoni,
Dario (Torino, Italy)

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Caro Oscar, bello il discorso di Renzi. In parte ha ragione, ma purtroppo ho l’impressione che stia perdendo la calma mentale. Di certo ha perso l’iniziale freschezza ed  è un po’ che si sta muovendo scompostamente. A questo punto mi piace molto di meno  di quando era in corsa per le primarie. Forse gli converrebbe farsi un suo partito per evitare di essere stritolato dai vecchi e per evitare – forza di cercare di scavalcarli – di finire a dire sciocchezze. Speriamo che ci pensi bene! Per quanto riguarda la storia dei kazaki io mi  domando:  si fa giustamente chiasso per l’espulsione, ma chi glielo aveva dato il permesso di stare in Italia? Chi pagava? E perché il grande pubblico non è stato informato a suo tempo dell’accoglienza? Possibile che l’Italia debba sempre raccattare tutti? Ma tanto so già che non avrò risposta.  Il solito salutone. Kathia
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Caro Dottor Bartoli
credo che Renzi abbia finito le cartucce.
La sinistra non ha un leader, e gli adepti sono tutte meteore senza spessore.
Per par condicio, anche le altre correnti politiche.
I veri creatori, tutti coloro che hanno realizzato grandi opere, qualunque sia il loro campo, generalmente sono stati degli esseri che hanno sofferto molto, e le loro sofferenze sono state come un inchiostro nero nel quale essi immergevano ogni giorno la penna per estrarne formidabili opere di intelligenza, di bellezza e di forza. Le esperienze drammatiche, gli sconvolgimenti interiori attraverso i quali sono passati, tutta la gamma di pensieri, di sentimenti, di sensazioni e di emozioni sono stati i colori dei quali hanno potuto servirsi per produrre dei capolavori o delle azioni sublimi; attorno a loro tutti potevano beneficiare di quei capolavori, di quelle azioni, e anche noi oggi ne beneficiamo ancora.
Evidentemente nella panoramica italiana e internazionale non c'è ancora una vera crisi.
Il risveglio delle idee e delle coscienze è sincero quando l'umanità ha toccato il fondo, è
in quel momento che nascono i grandi leader.
Per il momento ci sono solo apprendisti stregoni.
La ringrazio per i continui spunti di riflessione che ci regala.

Prof. Giuseppe Savazzi
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